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Ancona

Inrca Ancona, Cangini interroga il Parlamento sul trasferimento di reparti ad Osimo

Il senatore di Forza Italia ha chiesto conto al ministro della Salute dei continui trasferimenti verso il nosocomio osimano. Ecco cosa è accaduto

Inrca Ancona

ANCONA – Interrogazione parlamentare del senatore di Forza Italia Andrea Cangini sulla situazione dell’Inrca di Ancona: «Ho depositato un’interrogazione parlamentare rivolgendo la domanda al ministro della Sanità – scrive in un post su Facebook il forzista -. Assistiamo da oltre due anni al sistematico svuotamento di un polo ospedaliero d’eccellenza a beneficio del piccolo ospedale di Osimo, inadeguato quanto a chirurgia, cardiologia, neurologia, nefrologia».

Andrea Cangini

Secondo il senatore l’emergenza Covid non ha fatto altro che acuire il problema, «con grave disagio per il personale medico ed infermieristico» oltre che «grave danno per i pazienti. Chiedo, pertanto, al ministro della Sanità di spiegare al Parlamento, e di conseguenza ai cittadini marchigiani, le ragioni che ispirano le scelte operate dalla Direzione generale dell’Inrca-Irccs. Confido in una risposta in tempi rapidi, e mi auguro sia rassicurante».

All’appello si aggiunge anche l’esponente di Forza Italia del Comune di Ancona, Teresa Stefania Dai Prà che sottolinea come «sono passati quattro lunghi mesi in cui, nonostante appelli, riflessioni, proposte e richieste di intervento a tutela dei pazienti anziani e classe medica nulla è cambiato.
Una situazione stagnante che aumenta il disagio di persone fragili e di molti medici ed infermieri che chiedono solo di poter lavorare svolgendo al meglio e per la sicurezza dei pazienti il loro prezioso mestiere».

Teresa Stefania Dai Prà
Teresa Stefania Dai Prà

Nel precisare che «siamo consapevoli che la pandemia ha cambiato protocolli, modalità di gestione», evidenzia che «alcune scelte sono il risultato di una serie di decisioni amministrative che abbiamo difficoltà a comprendere». Tra gli ultimi reparti trasferiti ad Osimo c’è quello di Chirurgia. 

«La nostra non è una crociata nemica ad un piccolo ospedale – conclude Dai Pra -, verso il quale esprimiamo sentimenti di stima per tutti coloro che ci lavorano ma, una obiettiva tutela di una struttura, quella anconetana, che è specializzata e completa per una gestione complessiva delle problematiche di pazienti fragili e anziani. Il tempo dei rinvii e dei silenzi speriamo sia giunto al capolinea».