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Ancona

Centraline di monitoraggio ad Ancona, Zaffiri (Lega) deposita un esposto in Procura

Il Presidente del Gruppo della Lega in Consiglio regionale chiede che venga chiarito come si sia arrivati ad avere un'unica stazione di rilevamento della qualità dell'aria alla Cittadella e che siano verificate le eventuali responsabilità

Una centralina per il monitoraggio della qualità dell'aria
Una centralina per il monitoraggio della qualità dell'aria

ANCONA- Questione centraline ad Ancona, il Presidente del Gruppo della Lega in Consiglio regionale, Sandro Zaffiri, ha depositato in Procura un esposto relativo alla misurazione della qualità dell’aria nel capoluogo. L’unica centralina di monitoraggio è collocata alla Cittadella e il leghista chiede che venga chiarito per quale motivo sia la sola ad essere attiva e che vengano verificate eventuali responsabilità.

«La centralina si trova all’interno di un parco e in una zona dove transitano pochissimi veicoli quindi non può essere rappresentativa per l’intera città. Oltretutto, nonostante l’ubicazione, i dati sono allarmanti poiché si registrano annualmente innumerevoli sforamenti oltre i limiti consentiti- afferma Zaffiri-. Già nel 2012 Ancona risultava essere, secondo un’analisi comparativa del Ministero dell’Ambiente, tra i peggiori 50 capoluoghi di provincia per valori di PM10 nell’aria. La mancanza di misurazioni ambientali comporta l’impossibilità di configurare il quadro esatto delle criticità ambientali nella città di Ancona. La situazione è drammatica e la tutela della salute dei cittadini non è garantita».

Nell’esposto Zaffiri spiega che fino al 2013, le attività di monitoraggio per conoscere lo stato della qualità dell’aria e dell’ambiente avvenivano attraverso centraline di proprietà delle Province e posizionate in collaborazione con l’ARPA Marche. In quegli anni, nel Comune di Ancona, le centraline erano dislocate alla Cittadella, in piazza Roma, al Porto, in via Bocconi e in via Conca a Torrette. «Il valore medio di PM10 nell’aria era superiore al valore limite di 40 g/mc assestandosi attorno ai 47 microgrammi/mc, un dato che poneva Ancona tra i 50 peggiori capoluoghi di provincia monitorati dall’analisi comparativa del Ministero dell’Ambiente» scrive il presidente del Gruppo Consiliare della Lega.

Nell’esposto Zaffiri spiega come si sono svolti i fatti. «In attuazione del D.Lgs n. 155/2010 e della D.R.G. Marche n. 25 del 21 gennaio 2013 e delle convenzioni tra Province, Regione Marche e Arpa, quest’ultima è stata incaricata della gestione unitaria della Rete Regionale di Rilevamento della Qualità dell’Aria, succedendo quindi alla conduzione del monitoraggio effettuata dalla Provincia. Con questa nuova guida nella città di Ancona non si è saputo più nulla delle centraline di rilevamento, o meglio, alcune sono state spente da tempo, salvo quella istallata alla Cittadella che effettua le analisi con i propri dati, dove la concentrazione registrata talvolta è arrivata a 67 microgrammi».

Il Presidente del Gruppo consiliare regionale della Lega chiede quindi che venga chiarito come si sia arrivati ad avere un’unica centralina e che siano verificate le eventuali responsabilità. Zaffiri esprime tutta la sua preoccupazione. «Secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente ogni anno l’inquinamento da polveri sottili provoca nel Paese più di 66.000 morti premature, rendendo l’Italia lo Stato membro dell’UE più colpito in termini di mortalità connessa al particolato e, quindi, è quanto mai necessario garantire la qualità dell’aria e la tutela della salute dei cittadini facendoli vivere in un ambiente sano ed in condizioni di sicurezza».