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Ancona

Infrastrutture, convegno Cgil. Bastianelli: «Il futuro delle Marche? Si gioca ad Ancona». Talevi: «Amazon fondamentale»

Al centro dell'incontro le crescenti difficoltà economiche delle imprese, accentuate dalla crisi ucraina, che secondo il sindacato impongono la necessità di un forte rilancio dell'economia regionale

Un momento del convegno

ANCONA – «Il futuro delle Marche? Si gioca ad Ancona». Ne è convinto il segretario generale della Camera del Lavoro Cgil Ancona Marco Bastianelli dopo il confronto all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale che si è svolto ieri, giovedì 12. A promuovere l’incontro è stata proprio la Camera del Lavoro Cgil insieme alla Filt (federazione dei trasporti). Presenti, tra gli altri, oltre a Marco Bastianelli, Valeria Talevi, segretaria generale Filt Cgil Marche, Stefano Malorgio, segretario nazionale Filt e Vincenzo Garofalo, presidente dell’Authority.  

Sul tavolo le crescenti difficoltà economiche delle imprese, accentuate dalla crisi ucraina, che secondo le due sigle sindacali di categoria impongono la necessità di un forte rilancio dell’economia regionale che non può che passare attraverso lo sviluppo delle infrastrutture intermodali della provincia di Ancona.

Proprio nell’Anconetano insistono le tre più importanti infrastrutture della regione, ovvero porto, aeroporto e interporto, cruciali per gli scambi commerciali e anche per quelli turistici. «Ancona – osserva Bastianelli – offre, a partire dal suo porto, una potenziale piastra logistica capace di dare risposte efficienti alla intera regione. Il dinamismo dello scalo dorico, assolutamente resiliente rispetto a Covid e guerra, può trovare un arricchimento importante nella capacità di valorizzare quelle che oggi, su aeroporto e interporto, sono ancora piuttosto potenzialità».

Marco Bastianelli, segretario generale Cgil Ancona

Secondo Bastianelli, per sviluppare queste potenzialità «occorre però superare ritardi e micro interessi per dare concretezza ai tanti investimenti infrastrutturali previsti, magari intercettando ulteriori risposte in tema di dragaggio e completamento della ferrovia Ancona-Roma. Il sindacato – prosegue – chiede uno sforzo congiunto su questi temi a operatori e istituzioni di vari livelli e un costante e trasparente coinvolgimento su soluzioni e percorsi che si intende adottare: anche perché la logistica – conclude – sarà sempre più un driver indispensabile di qualunque reale sviluppo territoriale».

Intanto i traffici dello scalo dorico mostrano una ripresa, specie per quanto concerne il cargo: dati tornati su livelli pre- pandemia, con incrementi anche del 22% in più rispetto al 2019. Il primo trimestre 2022 conferma il trend della risalita. Una realtà, quella portuale del capoluogo, che da lavoro a 5.998 persone con una crescita dell’1,6% rispetto 2017 quando erano 5.903. Lavoratori, quelle delle imprese portuali, ai quali occorre aggiungere anche atre 530 unità, occupate nelle pubbliche amministrazioni con competenza esclusiva in ambito portuale per un totale di 6528 addetti. All’aeroporto, invece, tra diretti e indiretti, si contano 475 lavoratori.

Nel corso del tavolo di confronto è stato sottolineato che occorre sfruttare la dinamicità porto, in una logica di rafforzamento strutturale dell’intermodalità, grazie alla vicinanza sia dell’aeroporto sia dell’interporto, ma anche della A14 e della ferrovia.

Insomma secondo Cgil occorre fare un balzo per far uscire le Marche dall’isolamento e inserire le infrastrutture della regione nelle direttrici Europee, ovvero nelle Reti TEN-T e nei Corridoi marittimi trasversali, realizzando investimenti strutturali attesi da decenni, fra i quali il riallineamento costiero a nord con RFI e l’ultimo miglio stradale al completamento della ferrovia Ancona-Roma, passando per il completamento  della nuova darsena. Secondo il sindacato l’interporto va riportato alla sua vocazione ed «operazioni come quella di Amazon, tanto più in periodi difficili come l’attuale, vanno favorite per quel che sono: una notevole occasione lavorativa ed un volano per l’ulteriore arricchimento del territorio». 

Valeria Talevi, segretaria regionale Filt Cgil

Un punto sul quale Valeria Talevi è chiara: «Amazon per noi è una opportunità di sviluppo dell’area jesina fondamentale e siamo fortemente interessati a questo insediamento anche nell’ottica di uno sviluppo occupazionale. Il cda dell’Interporto ci ha assicurato che sta lavorando alla questione, per riportare Scannell al tavolo della trattativa. Ora occorre capire se Amazon sia ancora interessata ad aprire l’insediamento a Jesi, o se per una serie di ragioni, tra le quali anche la guerra e la contrazione dei consumi, preferisce invece far slittare l’operazione al 2024 o 2025 visto che oltretutto c’è anche un rallentamento generale di tutto l’e-commerce».

Il sindacato invoca una gestione coesa per non disperdere le risorse del Pnrr e degli altri fondi europei. «Seguendo gli esempi del Partenariato Mare e dando concretezza alle indicazioni legate ai protocolli sul Pnrr, è indispensabile coinvolgere i sindacati nelle scelte per una forte relazione sul governo delle strategie, sui temi più generali ma anche su quelli più specifici. In caso contrario, se le risorse sono declinate rispetto a interessi di parte o ai vari campanili, l’uscita dall’isolamento e lo sviluppo del nostro territorio rimarranno una chimera e non si riuscirà a colmare i ritardi fino ad oggi registrati. In questo senso, l’ipotesi di una Zes (Zona economica Speciale) per le Marche – prosegue Cgil – , può essere utile solo se, partendo proprio dalla piattaforma logistica che afferisce il porto, diviene reale occasione di crescita imprenditoriale e di nuova occupazione».