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Ancona

Infermieri polemiche tra sindacati. Cgil e Cisl: «Assessore dia continuità e sistematicità ai tavoli di lavoro»

Dopo l'apertura dell'assessore alla sanità al confronto con il Nursind, le parti sociali frenano ricordando che al tavolo delle trattative possono sedere solo i sindacati firmatari del contratto nazionale

Infermieri

ANCONA – «Occorre che l’assessore alla Sanità dia continuità e sistematicità ai tavoli di lavoro aperti con le organizzazioni sindacali confederali». Sono le parole di Matteo Pintucci, segretario regionale Fp Cgil dopo l’apertura dell’assessore Filippo Saltamartini al confronto con il sindacato Nursind, annunciata durante il sit-in degli infermieri che si è svolto venerdì 28 gennaio in Piazza Cavour ad Ancona.

Una apertura che ha suscitato la reazione di Cgil e Cisl che in una nota stampa evidenziano che «il tutto è normato chiaramente dai contratti collettivi nazionali quadro: le organizzazioni sindacali titolate alla partecipazione ai tavoli di informazione/confronto/contrattazione/consultazione sono quelle firmatarie del Ccnl (contratto collettivo nazionale del lavoro, ndr)».

Nella stessa nota Fp Cgil e Fp Cisl hanno rimarcato che sono aperti già dei tavoli di confronto sulle questioni stringenti nel mondo della sanità, che hanno voluto precisare è costituito da infermieri e da una serie di altre figure professionali. tutte in attesa di risposte.

Al centro dello sciopero del Nursind, il mancato riconoscimento nella legge di bilancio della erogazione diretta delle indennità destinate agli infermieri il cui ammontare è già stato definito dalla precedente legge di Bilancio, mentre per la definizione delle modalità di erogazione è stato stabilito che questa avvenisse all’interno dei contratti nazionali.

«Sin dall’inizio della pandemia – scrivono Fp Cgil e Fp Cisl – abbiamo lottato per i giusti riconoscimenti agli infermieri definito eroi ma poi senza un euro di riconoscimento concreto ponendo le criticità all’interno delle nostre richieste inoltrate alla Regione Marche da oltre due mesi».

Fra le richieste poste sul tavolo dai sindacati confederali «il ricalcolo dei limiti massimi di spesa per il personale che rappresenta uno dei presupposti per l’ampliamento dei fondi aziendali e delle remunerazioni, la revisione del regolamento di concorso – scrivono -, l’attuale sistema ha generato il caos soprattutto per gli infermieri».

Poi chiedono di rivedere le regole della mobilità facendo in modo che i lavoratori possano trovare una soluzione occupazionale il più possibile vicino alla propria residenza, la revisione del sistema degli incarichi di funzione «che, tra l’altro a breve dovrebbe essere completamente revisionato dal nuovo Ccnl: a tal fine avevamo chiesto di sospendere le procedure; la  verifica dei regolamenti: mensa, tempi di vestizione, applicazione del festivo infrasettimanale; risorse specifiche per il sistema indennitario dei professionisti».

Fp Cgil e Fp Cisl aggiungono poi: «Ci uniamo anche noi all’apprezzamento per gli operatori della sanità, ricordando però che nel sistema sanitario non è presente solo la professione rappresentata dal Nursind: il mondo delle professioni sanitarie è costituito da 22 professioni (3 infermieristiche, 9 tecnico sanitarie, 8 della riabilitazione e 2 della prevenzione) oltre alla nuova area sociosanitaria. Occorre non perdere di vista la visione organica e complessiva del nostro sistema sanitario regionale».

«La motivazione a base dello sciopero del 28 gennaio è la mancata erogazione diretta per legge dell’indennità infermieristica al di fuori del contratto nazionale di lavoro (richiesta contenuta in un emendamento alla legge di bilancio che non è stato approvato) – concludono -: nella PA (pubblica amministrazione, ndr) contrattualizzata qualsiasi emolumento di carattere economico seppur specifico, deve passare attraverso la costituzione/erogazione degli specifici fondi aziendali, noi rimaniamo per la piena contrattualizzazione di tutti gli istituti normo economici, per tutti i lavoratori, pericoloso prestare il fianco a forme di rilegificazione».