Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Ancona: inchiesta sugli appalti, archiviate le accuse per assessori e dirigenti

Foresi, Sediari e Marasca escono dal procedimento dell’indagine “Ghost Jobs”. Erano finiti insieme ad altri nel secondo filone dopo il caso corruzione del geometra Bonci

Il Comune di Ancona

ANCONA – Inchiesta “Ghost jobs”, archiviata la posizione di assessori, dirigenti ed ex dirigenti del Comune di Ancona inizialmente indagati sulla vicenda degli appalti pilotati. Il decreto di archiviazione è arrivato questi giorni e riguarda gli assessori comunali Stefano Foresi, Paolo Marasca e Piepaolo Sediari. La loro posizione, insieme ad altre cariche comunali, era finita nel secondo filone dell’inchiesta del pm Ruggiero Dicuonzo e del procuratore aggiunto Valentina D’Agostino per i reati di falso (materiale e ideologico) in atto pubblico, truffa e abuso di ufficio.

Per la Procura, che ha chiesto l’archiviazione poi firmata dal gip, non ci sono responsabilità. Escono definitivamente dall’inchiesta anche la dirigente della Ragioneria Daniela Ghiandoni, l’ex dirigente alla cultura Ciro Del Pesce, Giorgio Calavalle, il dirigente ai Lavori Pubblici Stefano Capannelli e l’ingegnere Riccardo Borgognoni. Che la loro posizione stava andando verso l’archiviazione si era intuito già a febbraio scorso quando l’avviso di conclusione indagine era stato notificato solo a 12 persone tra tutti gli indagati del filone bis (circa una 30ina) dove è rimasto l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune Paolo Manarini. Manarini ora è a un passo dal processo. Il secondo filone era stato aperto dopo gli arresti per corruzione eseguiti dalla squadra mobile a novembre 2019, nell’indagine madre, quella del geometra infedele Simone Bonci che, insieme ad un cartello di imprese amiche, avrebbe pilotato appalti pubblici del Comune (laghetti del Passetto e cimiteri) in cambio di alcune utilità quali un bagno di casa ristrutturato, una caldaia nuova, telecamere di ultima generazione e cellulari.