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Ancona

Guerra, caro vita e covid frenano i viaggi all’estero. Scortichini (Astoi): «Fra 30 – 40% di chiusure e 25% di licenziamenti» – VIDEO

Il clima di incertezza scoraggia le partenze all'estero per le agognate vacanze, i marchigiani rimandano e le agenzie di viaggio rischiano la chiusura

ANCONA – Nonostante il desiderio di svago e di libertà, dopo più di due anni alle prese con la pandemia, sono in tanti quelli che rinunciano alle agognate vacanze oltre i confini nazionali, scoraggiati dal clima di incertezza generato dal timore di contrarre il covid in un paese estero e da un autunno che si prospetta ancora alle prese con i rincari e i venti di guerra.

Il video

Uno scenario complesso che frena i viaggi verso l’estero e rischia di mettere in ginocchio molte agenzie, già in sofferenza per il blocco dei viaggi legato alla pandemia. «La situazione è disastrosa – dice senza mezzi termini Ludovico Scortichini, titolare della catena Go Word e membro del board nazionale Astoi Confindustria Viaggi – dopo due anni di -90%, oggi nella migliore delle ipotesi forse a fine anno arriveremo ad un -50%, con probabili fallimenti e licenziamenti».

Nelle Marche «stiamo stimando tra un 30 e un 40% di chiusure, di punti vendita, e almeno un 25% di licenziamenti». Un’ondata che rischia di avere pesanti ripercussioni occupazionali per questo, spiega Scortichini, «abbiamo già fatto richiesta al presidente Acquaroli di un intervento, meglio ancora se sulla capitalizzazione delle imprese, perché altrimenti ci sarà un effetto domino che porterà inevitabilmente a licenziamenti e fallimenti».

A scoraggiare da un lato è la paura del Covid e dall’altro lato la guerra unita al timore del caro vita e dell’inflazione, che spinge a chiudere i cordoni della borsa. «La gente si ferma e attende – spiega – poi magari qualcuno all’ultimo minuto prenota, ma sono non meno del 50% dei passeggeri del 2019». Il settore chiede al governo «interventi forti e strutturali per tenere in piedi aziende e occupazione».