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Ancona

Ancona ha dato l’ultimo saluto a Francesca e Giuseppe

Oggi i funerali dei due giovani, Francesca Traferri e Giuseppe Babici, che hanno perso la vita in un incidente sabato notte. Nello schianto è morto anche un terzo ragazzo, Mattia Bressan originario della Lombardia

Funerale di Francesca Traferri nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù

ANCONA – La città ha dato l’ultimo saluto a Francesca Traferri, la ragazza 35enne che ha perso la vita nel terribile frontale di sabato notte sulla Statale, al confine tra Montemarciano e Falconara. Oggi è una lunga giornata di lutto. Questa mattina si sono svolti i funerali di Francesca nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, in piazza Salvo d’Acquisto.

Le vittime dello schianto a Falconara: da sinistra Giuseppe Babici, Francesca Traferri e Mattia Bressan
Le vittime dello schianto a Falconara: da sinistra Giuseppe Babici, Francesca Traferri e Mattia Bressan

Attorno alle 3,40 della notte tra sabato e domenica, l’incidente ha infatti coinvolto due auto. Francesca era seduta accanto al fidanzato Giuseppe Babici quando l’Audi A4 condotta dal 35enne, si è scontrata frontalmente lungo l’Adriatica con la Bmw di Mattia Bressan, il barman 21enne originario della Lombardia ma da due anni residente a Marina di Montemarciano.

Questa mattina gli amici e i parenti in lacrime hanno salutato Francesca Traferri, la 35enne tifosa dell’Anconitana che viveva con la sorella e i genitori in via Ruggeri. «Sei sempre stata la piccolina di casa – ha detto la sorella Federica, alla fine del funerale  – io, mamma e papà abbiamo vissuto sempre per far felice te. Non ho né rabbia né rancore, so che se Dio ha permesso ciò che è accaduto, è per un buon motivo. Da ora in poi vivrò per tutte e due e so già che ci riuscirò perché lo faremo insieme. Sempre abbiamo fatto tutto insieme».

La parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, in piazza Salvo d’Acquisto, dove si sono svolti i funerali

«Non ci sono parole che possano risolvere un dolore  – ha detto don Giuseppe – importante però è non perdere la speranza e non vedere soltanto il buio. Questo tipo di eventi ci fa capire che la nostra vita non ci appartiene. In questo momento così difficile, la speranza e la fede devono rimanere in noi». Alla fine dell’omelia, brevissima, il sacerdote ha letto una poesia di Henry Scott Holland: «La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora…Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace».

E alle 14 di oggi nella chiesa Santissima Madre di Dio a Torrette si è tenuto anche il funerale del fidanzato Giuseppe Babici. Commozione per il giovane. Gli amici lo hanno voluto ricordare così: «Peppe era un uragano, la forza che aveva la trasmetteva tutta. Vicino a lui potevi andare ovunque. Una persona buona, gentile aveva sempre una parola affettuosa per tirarti su. Con la sua scomparsa mi ha insegnato che quando a una persona gli vuoi bene glielo devi dire altrimenti le parole ti restano dentro come un macigno. Vorrei dirgli che per me era come un fratello».
Un altro amico ha espresso questo pensiero: «Ci sarebbero tante cose da dire. Mi ricordo che ho avuto un grande dono, quando mi è nato mio figlio, e lui è stato il primo a chiamarmi e a dirmi posso venire giù?». La bara ha poi lasciato la chiesa accompagnata dal brano musicale “Vivir mi vida“.