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Ancona

Green pass porto, Fiom Cgil stima «500-600 lavoratori Fincantieri sprovvisti». Filt Cgil: «Lavoriamo per prezzi calmierati»

Mentre è conto alla rovescia per l'entrata in vigore dell'obbligo di Green pass abbiamo fatto il punto con Cgil per valutare le eventuali criticità nella cantieristica e nei trasporti

ANCONA – Conto alla rovescia al porto di Ancona per l’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass per i lavoratori. Intanto con una circolare il Ministero ha chiarito che le imprese del settore portuale possono mettere a disposizione del personale sprovvisto della certificazione verde test molecolari o antigenici rapidi gratuiti così da evitare il rischio di paralisi dell’operatività dei porti.

Un provvedimento assunto sulla scorta di quello adottato al porto di Trieste, esteso ai lavoratori portuali dei servizi essenziali. Ma sono tanti i nodi che potrebbero venire al pettine in una realtà complessa come quella del mondo portale.

«Non dovrebbero esserci grossi problemi con l’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass» spiega Valeria Talevi, segretaria regionale Filt Cgil Marche, che segue i lavoratori dei trasporti. La sindacalista, nell’esprimere la posizione di Filt Cgil, ricorda «siamo per vaccinare e non per licenziare – afferma – ma stiamo anche cercando di contrattare prezzi ulteriormente calmierati per i test per quelle imprese e cooperative che non intendono offrirli gratuitamente ai lavoratori».

Valeria Talevi, Filt Cgil (immagine di repertorio, di un presidio in Prefettura ad Ancona)

Filt Cgil ha già concordato per alcune imprese prezzi agevolati per abbonamenti a più tamponi. Quella del Ministero infatti, precisa «è una raccomandazione», che le imprese possono accogliere oppure no. Ma al netto di tutto, secondo Talevi «al porto di Ancona non ci dovrebbero essere evidenze di particolari problemi per i terminalisti, la stragrande maggioranza dei quali sono muniti di Green pass».

La sindacalista ricorda inoltre che nel porto del capoluogo è attivo anche un hub vaccinale per cercare di mettere in regola più lavoratori possibile, tuttavia, aggiunge che «il numero dei lavoratori che operano in banchina sprovvisti di Green pass è minimo, si tratta di pochi casi».

Tiziano Beldomenico, Fiom Cgil Marche

Più complessa invece potrebbe essere la situazione nei cantieri navali. Se da un lato «la circolare del Ministero può aiutare nelle trattative sindacali» per il raggiungimento di prezzi ancora più calmierati per i test, spiega il segretario regionale Fiom Cgil Tiziano Beldomenico, dall’altro già da venerdì mattina,15 ottobre, ai cancelli delle imprese metalmeccaniche delle Marche, incluse quelle del porto di Ancona, come Fincantieri, Cnr e altre, potrebbero verificarsi le prime criticità.

Fra queste le file per i controlli all’ingresso, la difficoltà di riuscire a prenotare i test così da poterli rifare ogni 48 ore. Insomma potrebbe non essere semplice. La stima del sindacalista è che tra 500-600 lavoratori, diretti e indiretti (appalti) di Fincantieri siano sprovvisti di Green pass. Un numero non da poco. «Fiom intende tutelare anche chi non ha la certificazione verde – afferma – e venerdì (data di entrata in vigore dell’obbligo) saremo al loro fianco». Il timore del sindacato è che se i lavoratori sprovvisti di pass non riusciranno ad essere in regola ne risenta anche la produzione dei cantieri navali, dal momento che scatteranno le sospensioni.

Beldomenico evidenzia inoltre la difficoltà per questi lavoratori di sottoporsi ai tamponi, per via delle «farmacie che saranno intasate» poi c’è il tema dei costi di questi test. Una situazione che potrebbe sfociare con «l’impossibilità di mettersi in regola» con la certificazione verde.

«Siamo molto preoccupati per venerdì – afferma – non solo per le imprese metalmeccaniche del porto, ma anche per quelle del resto della regione».