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Ancona

Green pass in consiglio regionale, ancora polemica. Mastrovincenzo (Pd): «Altra pessima figura della maggioranza»

All'indomani dell'estensione della certificazione verde a tutti i luoghi di lavoro dal 15 ottobre, nuovo attacco dei dem sulla necessità del lasciapassare per accedere all'Aula del Consiglio

Antonio Mastrovincenzo

ANCONA – Si riaccende la polemica sulla questione del Green pass nell’Aula del Consiglio regionale dopo il niet all’applicazione della misura per i consiglieri, mentre è previsto per ospiti, Tv e organi di stampa. Ad andare all’attacco è il dem Antonio Mastrovincenzo, all’indomani dell’estensione della certificazione a tutti i luoghi di lavoro, incluse pubbliche amministrazioni, deputati e senatori.

A partire dal 15 ottobre fino a fine anno (31 dicembre, periodo previsto per il termine dello stato d’emergenza) scatterà l’obbligo di esibire la certificazione verde in tutti i luoghi di lavoro: dalle fabbriche, agli uffici, oltre che negli studi professionali, nella pubblica amministrazione e per chi è titolare di cariche elettive, come i consiglieri regionali.

«Altra pessima figura per la maggioranza di destra che governa le Marche – dichiara il consigliere regionale del Pd Mastrovincenzo -. Pochi giorni fa aveva bocciato (dopo averla approvata) la proposta del Gruppo Pd sull’obbligo del Green pass per l’accesso da parte dei consiglieri nell’Aula dell’Assemblea Legislativa».

La proposta del Pd di regolare l’accesso all’Aula dell’Assemblea Legislativa, consentendolo solo ai consiglieri e dipendenti in regolare possesso del pass, se in un primo momento era stata accolta dalla conferenza dei capigruppo, poi non era stata più prevista per queste categorie. E i dem erano andati all’attacco.

Ora però con l’approvazione del Consiglio dei Ministri «di cui fanno parte anche Lega e Forza Italia», è stato approvato il Decreto Legge che prevede invece l’obbligo di esibire la certificazione verde «oltre che per l’accesso ai luoghi di lavoro, anche “ai soggetti titolari di cariche elettive”».

«Ancora una volta – prosegue – la destra marchigiana cade rovinosamente e si fa molto male, per la sua penosa ambiguità su un tema così importante. Ciò che ha cercato di impedire con l’arroganza dei numeri, ora invece dovrà essere applicato per legge».