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Ancona

La crisi di governo divide i professionisti della sanità. Palladino (Laisa): «Non dovrebbero parlare di politica»

L'infermiere, presidente del sindacato LaIsa, prende le distanze dalla nota datata 16 luglio in cui federazioni e consigli nazionali delle professioni sanitarie hanno rivolto un appello all'unità

Enzo Palladino, presidente nazionale e regionale Laisa

ANCONA – «Le federazioni e i consigli nazionali delle professioni sanitarie non avrebbero dovuto rivolgere appelli, intervenendo sulla crisi di governo, a nome degli iscritti senza oltretutto averli interpellati: dovrebbero piuttosto rappresentare ogni loro singolo iscritto, al di là delle ideologie politiche».

L’infermiere Enzo Palladino, presidente nazionale del sindacato Laisa, lavoratori autonomi della sanità, e infermiere sospeso dal servizio per non essersi vaccinato contro il Covid, prende le distanze dalla nota datata 16 luglio in cui federazioni e consigli nazionali delle professioni sanitarie hanno affermato: «A nome delle donne e degli uomini delle professioni sanitarie e sociosanitarie rivolgiamo un accorato appello all’unità ed alla responsabilità al Presidente Draghi, al Ministro Speranza, a tutte le forze politiche e sociali, ad ogni singolo rappresentante delle Istituzioni».

Nel comunicato stampa, siglato dai presidenti di Cnop, Fncf, Fnomceo, Fnopi, Fnopo, Fno Tsrm e Pstrp, Fnovi, Onb, Cnoas, si legge che «per la sanità italiana non è il tempo di una crisi di governo al buio». La nota prosegue sostenendo che «non è il tempo di fermare o rallentare lo sforzo straordinario per rendere più forte e moderno il nostro Servizio sanitario nazionale e per portare avanti riforme ed investimenti attesi da anni, di cui potranno beneficiare le persone che hanno bisogno di assistenza e cura. Le ragioni dell’unità nazionale, di un sforzo comune del nostro Paese, sono rafforzate dalla guerra e dalle sue drammatiche conseguenze economiche e sociali. Fermarsi adesso – scrivono nel comunicato – far prevalere le ragioni personali e di parte, sarebbe un errore imperdonabile».

Affermazioni in cui Palladino non si riconosce: «Una Federazione non dovrebbe parlare di politica, per giunta, anche a nome di chi la pensa diversamente da chi lo rappresenta a livello istituzionale». Secondo l’infermiere sindacalista, che ha scritto due lettere indirizzate a Fnopi (Federazione nazionale e ordini professioni infermieristiche) e Opi (Ordine delle professioni infermieristiche) indirizzate all’Opi e per conoscenza alla Fnopi, per manifestare alla sua presa di distanza, «sarebbe stato auspicabile ascoltare la base, ovvero gli ordini territoriali».

«Non posso genuflettermi – dice – nei confronti di coloro che mi hanno costretto, da persona sana, a restare a casa per dieci mesi (per il momento) senza lavoro, senza stipendio e senza alcuna forma di sostentamento».