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Ancona

Regione, dem all’attacco. «Si sono appropriati della nostra progettualità. Giunta Ceriscioli sopravvissuta a se stessa»

Duro attacco del gruppo consiliare del Pd sul primo anno di giunta Acquaroli. I dem hanno sottolineato la mancanza di progettualità

I dem a Palazzo delle Marche

ANCONA – «Si sono appropriati della nostra progettualità». È una delle accuse mosse dal gruppo consiliare del Pd alla giunta Acquaroli, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina 25 ottobre a Palazzo delle Marche, per illustrare l’impegno dei dem, ad un anno dall’insediamento della nuova amministrazione regionale a Palazzo Raffaello.

L’opposizione è andata duramente all’attacco, evidenziando la mancanza di una linea strategica della giunta regionale che hanno definito coralmente come «ancora in campagna elettorale» e «arroccata» sulle proprie posizioni, nonostante «le tante proposte presentate» dal Pd, puntualmente bocciate, come ha sottolineato il capogruppo Maurizio Mangialardi.

L’affondo maggiore dei dem è stato scoccato sul fronte sanitario, uno dei temi che sono costati la sconfitta al centrosinistra alle elezioni regionali del settembre scorso. La critica è andata alle «liste di attesa che si sono allungate», al piano socio-sanitario regionale, le cui modifiche sono state definite «imbarazzanti» dal leader regionale dei dem.

«Alla fine di questi 5 anni – ha detto Mangialardi – vedremo realizzate solo le opere programmate in maniera lungimirante dalla precedente amministrazione», fra le quali hanno citato l’Inrca di Camerano, il nuovo Salesi a Torrette, e l’ospedale di Fermo, mentre «gli ospedali di primo livello sono stati cancellati».

Una giunta che secondo Mangialardi parla «per slogan» utilizzando un linguaggio diretto alla «pancia» delle persone e che nel suo primo anno di insediamento non ha realizzato nessun progetto proprio, se non quelli approntati dalla giunta precedente.

Inoltre, sottolineando che non si è proceduto al rafforzamento dei ruolo dei medici di famiglia, né della telemedicina, ha ricordato quando l’assessore alla Sanità Saltamartini sosteneva che negli stabilimenti farmaceutici delle Marche si sarebbero dovuto produrre i vaccini contro il Covid, un tema sul quale è intervenuta anche la consigliera del Pd Anna Casini facendo notare che se la Regione avesse voluto spingere davvero su questo fronte, «invece di fare annunci sui giornali, avrebbe dovuto verificare se questo era effettivamente possibile».

L’accento è poi andato sull’«ambiguità della giunta» sul fronte della vaccinazione, con «l’assessore alla Sanità che  continua a dare spazio alle cure domiciliari» i cui destinatari secondo i dem sono «no-vax sotto mentite spoglie», producendo così «un grave nocumento» secondo Mangialardi.

Nel merito delle vertenze sul lavoro, con Elica, i Guzzini e la più recente Enedo, Mangialardi ha sottolineato che «la vertenza Elica è l’emblema di quello che una amministrazione non deve fare: non  si doveva perdere tempo, né ammiccare alla proprietà o assecondare le richieste». Ha poi ricordato la mozione avanzata dai dem, su proposta della parlamentare Alessia Morani, invece «liquidata». In conclusione una «una giunta che incassa le pianificazioni fatte nel passato, ma prende le distanze dove occorre una visione e una prospettiva. Una Regione eterodiretta da Roma, da Meloni e Salvini che impartiscono ordini che non rispondono alle necessità di famiglie e imprese e cittadini».

Il consigliere Antonio Mastrovincenzo proseguendo nel filone delle vertenze ha ricordato l’atto indirizzo del Pd, per l’inserimento lavorativo di giovani e donne, la ricollocazione di chi ha perso il lavoro e dei disabili, e ha attaccato la giunta per la mancanza di confronto con le associazioni e gli ambiti territoriali per quanto concerne le politiche sociali

Il gruppo consiliare del Pd

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«Hanno ignorato l’impatto della pandemia sul welfare» ha fatto notare il dem, ricordando anche «ritardi nella vaccinazione dei disabili e dei senza fissa dimora» e la «mancata vigilanza sull’assistenza domiciliare» con la giunta «he ha lasciato fare ai Comuni e più di un quinto di questi non l’hanno erogata». Secondo Mastrovincenzo è necessario procedere al rinforzo della rete dei consultori e dei dipartimenti della salute mentale.

Anna Casini, ha attaccato la giunta regionale anche sul cambio di passo sul fronte della ricostruzione, spiegando che è legato al commissario straordinario Giovanni Legnini, ed ha sottolineato le modifiche apportate al Cis (contratto istituzionale di sviluppo) con una  comunicazione di giunta quando i progetti erano già stati presentati e definendo la «cosa gravissima» Casini ha poi parlato di «giunta schizofrenica» che da un lato invita a vaccinarsi e dall’altro «strizza l’occhio ai no-vax», mentre uno studio di Confartigianato sostiene che nelle Marche sono 91.105 i lavoratori non vaccinati. 

«Il presidente Acquaroli? Liquido, impalpabile, assente, mai presente in mille sfaccettature» ha affermato il dem Romano Carancini, etichettando il governatore come un «Fenicottero che rimane in equilibrio su una zampa sola per risparmiare le energie». La consigliera Manuela Bora, ha invece sottolineato il passo indietro compiuto sul fronte dei diritti, con la pillola Ru486 che nelle Marche non viene distribuita nei consultori per il mancato recepimento delle linee guida ministeriali e il tema delle pari opportunità con una sola donna in giunta.

Secondo il consigliere Andrea Biancani la giunta è come se «non si è accorta di aver vinto le elezioni, parla come se al governo ci fossimo ancora noi», ha poi evidenziato che ad un anno non ha ancora presentato il bilancio, un tema sul quale è intervenuto anche Fabrizio Cesetti, sottolineando che la Corte dei Conti ha parificato il rendiconto 2020 del pd», insomma una giunta, quella Ceriscioli «sopravvissuta a sé stessa».

Il dem ha ricordato che ad un mese di distanza dal primo lockdown la giunta precedente aveva varato subito un provvedimento ed ha ricordato la manovra da 210miliini a sostegno di famiglie e imprese. «In questo anno hanno lavorato con bilancio e risorse nostre» fa notare, mentre «su quello che hanno fatto ci hanno copiato e sarebbero da denunciare per plagio», inoltre ha ricordato che la giunta Ceriscioli aveva precorso il Pnrr con le case della salute e gli ospedali di comunità.

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