Giornata mondiale della Salute Mentale, demenze in crescita

In Italia ogni anno si registrano 269mila nuovi casi, che richiedono interventi sul territorio. Daniela Barbaresi: «Situazioni da affrontare con risorse adeguate»

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Anziani

ANCONA – Cinquanta milioni di persone al mondo soffrono di demenze. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che, per il 2050, stima saliranno a 150 milioni le persone affette. Un dato preoccupante legato all’invecchiamento progressivo della popolazione e che pone l’accento sull’importanza della prevenzione e della cura. E proprio per tenere accesa l’attenzione sui temi della sofferenza psicologica che il 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale istituita dall’Oms 41 anni fa.

Una ricorrenza importante che sottolinea la crucialità nel riconoscimento dei sintomi e dei segni premonitori della malattia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), i disturbi mentali in generale continuano a crescere con un forte impatto non solo sulla salute, ma anche sulle famiglie che devono farsi carico dei malati e sull’economia per le assenze dal lavoro dei malati stessi o dei familiari che devono farsi carico dell’assistenza.

Quella della salute mentale è «una delle grandi priorità a cui occorre dare una risposta – spiega la segretaria regionale della Cgil Daniela Barbaresi – Oggi ci misuriamo con una situazione critica sul fronte delle demenze e delle patologie psichiatriche legate anche all’invecchiamento. Situazioni di disagio che pesano sulla vita delle famiglie, per questo è importante che il tema venga adeguatamente affrontato, a partire dal Piano Socio Sanitario regionale in discussione questi giorni. Pensiamo alle famiglie che hanno in casa anziani affetti da demenze e che hanno necessità non solo di risposte in termini sanitari, ma anche assistenziali, momenti di sollievo, mentre per i giovani è necessario pensare a servizi per il “dopo di noi”, quando i genitori non ci saranno più. È importante destinare risorse adeguate a dare risposte a queste situazioni in crescita».

Le patologie mentali insorgono in tutte le fasce d’età, creando difficoltà nelle attività quotidiane, nel lavoro, nei rapporti interpersonali e familiari, e comportano elevati costi sociali ed economici sia per chi ne è colpito, sia per le famiglie, ma anche per il Servizio Sanitario Nazionale.

In Italia ogni anno si registrano 269mila nuovi casi di demenze, con 1milione e 200 casi stimati, metà dei quali sono affetti da Alzheimer, la forma più frequente. Circa 3 milioni sono le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei loro cari. Numeri allarmanti che richiedono interventi sul territorio. Secondo alcune stime infatti i costi socio-sanitari per la sola malattia di Alzheimer si aggirano sui 6 miliardi.

Nelle Marche sono 30mila le persone affette da demenza, 19.165 quelle con Alzheimer. Nel Comune di Ancona i soggetti con demenza sono circa 2.500, 1.300 dei quali hanno l’Alzheimer. All’Inrca gli accessi arrivano a quota 2.500 all’anno.

Un tema, quello delle demenze, sul quale l’Inrca di Ancona è specializzato e negli anni ha affinato ulteriormente trattamenti e diagnosi. Presa in carico globale, supporto e formazione ai care giver (le figure che si prendono cura dei malati), prevenzione, gestione del paziente attraverso la tecnologia, anche domotica, sono le strategie dell’Istituto.

Inrca Ancona
Inrca Ancona

«L’invecchiamento della popolazione è uno degli elementi fondamentali che portano ad una maggior probabilità di incorrere nel disturbo cognitivo e nell’alterazione delle capacità motorie che sono le due più importanti criticità presenti nell’anziano», spiega il direttore scientifico dell’Inrca Fabrizia Lattanzio. Questioni che l’Istituto sta affrontando sia dal punto di vista della ricerca, per arrivare alla conoscenza dei meccanismi biologici alla base di questi disturbi, sia dal punto di vista clinico. L’Inrca partecipa infatti allo studio multicentrico italiano denominato Interceptor il cui obiettivo è quello di stabilire quali siano i marcatori più sensibili e specifici per predire la conversione del lieve declino cognitivo in demenze o in Alzheimer.

«Stiamo lavorando anche per stare accanto ai care giver, oltre che sull’introduzione della tecnologia nell’assistenza ai malati per mantenere un livello più elevato possibile di autonomia», sottolinea il direttore scientifico: tra i supporti tecnologici per i malati, i robot che aiutano a ricordare ai pazienti di assumere i medicinali.

In occasione della Giornata Mondiale sulla Salute Mentale l’Inrca ha organizzato anche per quest’anno l’H-Open Day, dedicato a chi soffre di disturbi psicologici. L’iniziativa promossa da Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, vede l’adesione dell’Inrca quale struttura ospedaliera premiata con i bollini rosa per il terzo biennio consecutivo per l’impegno nella prevenzione e nella promozione della medicina di genere. L’evento di questa edizione, la sesta, si intitola “Le problematiche psicologiche del caregiver che assiste un paziente anziano”. Con l’occasione le dottoresse Paciaroni e Raccichini evidenzieranno le difficoltà a cui vanno incontro le donne che assistono familiari anziani con problemi di salute, spesso di carattere neurologico o demenze: stress, carico emotivo, gestione organizzativa sono solo alcune di queste. Il convegno, aperto a tutti, il 10 ottobre presso l’Auditorium dell’Inrca di Ancona a partire dalle ore 17.