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Ancona

Giornata del donatore, il neo presidente Avis Marche, Ragnetti: «C’è chi aspetta questo dono per vivere»

In occasione della giornata del donatore, il neo presidente Avis sottolinea l'importanza di donare in maniera costante e regolare sangue ed emoderivati. Ecco i numeri delle Marche negli ultimi 5 mesi

ANCONA –  Sono 42.989 le unità di sangue ed emoderivati donate nelle Marche dal primo gennaio 2021 al 31 maggio di quest’anno. A fornire il dato in occasione della giornata del donatore è il neo presidente dell’Avis Marche, Daniele Ragnetti che raccoglie il testimone da Massimo Lauri che ha guidato l’associazione degli ultimi 8 anni.

In cinque mesi nelle Marche sono state raccolte 32.757 unità di sangue intero, 9.303 unità di plasma e 929 unità di derivati del sangue. «Un dato in linea con il trend del periodo pre-covid» afferma il presidente regionale dell’Avis Marche. Numeri che anche se rappresentano solo una istantanea parziale, mostrano che nelle Marche attualmente non c’è carenza di sangue, mentre «in termini di donazione di plasma occorre fare di più» sottolinea Ragnetti.

Il presidente Avis ricorda l’importanza di una donazione costante di sangue e derivati, che consente di coprire l’ingente fabbisogno di emoderivati. «Il sangue è importantissimo – spiega – spesso la popolazione si sente più sensibilizzata alla donazione in occasione di eventi particolari ma c’è bisogno ogni giorno. È fondamentale dare continuità e periodicità alla donazione, perché in caso di eventi non si può donare immediatamente, prima bisogna superare una serie di controlli medici che garantiscono la qualità della donazione». E le Marche a questo riguardo sono una tra le regioni più sicura sul fronte della donazione.

Il sangue è vita perché può salvare la vita a molte persone: oltre alla cura di alcune patologie, è necessario durante gli interventi in ospedale, mentre dal plasma si ricavano farmaci salvavita. Nelle Marche sono circa 58mila i donatori abituali, un numero importante che testimonia il buon lavoro svolto dall’associazione. In un anno tra sangue e plasma nella nostra regione vengono raccolte circa 100mila unità.

Daniele Ragnetti, Avis Marche

«I giovani si avvicinano molto alla donazione – spiega – l’appello alla donazione del sangue va a loro ma anche ai meno giovani». Il sangue e gli emoderivati possono essere donati fino a 65 anni di età, ma «se una persona è in buone condizioni di salute si può arrivare anche fino ai 70 anni, con una attenzione medica maggiore. «Non si deve avere paura di donare il proprio sangue perché c’è chi aspetta questo dono per vivere» come ad esempio i talassemici che vivono grazie alle infusioni di sangue dei donatori.

Ragnetti, 68 anni di Fossombrone, è in Avis da 40 anni, e nell’associazione ha ricoperto diversi incarichi: dalla presidenza della sezione di comunale di Fossombrone, a quella provinciale, per passate alla vicepresidenza regionale ed oggi guida l’Avis Marche. La sfida per i prossimi mesi, conclude, sarà il «rafforzamento delle campagne di sensibilizzazione alla donazione: possiamo fare di più e speriamo di riuscire a farlo».