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Ancona

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Gioco d’azzardo patologico, il Comune rivede il regolamento. Critiche dal Movimento 5 Stelle

Sono due le modifiche principali: è vietata l'ubicazione delle sale da gioco a meno di 500 metri da luoghi sensibili come scuole e istituti di credito ma nell'elenco non compaiono più più asili, ospedali ecc..; ed è consentita l'attività nelle sale gioco per 10 ore consecutive

ANCONA- L’amministrazione comunale rivede il regolamento per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo patologico. Il testo, approvato dalla Giunta Mancinelli il 28 novembre 2017, a causa di continui rinvii non è mai approdato in Consiglio comunale per la votazione. Nei giorni scorsi la Giunta ha ritirato la delibera e il 20 marzo ha approvato un nuovo testo che accoglie parte delle richieste degli operatori del settore e che quindi presenta delle modifiche rispetto al precedente. Le regole sembrerebbero essere meno rigide. Il Comune di Ancona mette in pratica la Legge Regionale 3 del 2017 che vieta l‘ubicazione delle sale da gioco a meno di 500 metri da luoghi sensibili come scuole, università, istituti di credito, sportelli bancomat, uffici postali e Compro Oro. La prima novità rispetto al primo regolamento è che nella lista non sono più compresi asili, chiese, impianti sportivi, luoghi di aggregazione giovanile, oratori, ospedali, parchi gioco, caserme, oratori, ospedali, centri sociali per anziani ecc…

Altra novità, cambiano gli orari di servizio delle sale gioco negli esercizi autorizzati. Se nel primo testo l’attività era consentita per 8 ore al giorno frammentate- dalle 10 alle 12.30, dalle 16.30 alle 19 e dalle 21 alle 24-, nel nuovo regolamento è di 10 ore consecutive. Per agenzie di scommesse, sale bingo, sale VTL, l’orario consentito è dalle 14:00 alle 24:00; nei bar, ristoranti, alberghi, rivendite tabacchi, esercizi commerciali, circoli ricreativi, ricevitorie lotto è invece consentito dalle 14:00 alle 20:00. Al di fuori degli orari previsti le sale giochi dovranno restare chiuse al pubblico e gli apparecchi con vincite in denaro dovranno essere spenti. Gli orari dovranno essere resi noti al pubblico con l’esposizione di un apposito cartello all’esterno del locale. Le regole riguardano, slot machine, videolottery, scommesse su competizioni ippiche, sportive e su altri eventi, lotterie istantanee su piattaforma virtuale e/o con tagliando cartaceo (gratta e vinci, 10 e lotto, eccetera), venduti direttamente dall’esercente o acquistabili attraverso distributori automatici. Per chi non rispetta le regole sono previste sanzioni da 200 a 6 mila euro.

«Con l’approvazione del regolamento si intende disincentivare, anche dove è consentito, l‘installazione di apparecchi e congegni, al fine di perseguire l’obiettivo “Ancona slot free” ovvero una città priva di sale da gioco e di esercizi o aree con apparecchi di intrattenimento e svago con vincite in denaro, attraverso premialità a favore degli esercenti che, pur non essendo soggetti alle limitazioni, li rimuovono dai locali» si legge nell’atto della Giunta.

Critico il Movimento 5 Stelle. «Nel nuovo testo del Regolamento anti-GAP (Gioco d’azzardo Patologico), la Giunta ha ceduto su tutti i fronti limitandosi ad applicare quello che la pasticciata legge regionale prevede rinunciando ad ogni sua facoltà per rendere più efficace il contrasto al GAP. Spariscono, nel nuovo testo del regolamento, le limitazioni quanto agli orari ed alle distanze dai luoghi sensibili ma permangono le approssimazioni e i lapsus già rilevati ed oggetto di 9 emendamenti  depositati dal M5S di Ancona: per la Giunta le sale gioco continuano ad essere chiamati “centri di intrattenimento” e, si legge, che l’obiettivo del Regolamento sarebbe quello di garantire con certe modalità la “diffusione del gioco lecito”- commenta Daniela Diomedi, consigliere comunale Movimento 5 Stelle-. Il nuovo testo è stato Concordato esclusivamente con gli “imprenditori” del Gioco. Nessuna interlocuzione con gli operatori del SERD né con i Consiglieri delle IV commissione che, pure, avevano dato piena disponibilità alla collaborazione ed al confronto. Non vogliono capire che il gioco d’azzardo (lecito o no) cagiona danni gravissimi alle persone, nuoce all’economia e ingrassa le mafie».