Gestione dei rifiuti: il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge Regionale

La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri. Il commento a caldo del Governatore Ceriscioli e di alcuni esponenti del panorama politico regionale

ANCONA – La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri: il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge Regionale 22, approvata all’unanimità lo scorso 28 giugno, che regola la gestione integrata dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinanti.
Dopo la richiesta di modifica da parte del Governo, pervenuta con una missiva in Regione lo scorso 6 agosto, alla fine sono seguiti i fatti.

Secondo il Consiglio dei Ministri, infatti, alcune norme contenute nella Legge eccedono dalle competenze regionali e sono in contrasto con la competenza esclusiva statale in materia ambientale, cui fa capo la disciplina dei rifiuti, che riserva allo Stato il potere di fissare livelli di tutela uniformi sull’intero territorio nazionale. Una Legge, quella Regionale che, di fatto, escludendo dalle Marche tutte le attività di trattamento termico come operazione di gestione e recupero dei rifiuti, si poneva, secondo il Governo, in contrasto con i criteri di priorità nella gestione di rifiuti stabiliti dall’articolo 179 del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006.

Sdegnato il commento a caldo del Governatore Ceriscioli e di alcuni esponenti del mondo politico regionale Pd, Art.1-Mdp e Gruppo Misto, affidato ai social. «Continueremo la nostra battaglia per dire no, certi che siamo dalla parte della ragione – ha commentato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli  – Chi per anni ha predicato contro la termovalorizzazione oggi si smentisce».

«Una scelta sconcertante – l’ha definita il presidente del Consiglio Regionale Antonio Mastrovincenzo – di cui i cittadini marchigiani potranno chiedere conto a questo imbarazzante Governo 5 Stelle-Lega».

Una Legge con la quale l’Assemblea legislativa delle Marche ribadiva un no categorico alla realizzazione di termovalorizzatori su tutto il territorio regionale, ha commentato Fabio Urbinati, presidente del Gruppo Pd regionale. «Faccio presente che questa legge è stata votata anche dai gruppi consiliari regionali di lega e M5S – ha scritto sui social – Mi aspetto una loro reazione a questo atto di arroganza del Governo nazionale verso le politiche ambientali della Regione Marche. Noi continueremo a lottare!».

«Da Roma non possono decidere il destino dei marchigiani –scrivono in una nota congiunta Gianluca Busilacchi, consigliere regionale Art.1-Mdp e Massimo Montesi, coordinatore regionale Art.1-Mdp – la Regione Marche ha fatto una scelta virtuosa che è quella di dire no agli inceneritori, e la decisione del Governo di impugnare la Legge, riapre scenari pericolosi che i marchigiani non vogliono. Un provvedimento che di fatto calpesta anche le scelte e i comportamenti virtuosi dei cittadini».

«Ho sperato sino all’ultimo in un ripensamento, non potevo credere che il Governo a guida Lega-M5S arrivasse veramente ad impugnare la nostra legge che vuole vietare la combustione dei rifiuti, invece lo hanno fatto – ha sottolineato il consigliere regionale del Gruppo Misto Sandro Bisonni – Nel Consiglio dei Ministri di oggi alcune leggi regionali sono state impugnate altre no, questo ad ennesima riprova che impugnare o meno una legge regionale (come dice l’art. 127 della Costituzione) non costituisce mai un obbligo ma sempre una scelta per il Consiglio dei Ministri. Con questa scelta il M5S e la Lega nei fatti si dimostrano al fianco di chi vuole proteggere gli inceneritori e gli interessi economici che ruotano attorno al mondo della combustione dei rifiuti. Con questa scellerata scelta M5S e Lega che a parole da anni si dicono contro la combustione dei rifiuti e del CSS, nei fatti si dimostrano pro inceneritori e pro CSS, con beata pace di chi li ha sostenuti, votati e scelti in tutti questi anni e di chi è stato ingannato dalle loro parole. Le chiacchiere stanno a zero!».