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Gas, l’economista Gallegati sul piano del governo: «Non è sufficiente. Investire su fotovoltaico»

L'economista commenta le soluzioni prospettate nel piano del governo per l'abbattimento dei consumi e rilancia la proposta del Nobel Parisi di puntare sul fotovoltaico

ANCONA – «Il piano del governo per il gas? Non è sufficiente ad abbattere significativamente i consumi». Lo sostiene l’economista Mauro Gallegati, docente di Economia all’Università Politecnica delle Marche, allievo di Giorgio Fuà ed Hyman Minsky, e visiting professor in diverse università, tra le quali Stanford, Mit e Columbia. Secondo il professor Gallegati pur se si tratta per ora di una bozza ed è necessario attendere il pano definitivo, le ipotesi paventate «non sono risolutive, perché consentirebbero un abbattimento dei consumi del gas inferiore al 10%, non sufficiente».

Bisogna piuttosto, spiega, «fissare a livello europeo un tetto al prezzo del gas e tassare gli extra profitti delle compagnie petrolifere che hanno guadagnato molto per effetto della speculazione». Tetto che si farebbe più vicino, dopo che proprio nella giornata di ieri i Paesi del G7 hanno deciso di introdurre una soglia massima al prezzo del gas russo (ancora da fissare).

L’economista fa notare che «il prezzo del petrolio era aumentato prima dell’avvento della guerra in Ucraina, aveva subito un aumento già nel settembre del 2021, un anno fa. Successivamente si era abbassato, poi era salito nuovamente in concomitanza del conflitto bellico, per poi ridiscendere ed esplodere ultimamente per effetto della speculazione».

Fluttuazioni, quelle del petrolio, che hanno fatto lievitare il prezzo dei carburanti, mettendo in crisi famiglie e imprese già afflitte dal caro energia elettrica e gas. Come uscire da questa spirale? Gallegati rilancia la proposta del Nobel Parisi, ovvero quella di «ridurre i consumi energetici delle abitazioni, rendendole autonome tramite l’installazione di pannelli fotovoltaici». Una misura che, se attuata nelle abitazioni private, secondo l’economista «stando ai dati di Parisi porterebbe alla riduzione del 50% dei consumi del gas e dell’energia elettrica». Un beneficio che si andrebbe a conseguire in un arco di tempo anche abbastanza veloce, «un anno-due».

Insomma «no agli aiuti a poggia a famiglie e imprese, ma mirati per dare avvio al processo di indipendenza energetica» che, secondo Gallegati, non è più procrastinabile. Sulla questione rigassificatori proposta da alcune forze politiche, il professore dice: «Si può fare ma occorre fare attenzione, perché queste navi sono come delle ‘bombe’, per cui bisognerebbe tenerle almeno a 20 km dalla costa e non nei porti».

Per quanto concerne il nucleare, evidenzia che i «’benefici’ sul fronte dell’abbattimento dei consumi non si vedranno subito ma fra 10 anni».