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Ancona

Forum Ambrosetti, tavola rotonda sulla competitività aziendale. Imprenditori a confronto – VIDEO

Circa 300 tra imprenditori ed autorevoli esponenti del mondo economico marchigiano e di altre regioni italiane nella tre giorni dorica, che ha preso avvio il 3 settembre per terminare il 5 settembre, hanno seguito in streaming il Forum di Cernobbio

Il forum Ambrosetti ad Ancona

ANCONA -Si è discusso di “Dimensione aziendale e competitività” alla tavola rotonda che si è tenuta questa mattina alla Mole Vanvitelliana di Ancona. L’evento ideato dal Banco Marchigiano in collaborazione con Confapi Industria Ancona e con il coordinamento di Tipicità, ha portato per la prima volta nelle Marche un hub del Forum di The European House – Ambrosetti, che rappresenta il più prestigioso momento di confronto in Italia sui temi dell’economia e della finanza internazionale.

Circa 300 tra imprenditori ed autorevoli esponenti del mondo economico marchigiano e di altre regioni italiane nella tre giorni dorica, che ha preso avvio il 3 settembre per terminare il 5 settembre, hanno seguito in streaming il Forum di Cernobbio. Una importante opportunità per le imprese di un territorio, come quello marchigiano, che vuole tornare ad imporsi sul panorama internazionale. L’iniziativa è stata organizzata con il supporto del Comune di Ancona e M&P Mobilità e Parcheggi.

Dare visibilità alle Marche e alle sue imprese, offrendo nel contempo agli imprenditori l’opportunità di avere uno scambio di relazioni e un arricchimento culturale, sono gli obiettivi dell’evento, come ha spiegato Marco Moreschi, direttore generale del Banco Marchigiano: «Dobbiamo costruire la ripartenza utilizzando tutti gli strumenti che ci vengono messi a disposizione» ha affermato, sottolineando che nel post pandemia per far tornare le imprese ad essere competitive occorre «fare un salto di qualità in termini di sistema».

Secondo Moreschi «l’imprenditoria marchigiana deve capire che questa pluralità, che è una ricchezza. deve però vedersi unita in una logica di sistema per poter cogliere nuove sfide, perché altrimenti c’è il grandissimo rischio di rimanere tagliati fuori».

Affrontando il tema delle risorse europee del Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza, il direttore del Banco Marchigiano ha affermato la necessità di «evitare il rischio che questa montagna di soldi non arrivi solo ai big, alle grandissime aziende, che nelle Marche non ci sono». Per Moreschi «le Marche devono ritagliarsi un ruolo da protagonista, fare sistema e accaparrarsi tutti gli strumenti utili per cavalcare l’onda della ripresa».

Mauro Barchiesi, presidente Confapi Industria Ancona

Secondo Mauro Barchiesi, presidente Confapi Industria Ancona, per consentire alle imprese marchigiane di tornare ad essere competitive sarà  cruciale il sostegno da parte della Regione e delle Banche. Toccando il tema del rapporto tra dimensione aziendale e competitività se negli anni ’80 «si diceva “piccolo è bello”», ora per il presidente Confapi occorre «trovare una giusta dimensione per poter andare avanti». 

Il tessuto imprenditoriale marchigiano, ricco di micro e piccole imprese, se da un lato vede in questa sua dimensione «un freno» dall’altro può essere una potenzialità, in quanto «può garantire quella flessibilità che il mercato richiede e che le grandi imprese non hanno».


Gian Luca Gregori, rettore dell’Università Politecnica delle Marche

Tra gli importanti partner dell’iniziativa, figura l’Università Politecnica delle Marche. Il rettore Gian Luca Gregori sentito  sull’importanza della formazione nel promuovere la competitività aziendale in una fase complessa come quella del post Covid, ha sottolineato tra gli aspetti fondamentali, la capacità di programmazione e le competenze digitali messe in campo dalle imprese.

Il rettore ha evidenziato che in base alle ultime indagini, emerge che le imprese hanno reagito in maniera diversa alla crisi scatenata dalla pandemia: se da un lato ci sono imprese che hanno reagito realizzando processi di diversificazione dei mercati e dei prodotti, incrementando così i loro risultati, dall’altro ci sono altre aziende che hanno rimodulato i processi organizzativi investendo sulla digitalizzazione.

E proprio in una cornice nella quale «competenze e relazioni sono fondamentali» il ruolo strategico dell’università è quello di «andare a formare laureati che abbiano queste competenze». In tale ottica Gregori ha citato i nuovi corsi di laurea multidisciplinari attivati dall’Ateneo, sul Management della Sostenibilità e sulla Digitalizzazione, il cui obiettivo è quello di «aiutare le imprese nel formare e fornire competenze».

Lo stand dell’Università Politecnica delle Marche

Accanto a questo si staglia un altro tema cruciale, quello dell’internazionalizzazione, nel quale è fondamentale la collaborazione fra università e imprese. Una cornice nella quale la Politecnica spicca per il progetto Campus World, che consente ad oltre 200 laureati ogni anno di fare esperienza per sei mesi in vari paesi del Mondo, «sviluppando, maturando e accrescendo competenze, conoscenze e relazioni, che vengono poi riportare nei nostri territori». Gregori ha infatti ricordato che il 70% dei laureati ritorna in Italia dopo il percorso formativo e il 50% nelle Marche.

Tra le strategie individuate per promuovere lo sviluppo delle imprese marchigiane c’è quella delle filiere e degli ecosistemi, che puntano sulla collaborazione tra aziende. Una sfida che per essere colta necessita di un cambio di paradigma.

Forum Ambrosetti

«Occorre abbandonare l’idea che ci sia una contrapposizione tra piccole e grandi imprese – spiega il rettore – , perché le piccole imprese sono funzionali alle imprese più strutturate. L’approccio di filiera fondato sugli ecosistemi e sulla open innovation, se vogliamo aumentare la relazione, diventa fondamentale soprattutto in un territorio come il nostro».

Secondo Gregori serve però «un cambio di prospettiva e che anche da parte dell’operatore pubblico si vadano a favorire quei processi aggregativi, di collaborazione e di partnership, ad esempio premiando, mediante la partecipazione a bandi pubblici, chi opera in questa maniera».

Angelo Serri, direttore di Tipicità

Angelo Serri, direttore di Tipicità, ha spiegato che le Marche e i marchigiani per farsi conoscere nel Mondo devono acquisire maggiore consapevolezza sul fatto di «vivere in una terra fantastica» con «grandi tradizioni storico-culturali, ma anche del making e del cibo».

Inoltre ha sottolineato che il made in Marche che «gode di tanti marchi conosciuti più fuori che nella nostra regione» i quali «danno lustro al territorio» vede tra i suoi aspetti fondamentali il contesto ambientale nel quale questi prodotti nascono. 

In tal senso storia, cultura, arte e paesaggio, rappresentano elementi cruciali del made in Marche, in quanto indentificativi del luogo in cui vengono realizzati.

Il parterre alla tavola rotonda

Il Banco Marchigiano

Il Banco Marchigiano nasce il 15 dicembre 2018 dalla fusione della Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro con la Banca di Suasa. Una realtà del credito marchigiano con 25 filiali, una copertura di 4 Province (Pesaro, Ancona, Macerata e Fermo), 178 dipendenti, 9 mila Soci, un patrimonio netto di 70 milioni di euro e oltre 1 miliardo di euro di mezzi amministrati.  Un istituto in crescita e che sta diventando Banca di riferimento per tutto il territorio regionale, a supporto di famiglie e imprese ma anche proponendosi come soggetto proattivo nel creare reti e sinergie tra le eccellenze del territorio, quelle imprenditoriali, culturali, associative, del no profit.