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Ancona

Fondo Salva Imprese, scoppia la polemica tra Lega e 5Stelle

La frattura scavata dalla Tav si fa sempre più profonda e nelle Marche lo scontro si accende sulla stoccata della Terzoni al "Carroccio". Arrigoni: «Quando si ottengono importanti risultati come il Fondo Salva Imprese bisognerebbe riconoscere il contributo di entrambe»

ANCONA – «Al Governo ci sono due forze politiche e quando si ottengono importanti risultati come il Fondo Salva Imprese bisognerebbe riconoscere il contributo di entrambe». È la replica del senatore Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e responsabile della Lega Marche, alla stoccata lanciata al partito di Salvini dalla deputata del Movimento 5Stelle Patrizia Terzoni sull’approvazione del regolamento per il Fondo Salva Imprese.

La Terzoni sulla questione aveva dichiarato fondamentale l’istituzione di «un tavolo di confronto tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mit, Mise e aziende da cui sono emerse delle proposte che poi sono state trasformate in legge con un lavoro caparbio che ha dovuto superare le resistenze di burocrati e anche di qualche forza politica che si era messa inspiegabilmente di traverso».

Un chiaro riferimento alla Lega che non è sfuggito al senatore Arrigoni. «Capisco l’imbarazzo di questi giorni in cui il M5S sta prendendo le distanze dal Governo anche su opere fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese, ma ricordo alla collega fabrianese onorevole Terzoni che attualmente al Governo ci sono due forze politiche. La Lega – prosegue il senatore – ha da sempre la cultura dell’impresa e l’ha dimostrato nei vari incontri, tra cui uno tenuto direttamente dal Vicepremier Salvini, con le aziende creditrici di Astaldi».

Paolo Arrigoni
Paolo Arrigoni

«Purtroppo – osserva Arrigoni – l’emendamento inizialmente proposto nel Decreto Sblocca Cantieri, arrivato direttamente dal Ministero delle Infrastrutture guidato da Toninelli, non era sostenibile, faceva acqua da tutte le parti ed è stato necessario ripresentarlo opportunamente modificato nel Decreto Crescita».

«L’importante comunque – conclude il senatore della Lega – è aver raggiunto il risultato: aver dato una boccata di ossigeno alle aziende subappaltatrici di tutta Italia ed in particolare alle 40 coinvolte nel progetto Quadrilatero, che diversamente avrebbero rischiato di chiudere».

La frattura tra Lega e Movimento 5Stelle provocata dalla Tav si fa sempre più profonda. Proprio ieri il ministro Salvini dal palco di Sabaudia aveva dichiarato «non ci interessa avere qualche ministero in più», aggiungendo «o si possono fare le cose oppure la parola torna al popolo».

Nonostante la rottura non sia ancora formalizzata, il ricorso anticipato alle elezioni potrebbe essere l’intervento in extremis nell’ipotesi di crisi di Governo. Ma intanto il ministro dell’Interno ha precisato «non vi nego che negli ultimi due o tre mesi qualcosa è cambiato qualcosa si è rotto», sottolineando che «l’Italia con i no non va da nessuna parte, ha bisogno di si».

Un’ipotesi che potrebbe essere scongiurata in caso di dimissioni del ministro delle Infrastrutture, il pentastellato Danilo Toninelli, che ha votato no sulla Torino-Lione. Intanto il Pd incalza con Nicola Zingaretti che chiede a Conte di salire al Colle, dal momento che non ha più una maggioranza.