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Ancona

Fondi Ue, Bora: «In Europa siamo considerati come una best practices»

L'assessore regionale ha fatto chiarezza sulle polemiche insorte dopo la classifica de Il Sole 24 Ore che aveva collocato le Marche agli ultimi posti per l'utilizzo dei fondi

Manuela Bora, Luca Ceriscioli, Luigi Nigri

ANCONA – «Quello dei fondi comunitari è un tema che dovrebbe rendere orgogliosi tutti noi marchigiani perché in Europa siamo considerati come una best practices».

Interviene così l’assessore regionale alle attività produttive Manuela Bora sulle polemiche insorte nei giorni scorsi sull’impiego dei fondi Ue. Esponenti del centrodestra erano partiti all’attacco basandosi sulla classifica pubblicata su Il Sole 24 Ore, nella quale le Marche erano state collocate agli ultimi posti fra le regioni italiane.

«I marchigiani non meritano di essere presi in giro e soprattutto i terremotati non meritano questo sciacallaggio», ha dichiarato Manuela Bora, nominata proprio in questi giorni rappresentante nel Comitato Europeo delle Regioni, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri a Palazzo Raffaello alla quale hanno preso parte il presidente Luca Ceriscioli e Luigi Nigri della Commissione Europea.

«La Regione Marche chiude il 2019 tra le regioni più virtuose», ha dichiarato la Bora, precisando «abbiamo superato del 60% l’obiettivo minimo che ci era stato dato».

«Un risultato di squadra che va letto nelle risorse assegnate ai beneficiari: parliamo del 96% delle risorse già attivate al lordo delle risorse sisma. Oltre 430 milioni assegnati ai beneficiari 100 dei quali vanno alle imprese».

Risorse che vanno in direzione del sostegno all’innovazione, all’internazionalizzazione, all’efficientamento energetico e allo sviluppo sostenibile.

Non solo investimenti, ma anche più lavoro e più qualificato: «Con le risorse del fondo europeo di sviluppo regionale abbiamo realizzato anche un incremento occupazionale di 1300 giovani altamente qualificati».

Gli interventi attivati hanno riscosso un grande successo, ha precisato la Bora spiegando che «le risorse concesse non sono riuscite a finanziare tutti i progetti presentati».

«Un successo che è stato un gioco di squadra per la capacità di saper progettare bandi condivisi con tutto il territorio, con le associazioni di categoria e le università».

«La questione di presunti ritardi della Regione Marche – ha dichiarato Luca Ceriscioli – nasce da un articolo di stampa sbagliato, che ha preso a riferimento una cifra non giusta per valutare l’andamento della spesa, che ci vede tutt’alto che in difficoltà ma ai primissimi posti a livello nazionale. Come tutte le Regioni, anno dopo anno abbiamo obiettivi da raggiungere. Li stiamo conseguendo con un grande lavoro di squadra e con grandissimo impegno. Non è banale certificare la spesa europea e, quindi, rappresentiamo un ottimo esempio. Chi è andato dietro a quel dato non corretto, come il centrodestra marchigiano, in maniera poco riflessiva, dimostra, ancora una volta, di non avere proposte e progetti, ma di captare quello che arriva, senza un minimo di valutazione. Noi, al contrario, vogliamo fare, di questa capacità di lavoro, la testimonianza di un territorio che sta mettendo grande impegno per superare le mille difficoltà che ha vissuto in questi anni. Lavorare in maniera robusta sui fondi europei significa dare a imprese, istituzione e territorio tante occasioni di sviluppo che non ci facciamo sfuggire, interpretando l’Europa come una visione e uno strumento importante di crescita. La capacita e la volontà della Regione è quella di utilizzare, sempre al meglio, queste risorse».

Luigi Nigri nel suo intervento ha ribadito il «raggiungimento e il superamento dell’obiettivo individuato dalla Commissione Ue. Questo fatto pone la Regione in una posizione di tutto rispetto e confortevole per conseguire il prossimo obiettivo, molto impegnativo, che andremo a verificare alla fine del 2020, pari a 161 milioni. Cominciamo l’anno avendo in tasca spese per 120 milioni di euro: abbiamo realizzato già la maggior parte del lavoro. Tenendo presente questo ritmo di spesa, ritengo che possiamo essere ragionevolmente fiduciosi sul raggiungimento del traguardo di fine anno».

QUALCHE NUMERO
Al 31 dicembre 2019 la Regione ha impegnato gran parte delle risorse del Fesr, il fondo europeo che promuove lo sviluppo regionale: attivato il 96% (552,2 milioni di euro) della dotazione assegnata (570,2 milioni al netto dell’assistenza tecnica). Rispettata con 7 mesi di anticipo la tabella di marcia fissata dall’Unione Europea, raggiungendo l’obiettivo di spesa del Por (Programma operativo regionale) indicato da Bruxelles.

La Regione, rispetto ai 75,4 milioni prescritti, ha rendicontato 120,4 milioni, con un incremento percentuale tra i più significativi. A livello nazionale sono seconde per efficienza della certificazione della spesa (160%) dietro all’Emilia Romagna con il 165%. Questo ha permesso di ottenere dall’Ue lo sblocco della “riserva di efficacia” (un accantonamento “liberato” solo se si raggiungono obiettivi intermedi) di 35 milioni di euro.

Sulla base dei dati relativi allo stato di attuazione degli interventi attivati nell’ambito del Por Fesr 2014-2020 emerge che 300,1 milioni (54%) sono stati destinati alle imprese, 207,7 milioni (38%) agli enti pubblici e 44,2 milioni (8%) alle Università.

Dei 552,2 milioni attivati, sono stati concessi 427,3 milioni, con un 96% delle risorse destinate all’innovazione (con l’80% dei contributi concessi), il 95% alla diffusione digitale (94%), il 97% alla competitività delle Pmi (85%), il 99% alla sostenibilità (93%), il 100% al cambiamento climatico (96%), il 98% alla cultura e turismo (96%), il 96% al sisma (58%).

Complessivamente i contributi concessi raggiungono i 427,3 milioni di euro (124,6 pagati), coinvolgendo 2.198 aziende e un incremento occupazionale stimato di 1.908 lavoratori. La distribuzione territoriale delle risorse concesse alle imprese segnala 96,5 milioni nella provincia di Ancona (14,7 per il sisma); 40,4 milioni ad Ascoli Piceno (21,6 del sisma); 25,3 milioni a Fermo (8,8 per il terremoto); 65,7 milioni a Macerata (26,9 per il sisma); Pesaro e Urbino 39,8 milioni (281 mila euro la quota per il terremoto).