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Ancona

Fondi europei, la Regione a confronto con i sindaci. Acquaroli: «Risorse per la crescita delle Marche»

Erano presenti 130 sindaci all'incontro promosso dalla Regione Marche al Federico II di Jesi per confrontarsi sulla programmazione delle risorse europee. Sul tavolo 1miliardo e 102 milioni di euro

Il presidente Acquaroli e l'assessore Castelli all'incontro con i sindaci a Jesi

ANCONA – «Abbiamo davanti a noi una stagione importantissima per il rilancio della nostra regione che passa sul giusto utilizzo dei fondi europei che si incrociano con gli altri finanziamenti disponibili, come il Pnrr e quelli destinati alla ricostruzione post sisma. È importante utilizzare bene tutte le risorse messe a disposizione per la crescita delle Marche». Sono le parole del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, in occasione dell’incontro con i sindaci marchigiani al Federico II di Jesi.

L’incontro, promosso dalla Regione, rappresenta il continuum di quello tenutosi il 9 luglio scorso ad Ancona, a Palazzo Li Madou, in occasione del quale la Regione aveva avviato un confronto con le organizzazioni sociali ed economiche riunite attorno al tavolo del Comitato di indirizzo per le politiche europee. Ieri – 23 luglio – a Jesi, è stato illustrato, in particolare, il quinto Asse del Por Fesr, che riguarda “l’Europa più vicina ai cittadini”.

L’obiettivo della Regione è quello di costruire con i sindaci e con le organizzazioni sociali ed economiche, la nuova programmazione comunitaria 2021-2027, in una logica integrata e plurifondo con tutti gli strumenti che l’Europa mette a disposizione. All’incontro, al quale hanno preso parte 130 sindaci, il presidente Francesco Acquarli e l’assessore al Bilancio Guido Castelli hanno illustrato le opportunità offerte dalla nuova programmazione comunitaria, spiegando che per i prossimi sette anni le Marche potranno contare su 1miliardo e 102 milioni di euro tra il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e il Fondo sociale europeo (Fse), rispetto ai 625 milioni della precedente programmazione.

Acquaroli e Castelli illustrano le risorse europee per le Marche

Risorse alla quali dovranno poi essere aggiunte quelle del Programma di sviluppo rurale (Psr) e quelle del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), Insomma una opportunità importante di rilancio per la regione, come ha evidenziato il governatore.

«La sintesi dai territori è importante – ha detto Acquaroli – . Queste risorse vanno perciò condivise perché la progettazione e la condivisione sono elementi essenziali per fare le scelte migliori e più sentite dalla comunità regionale. I sindaci sono l’elemento essenziale nella filiera istituzionale: mi attendo che diano un contributo determinante per progettare la ripartenza della nostra regione».

L’assessore al Bilancio Guido Castelli ha ribadito la volontà di «sviluppare la nostra strategia europea sentendo il territorio, le categorie e finalizzando bene quelle che saranno le azioni alimentate da una cifra veramente enorme, che non ha precedenti nella storia delle Marche. Da questo punto di vista il quadro di sostegno 2021-27 si accompagna a tre altri grandi assi: il Pnrr, il Pnrr terremoto (altro miliardo e 780 milioni) e il Fondo di sviluppo e coesione. Risorse che richiedono un approccio multifondo. Dobbiamo avere progetti idonei ai programmi disponibili e un quadro estremamente chiaro delle idee progettuali compatibili. Entro dicembre dovremo approvare i Por (Piani operativi regionali) per dare l’avvio alla stagione comunitaria e utilizzare le risorse che ci sono state assegnate».

Il parterre dei sindaci a Jesi

Castell ha poi aggiunto: «Se sappiamo, fin dall’inizio, quale sarà la progettualità dei nostri sindaci, produciamo un vantaggio generale per tutto il sistema Marche, senza nulla togliere alle imprese che sono il cuore delle risorse del Fesr».

Tra i settori della nuova programmazione europea, di maggiore interesse per i comuni, sono stati segnalati quelli degli investimenti per l’efficienza energetica, l’energia rinnovabile, l’adattamento ai cambiamenti climatici (riduzione del rischio idrogeologico e difesa della costa). Compatibili con le opportunità della Ue sono anche l’accesso e la gestione sostenibile dell’acqua, l’economia circolare (ciclo dei rifiuti), le infrastrutture verdi nelle aree urbane, la mobilità urbana sostenibile (come ciclovie e mobilità elettrica), lo sviluppo sociale ed economico, la cultura e il turismo.