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Via libera al pacchetto dei fondi europei, imprese e transizione green sotto i riflettori

I due piani, votati all'unanimità, mettono a disposizione più di un miliardo di euro di fondi europei Fse+ e Fesr per il periodo 2021/2027. Tra le priorità il rilancio imprese, innovazione, lavoro e sostenibilità

Il consiglio regionale delle Marche
Il consiglio regionale delle Marche

ANCONA – Disco verde all’unanimità in Aula al programma regionale Fse+ e a quello Fesr per le annualità 2021/2027. Il via libera nella seduta del Consiglio regionale di ieri, con 26 voti a favore. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 1.036.000.000 euro: 586 milioni di euro per il programma regionale Fesr, 296 milioni di euro per il programma regionale Fse+ e 154 milioni di euro dai programmi operativi complementari (Poc).

Tra le priorità tracciate dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sostegno e il rilancio delle imprese e del territorio, lo sviluppo, l’innovazione e la specializzazione intelligente «per un territorio più competitivo, infrastrutture, lavoro e formazione, sociale, rivitalizzazione dei borghi, nei nostri paesi e del nostro tessuto sociale» per contrastare lo spopolamento. Rilancio delle imprese e transizione green sono gli ambiti del pacchetto a cui sono destinate le quote più elevate di risorse (310milione per rafforzare le imprese e 220milioni per favorire la mobilità green).

Francesco Acquaroli, presidente Regione Marche

Il governatore ha ricordato che le priorità della programmazione delle risorse europee sono state individuate coinvolgendo sindaci, associazioni di categoria, Camera di Commercio e parti sociali, risorse «appena sufficienti per porre rimedio ai danni portati dalla pandemia» e «non certo alle conseguenze della guerra in atto in Ucraina».

Acquaroli ha sottolineato che le imprese marchigiane «prima hanno vissuto la crisi del mondo del credito, poi il sisma, poi le conseguenze della pandemia ed ora sono particolarmente penalizzate dall’attuale crisi internazionale che preclude alcuni mercati di riferimento, e dalle sanzioni. Il tessuto produttivo manifatturiero e agricolo è fortemente provato sia nelle piccole che nelle grandi dimensioni e va aiutato, così come le imprese in generale. Abbiamo voluto destinare anche un’attenzione precisa a politiche attive e trasversali per i borghi, a cui abbiamo destinato misure che tra risorse regionali ed europee ammontano a 100 milioni, per creare una nuova economia fatta di filiere di eccellenza, qualità, turismo ed enogastronomia. Quelle che mettiamo in campo sono sfide programmatiche per costruire nuove opportunità di crescita e lasciarci alle spalle questo periodo così difficile».

Ad illustrare la relazione in Aula per la maggioranza il consigliere regionale di FdI Andrea Putzu e per la minoranza la consigliera del Pd Manuela Bora.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Andrea Putzu, presidente della II Commissione Permanente, ha affermato: «Tutti insieme dobbiamo fare in modo di trasformare il declassamento di Regione in transizione, in un’opportunità. Le Marche hanno necessità di impiegare al meglio le ingenti risorse europee che avremo a disposizione per il prossimo settennato: 1.036 milioni di euro».

Andrea Putzu, consigliere regionale Fratelli d’Italia

Parlando del Fesr, ha aggiunto che «le scelte operate dalla Giunta regionale si concentrano su tre priorità strategiche. Prima: sostenere una ripresa economica basata sulla conoscenza e sull’innovazione con una dotazione di 310 milioni di euro che saranno destinati al sostegno alla ricerca e sviluppo delle imprese, a progetti di innovazione e di diversificazione, all’avvio e al consolidamento delle reti di imprese, alla trasformazione digitale, alla implementazione di servizi di e-Gov, al supporto alla internazionalizzazione e alla innovazione finanziaria, attraverso strumenti finanziari per agevolare la capitalizzazione e l’accesso al credito. Seconda: promuovere una vera transizione ecologica anche dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico alla quale sono destinati 220 milioni di euro, per la promozione dell’efficienza energetica e dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, la prevenzione del rischio idrogeologico, la messa in sicurezza di edifici pubblici; ridurre le perdite della rete acquedottistica e promuovere una più efficiente gestione delle acque reflue; rinnovo del parco mezzi del trasporto pubblico locale TPL e sostegno di investimenti per il passaggio alla mobilità collettiva, quali ad esempio, i nodi di interscambio. Terza: promozione e sviluppo sociale delle aree urbane ed extraurbane, le risorse disponibili ammontano a circa 34 milioni di euro e saranno destinate a sostenere progetti di rigenerazione e di recupero degli spazi urbani, al fine di recuperare il patrimonio culturale presente nelle città e destinarlo ad iniziative di inclusione e promozione sociale. L’attenzione rivolta alle aree interne sarà tradotta in azioni di tutela e valorizzazione delle risorse naturali, al fine di sostenerne le capacità attrattive, culturali e turistiche, anche nell’ottica di concorrere a ridurne lo spopolamento. Una misura per tutti, la grande attenzione sui nostri meravigliosi Borghi con risorse pari a 40 milioni dal Fesr e altrettanti da Fse +».

Per quanto riguarda il Fse+ la scelta della Regione «è quella di concentrarsi sull’obiettivo finalizzato a sostenere un Europa più sociale, attraverso il sostegno all’accesso all’occupazione, per il quale è previsto uno stanziamento di 67,5 milioni di euro, sulla modernizzazione dei servizi per la ricerca di un posto di lavoro, ai quali sono destinati 20 milioni di euro, e sulla promozione della parità di genere, per la quale sono previsti 17 milioni di euro. Previsti aiuti alle assunzioni e alla creazione di impresa, borse di studio, voucher per la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura parentale. Sul fronte dell’istruzione e della formazione sono destinati 28 milioni di euro per sostenere l’apprendimento permanente, sostegno di percorsi formativi professionalizzanti e per incentivare la formazione degli adulti. Per l’inclusione sociale saranno attivati interventi per incentivare l’inclusione attiva, a cui sono destinate 35 milioni di euro, e per migliorare l’accesso ai servizi sociali di soggetti appartenenti a categorie fragili, per i quali è disposta una dotazione finanziaria di 56 milioni di euro. Altri 10 milioni di euro saranno destinati alle politiche attive per sostenere l’occupazione giovanile e 34 milioni di euro saranno destinati ad interventi contro la dispersione scolastica, per la promozione di percorsi finalizzati al completamento dell’istruzione o della formazione. Un programma concreto che – ha concluso – sono certo riusciremo a concretizzare nei tempi e modi stabiliti».

I consiglieri della Lega Mirko Bilò e Marco Marinangeli

Risorse frutto di una strategia chiara che, «con il nostro vicepresidente Mirco Carloni, è stata anticipata in questi mesi attraverso la definizione di un nuovo quadro normativo e nuove leggi» spiegano il vicecapogruppo della Lega Mirko Bilò e il collega consigliere regionale Mauro Marinangeli.

«Abbiamo messo in atto una serie di riforme determinanti con le leggi sulle start-up innovative, il rafforzamento delle filiere strategiche, l’artigianato cui abbiamo abbinato gli accordi con Ice, Simest, Sace e Camera di Commercio delle Marche – spiegano – volti a favorire l’internazionalizzazione. La programmazione approvata oggi rappresenta la cerniera strategica che tiene insieme tutto questo dando un orizzonte temporale e programmatico ad un insieme di azioni concrete».

L’accento dei leghisti va anche sui 348 milioni di euro di risorse Fse+ per contrastare l’allontanamento dei giovani dalla ricerca attiva di un lavoro, tutelare i livelli occupazionali e favorire l’inserimento occupazionale dei disoccupati. «In questo momento di crisi internazionale non è il tempo delle parole, ma dei fatti puntuali e concreti – aggiungono -. Abbiamo il dovere di trarre forza e motivazione da un’eredità sociale ed imprenditoriale eccezionale e di migliorarla con quella visione e quell’impegno adeguati ai tempi che, nel programma dei fondi europei approvato in aula, traspare da ogni riga. Questa programmazione esprime una maggioranza attenta ai bisogni di oggi che non rinuncia ad essere credibile nelle politiche per sviluppare il domani. Le Marche devono tornare a essere il cuore di un paese che, nelle difficoltà, ha avuto sempre la forza di reagire tornando ad essere più forte di prima. Siamo convinti che con gli interventi di questa programmazione la competitività tornerà ad essere al centro dell’azione rispondendo all’idea di futuro che i giovani ci chiedono».

Manuela Bora, consigliera regionale Pd

Critico il Pd che l’ex assessora ai fondi europei Manuela Bora ha puntato il dito contro la mancanza di una visione e l’assenza di condivisione del programma con la minoranza. Tra le maggiori critiche mosse dalla dem, le scarse ricorse rivolte al tema del credito (29milioni), l’assenza di progetti per la sanità, e poi le poche e insufficienti risorse per benessere e salute, e parità di genere. In Aula non è mancato lo scontro tra la consigliera del Partito Democratico e l’assessore al Bilancio Guido Castelli sul tema dell’accesso al credito.

Il consigliere Fabrizio Cesetti ha invece puntato il dito contro la programmazione Fesr che secondo il dem non consentirebbe alle Marche di dotarsi di una infrastrutturazione sociale adeguata ai bisogni.

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