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Ancona

Ancona, Fincantieri sciopera. Beldomenico (Fiom): «La sicurezza al primo posto»

Le sigle sindacali, le Rsu interne e i lavoratori chiedono di sottoporre ciclicamente i dipendenti a test sierologici e una comunicazione tempestiva dei casi di positività al covid

ANCONA – Hanno aderito in massa i lavoratori di Fincantieri Ancona allo sciopero di otto ore proclamato per chiedere, semplicemente e in modo chiaro, sicurezza. Le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e le RSU interne si sono battute su quest’aspetto, quello del lavorare in sicurezza sottoponendo ciclicamente i dipendenti a test sierologici e ottenendo una comunicazione tempestiva dei casi positivi. La mobilitazione si è resa necessaria dopo le positività riscontrate negli ultimi giorni.

La Fiom con le altre sigle sindacali al fianco dei lavoratori di Fincantieri

«I lavoratori di Fincantieri hanno aderito al cento per cento – ha spiegato il segretario provinciale della Fiom Tiziano Beldomenico – Gli impiegati un po’ meno ma anche sulle ditte ci sono state pressioni da parte dell’azienda. In ogni caso i dipendenti sono rimasti fuori dalle 5 alle 9 del mattino. Questo sciopero era necessario perchè è doveroso richiedere controlli più stringenti volti a scongiurare i pericoli peggiori. La salute non ha prezzo».

Un altro momento della mobilitazione di questa mattina

In prima linea anche Leonardo Bartolucci di Fim Cisl: «Con questo sciopero vogliamo porre a Fincantieri e ai livelli istituzionali preposti una maggiore attenzione per non disperdere quanto di positivo fatto fino ad oggi. Le Rsu stanno lavorando per applicare il protocollo sulla sicurezza covid e per evitare che sia messa in discussione la continuità produttiva. Per questo chiediamo di aggiornare il protocollo prevedendo test sierologici, in modo particolare dove si verifichino situazioni di positività per contenere ed eventualmente prevenire altri casi. Inoltre sarebbe opportuno migliorare il trasporto dei dipendenti ed organizzarsi in modo fattivo per evitare assembramenti in particolari momenti come le pause dei pasti».