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Ancona

Fuochi d’artificio in città e cena con menù specale: ecco la Festa del Mare ad Ancona

Gli esercenti: «Un evento che ci vede favorevoli, ma non basta a ripagare un'estate senza eventi». Ecco l'idea dell'amministrazione comunale

spettacolo pirotecnico

ANCONA- Riavvicinare il porto alla città. Il tentativo di creare movimentazione lungo l’estate sfruttando il traino del waterfront quest’anno ha fatto cilecca. Ma l’amministrazione comunale lancia una nuova iniziativa in occasione della festa del mare il prossimo 4 settembre: la cena sotto i fuochi. Ristoranti e e bar proporranno un menù ad hoc da gustare in attesa dello spettacolo pirotecnico che per la prima volta nella storia potrà essere ammirato anche dal centro città. Infatti fino all’ultima edizione la consuetudine era di recarsi nell’area del porto, o al colle Guasco, per vedere i fuochi illuminare il cielo sopra il mare. Ma quest’anno, invece, l’organizzazione, in accordo con il Comune, sta lavorando per individuare un’area più vicina al centro dove collocare la rampa di lancio. Così da potersi godere lo spettacolo di colori restando comodamente seduti nei dehors dei locali del centro. «Un’iniziativa che ci trova favorevoli – afferma Simone Boari di Rosa Food – ma non basta questo a ripagare un’estate senza eventi».

L’occasione persa

Per gli operatori del centro il volano degli eventi al porto antico era una manna dal cielo. Dai vari food festival alla programmazione alla banchina quattro, era un tripudio di iniziative che portavano affluenza da tutta la provincia. «Un’occasione persa – incalza Boari – quest’anno l’unica programmazione è stata quella alla Mole Vanvitelliana. Il centro è tornato ad essere completamente dimenticato». Eppure il Comune ha pensato bene di mettere qualche mercatino di prodotti tipici e una rassegna di appuntamenti in piazza del Papa. «Purtroppo non è bastato a creare un’attrattiva – ribatte Andrea Cantori, referente locale di Cna Ancona – gli eventi al porto antico sono un traino imprescindibile per movimentare l’estate in città. Altrimenti viene meno una ragione per trattenere i turisti». L’edicola Iat di Piazza Roma ha registrato dati incoraggianti: 2.500 turisti tra giugno e luglio. «Ma è un turismo di passaggio, mordi e fuggi – commenta Michele Zannini, titolare del Caffè Giuliani – arrivano qui e poi restano spaesati. Addirittura c’è chi mi ha chiesto dove fosse il centro, un paradosso». 

Un concorso di idee

Per rendere accattivante il centro storico anche durante il cuore dell’estate servirebbe, oltre alla ripresa degli eventi al porto, una programmazione di livello che abbracci la città. «Si potrebbe fare un concorso di idee per trovare il format migliore – aggiunge Cantori – oppure un sondaggio tra gli anconetani per capire quali proposte potrebbero essere più interessanti». Insomma, un coinvolgimento maggiore per evitare che l’offerta venga paracadutata dall’alto per poi fare anche un buco nell’acqua. Come i mercatini in corso Garibaldi che sembrano non aver sortito l’effetto sperato. «Se pensiamo che un capoluogo di regione diventi attrattivo con un mercatino di prodotti enogastronomici siamo a cavallo – ribadisce Boari – serve di più, e una qualità maggiore».