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Ancona

Family Act, la roadmap delle misure di welfare spiegato dal consulente del lavoro

Il pacchetto di misure di sostegno per le famiglie, varato il 12 maggio, entrerà in vigore per step da qui ai prossimi 24 mesi. Ci spiega tutto il consulente del Lavoro Michele Donati

Michele Donati consulente del lavoro di Ancona

ANCONA – «Gli obbiettivi che si pone il Family Act» sono «estremamente ambiziosi ed il punto di forza è sicuramente costituito dall’ampio ventaglio di buoni propositi in esso contenuti, i quali abbracciano una fetta consistente di persone e quindi di annessi fabbisogni». Ad entrare nel merito del pacchetto di misure varato dal governo il 12 maggio è Michele Donati consulente del lavoro del Centro Studi di Ancona.

Tra le misure l’assegno unico e universale per i figli, già in vigore, il sostegno alle spese per la loro formazione, la revisione dei congedi parentali per la conciliazione dei tempi di lavoro e cura dei figli per entrambi i genitori, incentivo al lavoro femminile e formazione e della emancipazione giovanile. Insomma interventi che prevedono un potenziamento del welfare e che incentivano la condivisione della cura dei figli, finora relegata alle donne. Le novità però entreranno in vigore in maniera graduale nell’arco dei prossimi 12-24 mesi con diversi decreti attuativi nell’ambito di una road map già tracciata.

In cima alle priorità «il sostegno economico alla genitorialità in ogni sua forma, dalla previsione di stanziamento di ulteriori somme destinate a creare nuove strutture socio assistenziali o a migliorare quelle già esistenti» spiega, poi l’adozione di misure volte finalizzate a sostenere le famiglie nella vasta gamma delle spese inerenti alla genitorialità dall’acquisto di testi scolastici all’accesso ad attività culturali, artistiche, sportive, e ludiche.

famiglia, bambino
(Foto da Pixabay di MabelAmber)

Il «primo slot di interventi» entrerà in vigore entro 12 mesi, mentre entro 24 mesi «debbono trovare concretizzazione le deleghe inerenti ad altri aspetti che si connotano per una maggior incidenza nell’ambito dei rapporti di lavoro, e per una presenza già importante nel nostro sistema normativo».

Per quanto concerne i permessi dal lavoro oltre a prevedere un incremento di quelli già presenti il Family Act ne inserisce di nuovi, come ad esempio quelli orari tramite i quali consentire la presenza ai colloqui scolastici. Interventi che «mirano a conseguire a regime una duplice e complementare finalità: da un lato quello di un coinvolgimento più attivo dei padri nel ruolo genitoriale, e dall’altro più spiccate possibilità di equilibrio tra vita personale ed opportunità professionali per le madri lavoratrici (sia dipendenti quanto autonome)».

Entro 24 mesi dalla pubblicazione della Legge entreranno in vigore anche le misure di accompagnamento per il supporto nelle spese connesse agli studi universitari, «sia nei primi passi “adulti” dei ragazzi, mediante ad esempio la compartecipazione a spese di carattere abitativo, e ad altre di matrice più ludica, per le giovani coppie (entrambi i componenti debbono avere un’età anagrafica inferiore a 35 anni) con figli».

Secondo il consulente «è positivo riscontrare anche come l’interesse del legislatore abbracci a 360 gradi la sfera personale delle famiglie, andando a prevedere interventi non solo in strutture socioeducative, ma anche ambiti differenti ed ulteriori come la cultura, l’arte e le attività sportive e ludiche, che rappresentano peraltro un tassello importante dei cromosomi su cui si fonda il Dna del nostro Paese. Dall’altro lato, il principale dei limiti della Legge 32/2022 appare la natura prospettica sottesa agli interventi previsti, dei quali ad oggi conosciamo solo l’ambito, e l’arco temporale entro il quale il Governo dovrà dare forma normativa alle deleghe previste».

Tra gli elementi che saltano all’occhio, secondo il consulente del lavoro è «la riproposizione del limite di 35 anni, da rispettare da entrambi i componenti del nucleo, quale soglia per accedere a particolari ed ulteriori incentivi connessi alla genitorialità, limite anagrafico che appare sempre meno in linea con le concrete possibilità di costruire una famiglia. Il duplice auspicio – conclude – è in ogni caso, da un lato quello che, come si usa dire, la montagna non partorisca il topolino, e quindi che i decreti legislativi attuativi siano inadeguati rispetto alle misure previste, e dall’altro che la vastità degli ambiti di intervento non finisca per ingessare la concreta possibilità di fruizione e di accesso delle misure incentivanti».

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