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Ancona

«Famiglia naturale», il Pd risponde a Ciccioli. Ecco la proposta di legge di Fratelli d’Italia

Il capogruppo di Fratelli d'Italia è finito al centro di alcune polemiche per affermazioni sulla famiglia rilasciate durante la presentazione di una proposta di legge. Ecco cosa prevede la Pdl del partito

Carlo Ciccioli

ANCONA – Si accendono polemiche sulle affermazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli. Questa volta a finire nel mirino dell’opposizione sono le parole pronunciate durante la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla famiglia di Fratelli d’Italia alla quale hanno preso parte la presidente della Commissione Sanità Elena Leonardi, il consigliere Marco Ausili, primo firmatario, i consiglieri Pierpaolo Borroni, Nicola Baiocchi, Andrea Assenti e Andrea Putzu.

L’ex deputato Ciccioli, già finito sotto attacco alcune settimane fa per aver espresso il concetto di «sostituzione etnica» esprimendosi nell’Aula consiliare sulla necessità di puntare su politiche in favore della natalità, questa volta è tornato nel mirino dei dem per le affermazioni che avrebbe rilasciato durante la conferenza stampa di Fratelli d’Italia. Secondo il quotidiano Il Resto del Carlino, Ciccioli avrebbe affermato la necessità di sostenere la «famiglia naturale». Inoltre avrebbe affermato, sempre secondo quanto riporta il quotidiano Il Resto del Carlino, che «al padre sono demandate le regole, alla madre l’accudimento».

Alessia Morani

«Nelle Marche sta succedendo qualcosa di grave da un punto di vista politico e culturale – attacca l’esponente del Pd Alessia Morani -. La destra che si è affermata nelle ultime elezioni regionali sta portando avanti scelte che evocano il ventennio fascista. L’ultima iniziativa del capogruppo di Fratelli d’Italia Ciccioli (dopo le affermazioni aberranti su aborto e sostituzione etnica) riguarda la presentazione di una legge per la famiglia che stabilisce che “il padre deve dare le regole e la madre deve accudire”. Siamo di fronte ad una proposta palesemente incostituzionale che rivela una concezione della donna e delle famiglie medievale. Credo che serva una mobilitazione della comunità marchigiana di fronte a questa maggioranza regionale che vuole riportarci indietro di 100 anni. Non possiamo più tollerare questa deriva culturale e politica».

Antonio Mastrovincenzo, presidente Assemblea Legislativa delle Marche

Critico il consigliere del Pd Antonio Mastrovincenzo secondo il quale si tratta di dichiarazioni che delineano una «maggioranza di destra estrema che ci vuole far precipitare nel baratro culturale e valoriale».

«Sostenere che il padre deve dare le regole e la donna deve accudire i figli, dichiarazioni dalle quali ha preso le distanze in Aula ieri anche il consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Puztu, è una affermazione che suscita allarme – dichiara Mastrovincenzo -. È inspiegabile come mai, nonostante i ripetuti distinguo da parte anche di altri esponenti della maggioranza, Ciccioli sia ancora capogruppo del suo partito. Siamo preoccupati per questa costante involuzione della destra che governa le Marche e che rischia di portare la nostra regione ad un arretramento culturale e valoriale molto pericolosi. Ci opporremo a tutto questo sia in Aula che fuori. È tempo che il presidente Acquaroli prenda le distanze dalle ripetute esternazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia e degli altri componenti della maggioranza, chiarendo quelle che sono le posizioni della Giunta su temi così delicati e di fondamentale importanza».

Da sinistra Gianluca Busilacchi e Massimo Montesi

A parlare di arretratezza è anche Articolo Uno: «Ritorna fuori la “famiglia naturale” frutto ideologico di stampo religioso che nulla ha a che fare con la scienza e con la cultura. Come dice Chiara Saraceno, una delle più grandi studiose della famiglia “non c’è nulla di meno naturale della famiglia. Che non vuol dire che è innaturale, ma che la famiglia è una costruzione sociale, legale e normativa. Tanto che la concezione di famiglia è cambiata e cambia continuamente nel tempo e nello spazio”».

Secondo il partito «la concezione naturale che la destra vorrebbe imporre anche a chi non è cattolico contrasta con tutte le leggi che le donne e gli uomini hanno conquistato in epoca recente: la condivisione su base paritaria della patria potestà sui figli, la parità tra uomo e donna, il ruolo soggettivo dei figli, la parità lavorativa delle donne che non si riconoscono più nel ruolo esclusivo di “accuditrici”, testimoniano quanto il concetto di famiglia difeso dalla destra sia antitetici alla vita reale. Nella vita reale famiglia è anche quella di nonni e nipoti, di donne e uomini single, di donne e di uomini non sposati, di persone dello stesso sesso, insomma di tutte quelle realtà dove esiste, come dice la Costituzione, “una comunità di affetti” e non solo di relazioni di sesso. Del resto non ci risulta che anche molti esponenti della destra non abbiano più di una famiglia e che quindi non abbiano usufruito delle conquiste legislative che le battaglie delle donne in particolare hanno condotto. E allora, care donne e cari uomini della destra marchigiana, siate meno ipocriti e uscite dal medioevo».

Fabio Sebastianelli, esponente del Popolo della Famiglia

A spezzare una lancia a favore della proposta di legge di Fratelli d’Italia è invece il Popolo della Famiglia con Fabio Sebastianelli che esprime apprezzamento per l’iniziativa, «conseguenza diretta della nostra pressante sensibilizzazione sul tema». «Abbiamo dato al Governo Regionale piena disponibilità – prosegue – ma, come abbiamo fatto nei confronti di quello precedente, ne osserveremo attentamente l’operato e per il bene dei cittadini, non taceremo su eventuali mancanze.»

LA PROPOSTA DI LEGGE NEL DETTAGLIO

La Pdl numero 20 avanzata da Fratelli d’Italia, a iniziativa dei consiglieri Ausili, Assenti, Baiocchi, Borroni, Ciccioli, Leonardi e Putzu, si snoda in 24 articoli e prevede sostegni a famiglia, genitorialità e natalità.

«Crediamo fortemente nel valore della famiglia – afferma la presidente della IV Commissione Sanità Elena Leonardi – e nella necessità di supportarla con politiche concrete di sostegno alla natalità, e attraverso azioni mirate al superamento delle difficoltà di coniugare tempi di vita e di lavoro». Leonardi spiega che l’obiettivo della Pdl (proposta di legge) è quello di «riordinare la normativa esistente ed aprire la strada ad azioni specifiche per il sostegno alla natalità, alla genitorialità e alle famiglie fragili».

Per quanto riguarda i contributi alla maternità e natalità, questi riguardano le spese legate alla cura e all’accoglienza dei nuovi nati fino al compimento del sesto anno di età (un sostegno che viene raddoppiato nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti uno o più minori riconosciuti disabili gravi). Prevede inoltre interventi della Regione a favore delle famiglie con figli anche mediante l’abbattimento delle spese sostenute per la frequenza degli asili nido pubblici o privati.

Elena Leonardi, presidente IV Commissione Sanità

Tra le misure previste l’attivazione di bonus bebè, borse di studio, family card, assicurazione e agevolazioni di natura diversa; mense aziendali aperte anche ai componenti della famiglia, servizi di assistenza, nidi aziendali, domiciliari e agrinido, sostegno per cure mediche o per l’assistenza a componenti della famiglia in situazioni di grave stato di salute; poi la chiusura degli esercizi per almeno il 50% dei giorni festivi che comprendano Capodanno, Pasqua, Festa della Liberazione, Festa dei Lavoratori, Festa della Repubblica, Ferragosto e Natale.

Sul fronte del percorso nascita, la Pdl punta alla consulenza preconcezionale, al controllo sanitario della gravidanza con particolare riguardo alla diagnosi precoce e all’assistenza delle gravidanze a rischio «anche al fine di ridurre i fattori di rischio ambientali, personali e iatrogeni», si legge nella proposta di legge. Poi corsi di preparazione alla nascita, assistenza domiciliare al puerperio e informazioni sui diritti della donna, previsti dalla legislazione statale e regionale, sui servizi sociali, sanitari e assistenziali presenti nel territorio per la tutela della gravidanza e della maternità, oltre che sulle modalità richieste per il loro utilizzo. Infine informazioni dovranno essere erogate anche su associazioni o gruppi non istituzionali che operano in questo ambito.

Per quanto riguarda il sostegno alla genitorialità la Regione dovrà promuovere attività di informazione e consulenza gratuite nei confronti dei neogenitori, anche in forma domiciliare (nei primi sei mesi di vita del bambino), possibilmente all’interno dei percorsi nascita attivati nelle singole strutture del Servizio sanitario regionale.

Inoltre la proposta di legge istituisce il fattore famiglia, uno strumento
integrativo per definire le condizioni economiche e sociali della famiglia che accede alle prestazioni sociali e ai servizi a domanda individuale.
I Comuni, in forma singola o associata, potranno attivare sportelli per la famiglia, così da supportare la conoscenza delle norme e dei provvedimenti nazionali, regionali e locali in materia di politiche familiari e di accesso ai servizi rivolti ai nuclei familiari, e raccordare risorse pubbliche e private solidaristiche, favorendo iniziative sociali di mutuo aiuto.

Tra le misure previste il sostegno alle “imprese amiche della famiglia”, ovvero quelle che prevedono nei contratti di lavoro servizi e aiuti rivolti alle famiglie e misure per conciliare tempi di vita e di lavoro. Alle aziende che metteranno in atto progetti per consentire alle lavoratrici madri o al lavoratore padre di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro (part time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, orario flessibile in entrata o in uscita, banca delle ore, flessibilità sui turni, orario concentrato, con priorità per i genitori che abbiano bambini fino ad otto anni di età o fino a dodici anni, in caso di affidamento o di adozione) la Regione conferirà il logo di “Impresa amica della famiglia” oltre ai sostegni. Sono inclusi programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo parentale; progetti per la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo, che beneficia del periodo di astensione obbligatoria o dei congedi parentali, con altro imprenditore o lavoratore autonomo.

Previsti sostegni ad hoc per le famiglie fragili, come monoparentali, separate e divorziate in situazione di difficoltà economica, anche tramite l’erogazione di contributi e interventi a favore dei comuni che attivano progetti rivolti a questi nuclei con numero di figli pari o superiore a quattro, quando prevedano la riduzione delle tariffe dei servizi comunali
e la stipula di protocolli d’intesa con organizzazioni private. Interventi e contributi anche sul fronte dell’avviamento di percorsi sportivi o per l’acquisto di materiale didattico e culturale destinato ai figli.

A tutela della bigenitorialità dei figli minori in caso di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio e nei processi relativi ai figli nati fuori dal matrimonio, è previsto che su istanza di almeno uno dei genitori, tutte le comunicazioni relative al minore vengano indirizzate ad entrambi i genitori. Inoltre la pdl prevede l’attivazione di protocolli di intesa con le istituzioni scolastiche finalizzati a fornire tutte le informazioni sull’andamento e sui risultati scolastici ad entrambi i genitori; l’attivazione di protocolli di intesa con gli enti locali finalizzati a trasmettere tutte le comunicazioni di rilievo amministrativo sulle condizioni dei figli minori ad entrambi i genitori.

Per i nuclei familiari in fase di separazione verranno potenziate le funzioni di assistenza e mediazione familiare, con aiuto e supporto alla genitorialità e alla gestione della conflittualità, presso i consultori familiari, per realizzare un sistema articolato di assistenza omogeneo sul territorio regionale.

Infine saranno attivati protocolli di intesa per la rimozione degli ostacoli di ordine abitativo, lavorativo, economico e del credito per consentire a ciascun individuo la formazione del proprio nucleo familiare; aiuto alle madri in difficoltà, in modo da prevenire l’interruzione di gravidanza, «quando essa dipenda da ostacoli rimovibili mediante sostegno psicologico e mediante aiuti di natura materiale e, dopo la maternità, per la presa in carico della donna e del bambino», si legge nella Pdl.

Poi la promozione, nell’ambito della contrattazione collettiva decentrata, di strumenti di flessibilità dei tempi di lavoro, al fine di agevolare le necessità del nucleo familiare monoparentale e dei genitori separati o divorziati; l’accesso al credito finalizzato ai bisogni primari delle famiglie monoparentali e dei genitori separati o divorziati; l’accesso al credito, finalizzato a garantire la locazione di immobili a favore dei nuclei familiari in difficoltà; la realizzazione di servizi informativi per i genitori separati o divorziati e finalizzati a rendere effettivo l’esercizio del ruolo genitoriale. Infine con Asur saranno realizzati percorsi di supporto psicologico diretti al superamento del disagio, al recupero della propria autonomia ed al mantenimento di un pieno ruolo genitoriale.

Oggi (24 febbraio) saranno nominati i relatori della proposta di legge, ma prima che questa venga esaminata e si dia l’avvio all’iter delle audizioni, sul tavolo della Commissione approderà una Pdl sul trasporto dei malati oncologici.