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Ancona

Famiglia naturale, Ciccioli sorpreso: «Cosa ho detto di scandaloso?»

Il capogruppo di Fratelli d'Italia interviene dopo le polemiche scatenate dalle affermazioni sui ruoli famigliari, contro le quali si sono sollevate le opposizioni

Carlo Ciccioli

ANCONA – «Cosa ho detto di tanto scandaloso? Che la famiglia naturale è formata da un uomo e da una donna e dai figli: questa è la cellula base della società, nel senso che solo una donna può concepire una vita». Il capogruppo di Fratelli d’Italia Caro Ciccioli si difende così dalle polemiche sorte dopo alcune affermazioni che aveva rilasciato a margine della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge, del suo partito, sulla famiglia.

A finire nel mirino dell’opposizione, ma anche del mondo sindacale le sue dichiarazioni sulla «famiglia naturale» e sul fatto che nel nucleo «al padre sono demandate le regole, alla madre l’accudimento».  Ma Ciccioli sostiene che «all’interno di questo nucleo, al fine della genitorialità è essenziale la figura della madre e del padre che sono insostituibili per il benessere dei figli».

Aggiunge poi di non essere entrato «nel merito di matrimonio civile o religioso, di coppia di fatto o di famiglia allargata, tutte forme largamente presenti nella società reale in cui viviamo. Nella sintesi estrema sulla genitorialità ho specificato le funzioni dei genitori, senza approfondire, ma valorizzando ciò che ormai è universalmente riconosciuto: accudimento e regolazione».

A supporto delle sue tesi, Ciccioli snocciola le teorie di pediatri, psichiatri e psicanalisti. Fra questi cita il pediatra americano Thomas Berry Brazelton e lo psichiatra statunitense Stanley I. Greenspan che «valorizzano “la funzione protettiva che più di tutte determina il “legame di attaccamento”, cioè la vicinanza alla figura materna e il mantenimento della relazione che è vissuto come fonte di sicurezza, mentre la perdita origina ansietà e collera e la sensazione di dolore».

Poi l’accento va sullo psicanalista Daniel Stern che, spiega Ciccioli, «valorizza la “funzione affettiva sull’interazione madre-bambino che colora e dà tonalità a questo rapporto, come sintonizzazione affettiva di condivisione di sentimenti e la capacità di entrare in risonanza con l’altro, cioè le azioni degli altri in relazione a se stesso, e gli esiti piacevoli di esse. La funzione regolativa è essenziale appunto per apprendere i propri stati emotivi e le risposte comportamentali adeguate come la calma, la vigilanza e la tensione».

Secondo Ciccioli «la funzione normativa è fondamentale per apprendere la necessità dei limiti, cioè vivere dentro comportamenti coerenti; tale funzione è determinata dall’atteggiamento dei genitori con l’apprendimento di privilegi e limitazioni di doveri e diritti, ed è indispensabile per la vita sociale, espressa necessariamente da entrambi i genitori. C’è poi la funzione proiettiva cioè la mutualità psichica tra genitori e bambino all’interno del quale questa occupa un posto fondamentale, che non può che essere sia materno che paterno».

La funzione triadica, prosegue «è invece la capacità dei genitori di reciproco sostegno lasciando spazio alla relazione empatica di ciascuno con il bambino, cioè la capacità del padre e della madre di essere con il bambino, dove esiste anche un terzo impedendo l’instaurazione di relazioni simbiotiche con un solo genitore. Questa insieme alla funzione differenziale cioè la comprensione che esiste una funzione materna ed una funzione paterna, maschile e femminile che possono esprimersi con accentuazioni anche molto diverse, attraverso la crescita di un sano gioco relazionale per orientarlo verso un corretto sviluppo psichico».

Infine cita la funzione trans-generazionale, «cioè il figlio vissuto all’interno di una storia familiare ove si inseriscono i nonni ed altre figure parentali comprese le storie familiari dei genitori. Tutto ciò essenziale per il benessere psichico, evolutivo ed esistenziale del futuro adulto. Certo spesso qualcosa va storto e non tutto questo è sempre possibile: la vita presenta mille percorsi diversi. Queste cose – conclude Ciccioli – giornalisticamente è ammissibile che vengano non comprese o mal-interpretate, ma è indegno che addetti ai lavori o presunti intellettuali non tengano conto di tutto quello che c’è dietro».

Ad attaccare era stato anche il Forum delle donne di Cgil Marche. «Nelle Marche è scesa la notte – scrivono in una nota stampa -, una notte che vorrebbe riportare con sé il buio di una cultura patriarcale, arretrata e misera, che vuole maschi dominanti e donne meste e servizievoli». Il Forum femminile parla di «strana, triste e arretrata idea di famiglia» e rimarca che «la riforma del Diritto di Famiglia non solo è già stata fatta ma sono anche già passati 46 anni da allora, per non arrivare a scomodare la Costituzione».

Poi chiamano in causa l’assessora Giorgia Latini e le consigliere di maggioranza: «C’è da chiedersi cosa aspettano l’assessora Latini e le consigliere regionali di maggioranza a far sentire la loro voce. Non hanno forse niente da dire? Possono tacere di fronte a cosi gravi e indicibili affermazioni? Ci saremmo aspettati una loro immediata e doverosa presa di distanza e invece il loro silenzio pesa quanto la gravità delle affermazioni di Ciccioli».