Sversamenti in mare, Pd all’attacco: «Tempi biblici, in 8 anni realizzata l’Autostrada del Sole»

Il capogruppo Federici, va all'affondo sul Documento Preliminare di Progettazione che prevede interventi per 22 milioni di euro. Signorini replica: «una svolta nella risoluzione di un grave disagio, che affligge falconaresi e turisti»

Sversamenti in mare attraverso l'apertura degli scolmatori
Gli scolmatori aperti

FALCONARA – Sulla vicenda degli sversamenti in mare lungo il tratto di costa compreso tra Ancona e Falconara Marittima è ormai scontro aperto tra il Pd falconarese, il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli e il primo cittadino di Falconara Stefania Signorini. L’apertura degli scolmatori, che si verifica in occasione di piogge un po’ più abbondanti e che fa scattare il divieto di balneazione, ha generato una serie di proteste da parte degli operatori balneari e dei cittadini che usufruiscono delle spiagge.

Proprio di questo e del Documento Preliminare di Progettazione (DPP), che si promette di risolvere la situazione degli sversamenti in mare, si è parlato il 5 agosto scorso nel corso di una conferenza stampa congiunta tenuta dalle amministrazioni comunali di Ancona e Falconara, e dal direttore di Viva Servizi, Moreno Clementi. In quell’occasione è stato illustrato il progetto che prevede una spesa di 1,7 milioni di euro, la cui gara prenderà avvio nel mese di settembre.

GLI INTERVENTI
Tre gli interventi previsti dal costo complessivo di 22 milioni di euro: la realizzazione di tre vasche sul tratto di costa anconetano insieme ad interventi sui fossi Manarini e Palombina, un collettore di gronda a Falconara con relativa vasca di prima pioggia per convogliare verso Vallechiara e il fosso della Castellaracia, e infine la realizzazione di altre quattro vasche prima pioggia, anche queste nel territorio del Comune di Falconara.

Nell’attesa che le opere giungano a conclusione, prevista nel 2027, il DPP prevede interventi mitigatori tra i quali l’adozione di tecniche di drenaggio urbano sostenibile e interventi per ridurre la durata dei divieti di balneazione a 24 ore.

Ma a non convincere il Pd di Falconara sono gli otto anni previsti per il completamento delle opere contro gli sversamenti definiti «tempi biblici, per opere di ordinaria complessità, se si considera che in 8 anni è stata realizzata l’Autostrada del Sole». Una vicenda sulla quale secondo Franco Federici, capogruppo del gruppo consiliare del Pd di Falconara, «si è perso tanto tempo» e «il Consiglio Comunale di Falconara è stato esautorato da ogni decisione sulle priorità degli interventi e sui tempi di realizzazione. La stessa assessora Barchiesi – osserva Federici – ha candidamente ammesso, per iscritto, che a tutt’oggi il nostro Comune non ha ancora avuto visione dell’ultimo studio di approfondimento commissionato da Viva Servizi e non è in possesso del Documento Preliminare di Progettazione».

Da sin. il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli e il sindaco di Falconara Stefania Signorini

L’AFFONDO DEL PD
Il Pd avanza dei dubbi sull’efficacia del progetto presentato, che definisce ‘soluzione C’, e sulla provenienza dei finanziamenti: «Non è stato specificato – si legge nella nota del partito – da dove vengono i finanziamenti, se da un mutuo o da risorse europee, perché è ovvio che non possono essere garantiti dall’AATO n.2 che è un ente di programmazione degli interventi e nemmeno dal Bilancio di Viva Servizi che fa opere di investimento annuali per circa 20 milioni per tutti i 45 Comuni». «Dopo tre anni di studi e approfondimenti si è partorito il classico topolino – sottolinea Federici -. Ci sono voluti ben 14 anni per Falconara, partendo dal progetto del 2005, per scoprire che ci vogliono sempre le vasche di prima pioggia in zona arenile o prima della ferrovia, essendo un dettaglio tecnico la loro forma costruttiva. L’unica novità partorita è la realizzazione di una condotta di gronda nella parte alta della città per alleggerire il carico a valle. Occorre ricordare – conclude sugli sversamenti – che tra i vari studi e approfondimenti, a partire dal 2005, si sono spesi circa 300 mila euro di soldi della collettività. Il tutto ha il sapore di una beffa, è una storia infinita e umiliante per la città».

LA REPLICA DEL SINDACO DI FALCONARA
«Sorprendono le affermazioni del capogruppo del Pd falconarese Franco Federici, che definisce ‘topolino’ un’opera da 22 milioni di euro e, anziché accogliere con favore la notizia di una svolta nella risoluzione di un grave disagio, che affligge falconaresi e turisti, ripropone progetti già scartati. Le vasche progettate nel 2004, tanto care a Federici, sono superate dal punto di vista normativo e avversate dagli operatori balneari per tutti i disagi che comporterebbe la loro realizzazione». È la secca replica del sindaco di Falconara Marittima, Stefania Signorini in merito alla polemica sul progetto per ridurre i disagi causati dagli sversamenti in mare. Il Comune di Falconara, insieme a quello di Ancona, spiega il primo cittadino, è stato «parte attiva nel decidere che interventi realizzare: la cosiddetta ‘soluzione C’, integrata e modificata tenendo presenti le indicazione date dai Consigli comunali dei due territori in sessione congiunta, prevede tre interventi autonomi e funzionali per Ancona e otto interventi autonomi e funzionali per Falconara».

Signorini precisa inoltre che «tutti gli 11 interventi vengono economicamente stimati in circa 40 milioni di euro. Si spendono 22 milioni e non 40 perché si parte con la progettazione e realizzazione di alcuni stralci, comunque già funzionali e rispondenti agli obiettivi. I lotti individuati nel documento preliminare adottato non prevedono interventi sull’arenile, gli altri lotti si. Il Documento preliminare di progettazione (Dpp) adottato – osserva – prevede la realizzazione di alcuni dei lotti funzionali previsti (per Falconara, con un investimento complessivo di 12,7 milioni, sono previste una condotta a nella zona collinare per intercettare l’acqua piovana prima che arrivi in pianura e una serie di vasche diffuse sul territorio, ma non in spiaggia) con l’obiettivo di ridurre frequenza e portata degli scolmi. Saranno sempre le amministrazioni coinvolte, insieme all’Aato, a valutare se procedere agli stralci successivi in una seconda fase».

Stefania Signorini, sindaco di Falconara Marittima

Un progetto, nel quale i due Comuni, Ancona e Falconara, hanno deciso di far fronte comune unendo le forze dal momento che «la infrastruttura è comune, le problematiche sono analoghe e l’aver condotto un’azione unica insieme al Comune di Ancona ha dato più forza alle richieste». Sul nodo dei finanziamenti il sindaco i precisa che «la delibera Aato numero 6 del 24 luglio 2018 di approvazione del Piano degli investimenti per il servizio idrico integrato prevede la realizzazione degli investimenti per contenere la problematica degli sversamenti a mare e il piano economico finanziario per la gestione del servizio idrico include le necessarie coperture».

Infine sui tempi di realizzazione la Signorini spiega che sono stati stimati sulla base dei «dati dell’Agenzia per la coesione territoriale per questa tipologia di opere, in questa fase e nella provincia di Ancona che i dati medi nazionali per le medesime opere nelle medesime fasi. Gli oneri previsti per la progettazione dei lotti funzionali inseriti nel DPP adottato, sono stimati in circa 1,7 milioni di euro ed il contributo stanziato dalla Regione Marche è di 2 milioni di euro».