Spazzato via dalla frana, il Fai fa rivivere il Borghetto: «Adesso il Comune metta una targa» (LE FOTO)

Ricordato il quartiere cancellato dalla frana Barducci, ad Ancona. Per le giornate del Fondo ambiente italiano oggi visite sulla Flaminia alle vecchie pesche e dove una striscia di case animava l'ingresso alla città. A fare da guida gli abitanti del posto: "Qui arrivava mare pulito"

Le visite alle pesche per ricordare il Borghetto nella giornata del Fai
Le visite alle pesche per ricordare il Borghetto nella giornata del Fai

ANCONA – Una striscia di case, 400 abitanti, spazzati via da una maledetta frana. Era la sera del 13 dicembre del 1982 e cancellò per sempre il Borghetto, storico quartiere alle porte della città, sulla via Flaminia (non ci furono morti). Grazie al Fai, fondo ambiente italiano, oggi in centinaia hanno potuto rievocare un pezzo di storia della città. Aperte le visite alle vecchie pesche, le casette di legno lato mare sulla Flaminia che un tempo servivano appunto per pescare. Grazie alla voce degli abitanti di allora, che si sono prestati come guide volontarie, è stato ricordato il Borghetto, scomparso con la frana Barducci che segnò e cambiò tutta Ancona. Dal bar del “cucchiarino”, ritrovo per i borgacciari, agli antichi mestieri artigianali che caratterizzavano il quartiere ai piedi del Montagnolo, sono state raccontate storie e aneddoti ai quali i vecchi abitanti sono ancora legati. «Non c’è però una targa bella, illuminata e visibile dalla strada – ha sottolineato Silvano Pelosi, borgacciaro e guida per il Fai – sono anni che la chiediamo. Servirebbe a conservare almeno la memoria». Il quartiere si è sviluppato nel 1800 e c’era anche una distilleria. Ha fatto da appoggio a tanti lavoratori. «Ci sono passate anche le Mille Miglia sotto casa», ha ricordato Gino Bellabarba, uno dei borgacciari che hanno fanno da guide ai visitatori.
Primo Talevi ha spiegato come nelle casette di legno delle pesche c’era anche un calzolaio che lavorava durante l’estate. Oggi ne sono rimaste tre di palafitte e sono in mano ai privati. «Qui arrivava mare pulito – ha detto Pelosi – poi hanno iniziato a chiudere tutto».

Ciarmatori, Talevi, Borgognoni e Pelosi i cognomi storici degli abitanti di Borghetto. Le visite proseguono fino alle 18 di oggi con un contributo al Fai di 3 euro. Il ritrovo è al parcheggio della concessionaria Bartoletti, in via Flaminia, prima di Torrette. Un percorso permette di accedere al ristorante ‘La vecchia pesca’ dove sono state allestite foto della frana e dove si trovavano le guide per raccontare il Borghetto.