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Ancona

Eutanasia, il “caso” di Mario in Consiglio regionale. Interrogazione dei dem ad Acquaroli: «Chiarisca questa vicenda»

Il capogruppo Pd interroga il governatore sulla vicenda di Mario, il 43enne tetraplegico marchigiano che per la prima volta in Italia ha denunciato una pubblica amministrazione per aver violato il diritto all’aiuto al suicidio

Maurizio Mangialardi
Maurizio Mangialardi

ANCONA – Il caso del 43enne tetraplegico marchigiano che per la prima volta in Italia ha denunciato una pubblica amministrazione per aver violato il proprio diritto all’aiuto al suicidio e che nei giorni scorsi ha inviato una lettera di messa in mora e di diffida ai ministri Roberto Speranza e Marta Cartabia per la stessa questione, sarà discusso in Consiglio regionale. Lo fa sapere il capogruppo del Pd Maurizio Mangialardi, in una nota stampa.

Mario, questo il nome di fantasia dell’uomo, un ex autotrasportatore, era divenuto tetraplegico 10 anni fa in seguito ad un incidente stradale. Un caso estremamente delicato che sarà affrontato anche nell’Aula dell’Assemblea Legislativa delle Marche visto che i dem hanno deciso di presentare una interrogazione al governatore Francesco Acquaroli, per fare luce sulla questione.

Da tempo, con il supporto dell’Associazione Luca Coscioni, l’uomo si sta battendo per ottenere la verifica del proprio stato di salute e vedersi riconosciute le condizioni necessarie per accedere alla morte assistita in Italia, come previsto dalla sentenza n. 242 del 2019 emessa dalla Corte costituzionale.

Nonostante l’ordinanza emessa dal Tribunale di Ancona lo scorso 9 giugno, che impegnava l’Asur Marche ad attivare l’iter previsto dalla sentenza della Corte costituzionale, il 43enne non ha ancora ricevuto nessuna comunicazione. Da qui la decisione di ricorrere alle vie legali.

«Il presidente chiarisca questa vicenda che oltre a essere lesiva di un diritto rischia di avere gravi ripercussioni sugli assetti dirigenziali della sanità regionale» afferma Mangialardi che già nei giorni scorsi aveva annunciato l’iniziativa in occasione della conferenza stampa svoltasi ad Ancona alla presenza di Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria e tesoriere nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, giunti nelle Marche anche per sostenere la raccolta delle firme per il referendum sull’eutanasia legale.

L’associazione Luca Coscioni e Maurizio Mangialardi ad Ancona

«È davvero triste – prosegue Mangialardi – che mentre in tutta Italia si stanno raccogliendo centinaia di migliaia di firme per indire un referendum sull’eutanasia legale, nella nostra regione si verifichi un caso del genere. Vogliamo che si faccia chiarezza su quanto accaduto, perché se la dinamica dei fatti venisse confermata, saremmo di fronte a una grave violazione del diritto di Mario a ottenere le verifiche sulle sue condizioni di salute al fine di poter procedere con la prescrizione del farmaco che metterebbe fine alle sue sofferenze nel quadro di un percorso pienamente legale. In particolare, vogliamo conoscere dal presidente Acquaroli se la giunta regionale fosse a conoscenza della vicenda e, in caso affermativo, se abbia in qualche modo influito sulla decisione assunta dall’Asur Marche».

«Poiché la questione vede a oggi coinvolto sotto l’aspetto giudiziario il vertice dell’Asur Marche, esponendo così a gravi ripercussioni gli assetti dirigenziali della sanità regionale – dichiara il capogruppo dei dem – , pretendiamo di sapere in che modo la giunta regionale intende attivarsi per tutelare il personale nel procedimento in sede penale che lo vede coinvolto».

E ancora: «Il ministro Roberto Speranza, rispondendo pubblicamente proprio a Mario, ha annunciato un confronto con le Regioni per superare gli ostacoli all’attuazione omogenea su tutto il territorio nazionale della sentenza della Corte costituzionale, vorremmo conoscere anche qual è la posizione che l’Amministrazione regionale porterà a questo tavolo».