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Ancona

Vaccini, a Torrette diversi ricoveri da Epatite B

«Tutti i vaccini sono sicuri e facilmente somministrabili. È folle non proteggersi dalle malattie che possono essere prevenute» evidenzia il professor Marcello Tavio, che sulla questione dell'ostetrica licenziata dall'Asur per non essersi vaccinata commenta : «Chi lavora in sanità dovrebbe sempre restare neutrale»

ANCONA – Un’ostetrica licenziata nel maceratese per non essersi vaccinata e numerosi ricoveri per Epatite B a Torrette. I vaccini tornano a far parlare di sé.

Malattia dalle complicazioni importanti, tra le quali cirrosi e tumore, e evitabile con la vaccinazione, l’Epatite B fa registrare ogni giorno numerosi ricoveri agli Ospedali Riuniti di Ancona, come spiega il direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona Marcello Tavio.

Un dibattito, quello sui vaccini, che si è riacceso anche in seguito alla vicenda dell’ostetrica maceratese che, nonostante l’obbligo vaccinale previsto per gli operatori sanitari che lavorano nei reparti a rischio, come in quelli dove ci sono bambini piccoli, non si è sottoposta alla vaccinazione per la pertosse. Un lungo braccio di ferro, quello tra l’Asur e la donna, che è sfociato nel licenziamento in tronco per giusta causa, firmato dal direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni. Uno dei primi casi in Italia.

I NUMERI DEL MORBILLO
Dal 1 gennaio al 30 settembre di quest’anno in Italia sono stati segnalati 2295 casi di morbillo, con un picco di contagi nel mese di aprile. Una trentina i contagi nelle Marche. E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino nazionale, “Morbillo & Rosolia News” dell’Istituto Superiore di Sanità. Quattrocentoquaranta (19%) i casi segnalati nei bambini, dei quali 143 di età inferiore ad un anno, mentre l’età media dei contagi è di 25 anni. Due i nuovi decessi segnalati, dei quali uno proprio nelle Marche, avvenuto nel mese di dicembre 2017, per encefalite, una rara complicanza del morbillo sopraggiunta a diversi mesi di distanza dalla malattia. Sale così a 12 il numero di decessi in Italia dal 2017.

Il 91,1% dei contagi si è verificato in soggetti non vaccinati, il 5,6% in chi aveva ricevuto una sola dose di vaccino, l’1,4% aveva ricevuto due dosi e l’1,9% non ricorda il numero di dosi. Cento i casi tra gli operatori sanitari. Almeno una complicanza è stata riportata nel 48,3% dei casi, tra queste la stomatite (25,1%), diarrea (20,6%) e cheratocongiuntivite (18,0%). Tra le altre complicanze epatite (10,2%), 230 di polmonite (10,0%), laringotracheobronchite (8,1%) e insufficienza respiratoria (7,2%).

IL COMMENTO DEL PROFESSOR MARCELLO TAVIO
«Chi lavora in sanità dovrebbe sempre restare neutrale e lasciar emergere il dato scientifico».

Dottor Marcello Tavio, Direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona
e Presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT)

Professor Tavio, il caso dell’ostetrica licenziata nel maceratese ha riacceso il dibattito sui vaccini, ma perché alcune persone sono così diffidenti anche nella sanità?
«E’ una questione complessa, il più delle volte si tratta di pigrizia mentale, persone che ritengono di essere troppo occupate per trovare il tempo vaccinarsi, per proteggere la salute propria e quella dei pazienti, cosa paradossale, per un operatore sanitario. Accanto a questi ci sono anche professionisti manipolati dai movimenti no vax. Una manipolazione che ritengo molto grave nel caso degli operatori sanitari, che dovrebbero essere sempre in grado di distinguere il vero dal falso, in campo scientifico; e nel caso dei vaccini le argomentazioni no-vax sono chiaramente false. Chi lavora in sanità dovrebbe sempre restare neutrale e lasciar emergere il dato scientifico.

Sulla questione vaccini occorre anche precisare che più cresce la percentuale di persone non vaccinate, più cresce il pericolo di contrarre malattie infettive altamente contagiose. Un solo caso di morbillo ad esempio ne può casare altri 18 perché il morbillo è una delle malattie più contagiose in assoluto. Inoltre bisogna riflettere sul fatto che oltre a proteggere se stessi si rischia di esporre al contagio persone che non possono vaccinarsi perché immuno compromesse. Il morbillo è una malattia di non facile gestione che in alcuni casi può portare a complicazioni come la PESS, una forma di encefalite gravissima che si verifica in un caso ogni 7 mila. Ma poi c’è anche il rischio di complicanze cardiache, polmonari, che possono condurre anche al decesso della persona. Qui a Torrette, per restare nel campo delle malattie evitabili grazie al vaccino, abbiamo tutti i giorni diversi ricoveri per complicanze da epatite B, che vanno dalla cirrosi al tumore, condizioni che potevano essere evitate con una semplice vaccinazione. Tutti i vaccini sono sicuri e facilmente somministrabili. È folle non proteggersi dalle malattie che possono essere prevenute».

Quali interessi possono nascondersi dietro i movimenti no vax?
«Credo che alcune persone siano in buona fede e che evitino di vaccinarsi o far vaccinare i propri congiunti unicamente perché manipolate dalla disinformazione che racconta loro che i vaccini causano danni. Accanto a loro c’è anche chi è in malafede e che per interessi di natura economica, sociale o magari di visibilità politica favoriscono questa disinformazione. E importante che le persone in buona fede vengano informate in maniera corretta per riformulare il proprio giudizio sui vaccini. La tesi secondo la quale le vaccinazioni possano causare l’autismo non solo è stata ampiamente sconfessata, ma addirittura ritirata dalla letteratura scientifica. È essenziale che le persone in buona fede sappiano che si tratta di una bufala, e una bufala pericolosa».

Da qualche giorno ha riaperto la campagna vaccinale contro l’influenza che messaggio si sente di dare ai cittadini?
«Raccomando ai cittadini di avere fiducia nelle istituzioni sanitarie che hanno tutto l’interesse nel proteggere la salute dei cittadini di tutte le età. La vaccinazione non solo è sicura, ma è raccomandabile specie per per i segmenti più deboli della popolazione. Il vaccino antinfluenzale è raccomandato per le persone affette da malattie croniche (respiratorie, cardiache, renali, ematologiche, reumatologiche) e gli over 65, tutte categorie che possono pagare un conto molto salato alla malattia influenzale. L’anno scorso negli Stati Uniti si sono avuti oltre 900 mila ricoveri a causa di complicanze influenzali e oltre 80 mila morti. Una ecatombe prevenibile con i vaccini».

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