Storie di emergenza. Intervista a Sandro Mangiacristiani, infermiere dell’elisoccorso e scrittore

Con alle spalle 42 anni di carriera prima nella Rianimazione, poi nell'eliambulanza dell'ospedale regionale di Torrette di Ancona, è autore di due libri dove ha raccolto gli interventi che più lo hanno emozionato. Ecco cosa dice

ANCONA – «Era un tardo pomeriggio, il sole stava tramontando e stava colorando il cielo di rosa, eravamo stati chiamati per soccorrere un bambino di sette anni che era caduto dalla bicicletta». È con queste parole che Sandro Mangiacristiani, infermiere dell’Elisoccorso regionale di Torrette, con alle spalle 42 anni di carriera nell’emergenza, prima nella Rianimazione e poi da 32 anni nell’eliambulanza, racconta gli ultimi istanti di vita di Amos Guzzini, morto nel 1997 trafitto alla testa da un cancello dopo essere precipitato in un dirupo.

Un soccorso, quello al bambino di Offagna, che ha scosso profondamente nelle corde più intime il paramedico osimano. «Mi resi conto di esserne rimasto bloccato dentro e di non saper più come uscirne», scrive in quello che è stato il primo dei due racconti dove ha raccolto le storie più emozionanti e toccanti che gli sono «rimaste impresse nel cuore».

“Uno sguardo dal cielo, i racconti dell’emergenza” (uscito nel gennaio 2010) è stato il primo libro italiano sulle storie di soccorsi sanitari, al quale Sandro Mangiacristiani ha fatto seguire anche un’altra pubblicazione, “Uno sguardo dal cielo, i colori dell’emergenza” (uscito nel dicembre 2015) dove, oltre alle storie scritte di suo pugno, ci sono anche quelle di Germano Rocchi, medico responsabile dell’Elisoccorso regionale, di altri colleghi, di tecnici verricellisti e del comandante che pilota gli elicotteri, Francesco Pieroni.

Da sinistra Germano Rocchi e Sandro Mangiacristiani nella sede Elisoccorso regionale di Torrette
Da sinistra Germano Rocchi e Sandro Mangiacristiani nella sede Elisoccorso regionale di Torrette

Entrambi i libri hanno venduto migliaia di copie in tutta Italia e le vendite proseguono: i volumi possono essere acquistati presso la Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona onlus (all’Ospedale di Torrette, aperta dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.30) con una donazione di 10 euro per ciascun (acquisto che può essere effettuato anche tramite spedizione postale, telefonando al numero 071.5965237). Storie toccanti da leggere tutte d’un fiato che non potranno fare a meno di emozionare e far riflettere i lettori.

Trentanni di storie di soccorsi e soccorritori, che l’infermiere ha voluto mettere a disposizione di pazienti e familiari, devolvendo l’intero ricavato della vendita dei libri alla Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona onlus per acquistare attrezzature. Come nel caso dell’ecografo, donato dal papà di Ilenia, una ragazza ricoverata a Torrette morta a causa di una malattia, che durante la sua degenza amava guardare dalla finestra quelli che aveva ribattezzato gli “angeli del cielo”, ovvero gli equipaggi dell’Elisoccorso. Oggi, quell’ecografo, che è stato il primo in Italia a bordo di un’eliambulanza, è in dotazione ad Icaro 1.

Ma con i fondi ricavati dalla vendita dei libri scritti dall’infermiere, che se vede un bisogno non volta lo sguardo altrove ma si adopera con tutto se stesso per porre rimedio, sono state realizzate anche 3 stanze per accogliere i familiari dei pazienti ricoverati nella Rianimazione: due in Divisione e una in Clinica. Obiettivo rendere quella “penosa” e interminabile attesa meno pesante e più confortevole.

«Vedevo spesso i genitori dormire sulle sedie o sui davanzali delle finestre – non potevo restare indifferente e ho deciso di fare qualcosa», spiega Sandro Mangiacristiani. In oncologia con i proventi del libro sono state realizzate sale di attesa per i familiari dei pazienti e due stanze dotate di televisione e libri sia per i degenti che per i loro visitatori.

«Una storia di grande umanità, professionalità, solidarietà e amore – commenta il direttore degli Ospedali Riuniti di Ancona, Michele Caporossi -. Nel solco delle tre “G” con le quali descriviamo quello che siamo e vorremmo ancor di più essere domani come Ospedali Riuniti: Gentili, Generosi, Geniali».