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Ancona

Elezioni, voto su Rousseau dà il via libera alle liste regionali. Maggi: «Presentarsi senza paura»

Con un plebiscito del 70,6% i pentastellati hanno detto sì a partecipare da soli alle competizioni elettorali. Cosa cambia nelle Marche? Ecco cosa ci hanno risposto i capigruppo del centrosinistra

Palazzo Leopardi sede del Consiglio regionale
ANCONA – «È fondamentale che il Movimento 5 Stelle partecipi con liste proprie alle competizioni regionali». Commenta così l’esito del voto sulla piattaforma Rousseau il capogruppo regionale dei pentastellati, Gianni Maggi. Iscritti, attivisti e portavoce del Movimento 5 Stelle erano stati chiamati ad esprimersi sull’eventualità di una pausa elettorale in vista del rinnovo dei governi regionali, a partire dall’Emilia Romagna che andrà alle urne il 26 gennaio. E l’esito è stato più che netto con un plebiscito di no: il 70,6% dei rappresentanti del movimento hanno deciso di partecipare alle competizioni regionali sia in Emilia Romagna che in Calabria, le prime regioni italiane ad andare al voto.
«Ho votato affinché il Movimento presenti le sue liste, poi per le eventuali coalizioni ci sarà tempo e comunque ritengo che debbano essere sempre le singole regioni a decidere il percorso da seguire», sottolinea Maggi.
Intanto proprio nei giorni scorsi i consiglieri regionali di tutto il Paese si sono incontrati e nel corso del vertice si è deciso all’unanimità che ogni regione dovrà autodeterminare se partecipare con il proprio simbolo o in coalizione. «Ritengo importante questa linea di indirizzo perché solo gli iscritti, gli attivisti e i portavoce delle regioni possono conoscere condizioni, peculiarità e potenzialità dei loro territori. Non può esserci una regia che vale per tutti. Personalmente avrei circoscritto il voto solo all’Emilia Romagna e alla Calabria, in ogni caso l’esito di Rousseau ha espresso chiaramente che bisogna presentarsi senza paura, senza temere l’insuccesso. Il Movimento ha cambiato e sta cambiando il modo di fare politica mettendo al centro l’individuo. Non è importante se saremo in pochi o tanti nei governi regionali, quello che è importante è che il nostro simbolo e la nostra politica sia presente».
Gianni Maggi, capogruppo Movimento 5 Stelle

Si ma nelle Marche cosa accadrà? «Come dicevo – dichiara Maggi – ritengo che ogni Regione debba decidere il proprio percorso elettorale, sono gli iscritti, gli attivisti e i portavoce locali che a mio parere dovrebbero decidere la posizione del Movimento nel loro territorio. Vorrei che fosse così anche nelle Marche. Il lavoro che abbiamo fatto questi anni in Regione ci ha dato credibilità e abbiamo dimostrato di essere capaci di governare. A me piacerebbe che la nostra Regione fosse guidata dal Movimento 5 Stelle con assessorati importanti. Tra di noi ci sono capacità e competenze in grado di governare le Marche meglio di come è stata governata nella legislatura che si sta per concludere».

Piergiorgio Carrescia, membro di Italia Viva

«Il voto emerso dalla piattaforma Rousseau va rispettato – dichiara il renziano Piergiorgio Carrescia, uscito dal Pd per entrare in Italia Viva – c’è da precisare che comunque questo voto riguardava solo le prossime competizioni elettorali in Emilia Romagna e Calabria. Non è detto che lo stesso esito si possa replicare anche in altre regioni. In ogni caso ritengo che sia ininfluente per le Marche sia dal punto di vista formale che politico». Per Carrescia il voto su Rousseau non dovrebbe cambiare nulla per le Marche, anche se è ancora presto, dal momento che né lo scenario né gli equilibri sono ancora ben definiti. «Una valutazione andrà fatta dopo l’esito delle urne dell’Emilia Romagna e della Calabria. C’è da capire se i 5 Stelle parteciperanno con un loro candidato o se come ipotizzato da Bonaccini, candidato che Italia Viva appoggia, con forme di collaborazione. Nelle Marche siamo ancora al punto di partenza, ma di certo la coalizione sarà nuova, perché se Italia Viva ne farà parte è già di per sé un elemento di novità. Per ora non abbiamo partecipato a nessun tavolo. Non chiudiamo le porte a priori ma è certo che la condivisione dei programmi sarà cruciale». «Alle Marche – prosegue – serve discontinuità rispetto al passato, serve un nuovo modo di gestire sanità, terremoto e ambiente, solo per citare alcune questioni salienti per il territorio e non ci sono uomini buoni per tutte le stagioni soprattutto se si vuole un vero rilancio per le Marche».

Francesco Micucci, capogruppo Pd

Che l’esito del voto su Rousseau non sarà determinante per le Marche è opinione condivisa anche dal capogruppo del Pd Francesco Micucci: «Francamente davo per scontato che una forza politica così rappresentativa in Governo avrebbe partecipato alle regionali con proprie liste, sarebbe stato strano il contrario. Dispiace però che non si sia trovata una sintesi sul candidato emiliano Bonaccini, poteva essere l’occasione per riconfermare il consenso su un candidato forte che ha ben governato il territorio e per consolidare il rapporto tra centrosinistra  e 5 Stelle. In ogni caso non credo che l’esito inciderà sul quadro marchigiano. Nei prossimi mesi dovremo verificare se ci sono le condizioni per un  accordo o se, come avvenuto in passato ognuno andrà per la sua strada. Credo comunque che ci sia terreno fertile per ragionare assieme, poi vedremo se si tradurrà in una colazione. Ad oggi non è dato saperlo, ma è giusto che le decisioni non siano imposte da Roma, ma siano stabilite sui territori».