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Ancona

Dpcm: spostamenti vietati fra Comuni a Natale, Santo Stefano e Capodanno

La misura per cui propende il governo si pone l'obiettivo di limitare al massimo i contatti sociali proprio in quelle giornate di festa in cui gli incontri di famiglia potrebbero spingere nuovamente in alto la curva del contagi

Natale, tavola (Foto di Jill Wellington da Pixabay)

ANCONA – Vietare gli spostamenti fuori comune nelle giornate di Natale, Santo Stefano e Capodanno. Il Dpcm Natale che si sta delineando e che verrà siglato domani (3 dicembre) da Conte, si fa sempre più stringente. La misura per cui propende il governo si pone l’obiettivo di limitare al massimo i contatti sociali proprio in quelle giornate di festa in cui gli incontri di famiglia potrebbero spingere nuovamente in alto la curva del contagio da covid-19.

Un obbligo a restare all’interno di confini circoscritti che riguarderà dal dal 20 dicembre al 6 gennaio anche gli spostamenti fuori regione, vietati in quel periodo anche nelle regioni che rientrano in zona gialla in base alla fascia di rischio stabilita dal Dpcm del 4 novembre scorso. Il premier Conte ha parlato di «giallo rafforzato», anche se sarà sempre previsto il ritorno presso la propria residenza o domicilio.

Sul tavolo la possibilità di concedere deroghe così da evitare agli anziani di trascorrere le festività da soli: in questo caso la possibilità di visita verrebbe concessa ad un solo familiare stretto. Insomma è linea dura, una stretta che interessa anche le seconde case, mentre dopo una lunga mediazione, sembra che arrivino spiragli per i ristoranti che potrebbero rimanere aperti per il pranzo di Natale, Santo Stefano e Capodanno in modo da evitare che le famiglie finiscano per assembrarsi delle abitazioni dove non c’è controllo. Se resta il divieto di organizzare feste nei luoghi pubblici e privati, nelle abitazioni la raccomandazione è quella di sedersi a tavola con al massimo 6-8 commensali.

I negozi potranno restare aperti fino alle 21 e i centri commerciali anche il fine settimana e nei giorni festivi prima del 20 dicembre, ama dovranno restare chiusi invece durante le festività. Confermata alle 18 la chiusura per i ristoranti che dopo quest’orario potranno garantire l’asporto e la consegna a domicilio.

Il coprifuoco resterà in vigore dalle 22 alle 6 anche per tutto il periodo delle festività senza deroghe, inclusi Natale e Capodanno: le celebrazioni religiose in tal senso dovranno adattarsi e la messa di mezzanotte dovrà essere anticipata alle 21 o alle 20.

No alla riapertura degli impianti sciistici che dovranno restare chiusi per tutto il periodo natalizio, una serrata che interessa anche gli hotel di montagna. Chi decide di andare all’estero al rientro, se questo avviene dopo il 20 dicembre, dovrà restare in quarantena per dieci giorni: se invece si rientra prima di quella data sarà sufficiente sottoporsi al tampone.

Confcommercio e l’assessore regionale alle attività produttive Mirco Carloni hanno chiesto l’apertura dei negozi fino alle 21 o alle 22 e di riaprire bar e ristoranti, anche se nelle regioni in fascia arancione, fino alle 18, e di lasciare aperti i ristoranti per il pranzo delle feste. «Cerchiamo di dare una positività a questo Natale – spiega il direttore Confcommercio Marche Massimiliano Polacco – e in questo senso rientra anche l’iniziativa “Compra sotto casa a Natale”», varata dall’associazione di categoria per ridare impulso al commercio.

Il direttore Confcommercio sottolinea fra le incongruenze, l’apertura di bar e ristoranti presenti nell’area del porto di Ancona in seguito all’ordinanza a firma del Ministro della Salute, Roberto Speranza, e del Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli per garantire i servizi essenziali agli autotrasportatori. Un provvedimento che pur se giusto per tutelare questa categoria di lavoratori, dall’altra parte non impedisce alla gente comune di «prendere il caffé al porto», mentre a pochi metri le attività sono chiuse.