Ancona-Osimo

Dia, nelle Marche «propaggini riconducibili a organizzazioni mafiose per lo più di matrice ‘ndranghetista»

Dalla Relazione del primo semestre 2023 della Dia, Direzione Investigativa Antimafia, emerge che le Marche sono un territorio potenzialmente attrattivo per la criminalità organizzata

Direzione Investigativa Antimafia

ANCONA – Nelle Marche per capacità imprenditoriale «il territorio potrebbe essere potenzialmente attrattivo per la criminalità organizzata, e per i considerevoli finanziamenti pubblici attribuiti alla Regione Marche con il PNRR, i fondi Next Generation UE e i Fondi Strutturali della Programmazione 2021-2027, resta alta l’attenzione istituzionale per scongiurare eventuali infiltrazioni mafiose nel territorio». È un passaggio della Relazione Semestrale primo semestre 2023 della Dia, Direzione Investigativa Antimafia, relativo al periodo gennaio-giugno 2023.

Nel report viene evidenziato che il porto di Ancona rappresenta un rilevante scalo per il traffico internazionale di veicoli e passeggeri e uno dei primi per movimentazione delle merci. Il sistema produttivo marchigiano è per lo più basato su imprese di piccole e medie dimensioni attive in vari settori, quali quello agroalimentare, manifatturiero e turistico.

«Dalle attività di contrasto della polizia, eseguite nel corso degli anni, non si rilevano elementi che facciano presupporre un radicamento di organizzazioni criminali di tipo mafioso – si legge nella relazione- , ma la presenza di propaggini riconducibili ad organizzazioni mafiose per lo più di matrice ‘ndranghetista con interessi nel settore del riciclaggio e del reimpiego dei proventi illeciti nell’economia legale. La presenza della camorra risulterebbe marginale ma coinvolta, mediante la gestione da parte di soggetti campani alcuni legati a sodalizi criminali, nel traffico di stupefacenti».

Per quanto riguarda la criminalità straniera «si è consolidata l’operatività di soggetti stranieri per lo più albanesi, nigeriani, romeni, ed afghani che, sono riusciti a ritagliarsi propri spazi nel settore dello spaccio degli stupefacenti, nonché nei reati contro il patrimonio. Al riguardo le operazioni sono state compiute principalmente nelle province di Ancona, Pesaro e Fermo».

In Provincia di Ancona nel semestre «la criminalità straniera oltre al settore della droga si è resa responsabile di reati di capolarato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina». Nel report viene ricordata l’operazione “Country workers” eseguita il 9 febbraio 2023 dalla Guardia di finanza di Ancona, le cui indagini, scaturite dall’esame di movimentazioni bancarie sospette, hanno consentito di trarre in arresto «un imprenditore pakistano, domiciliato a Fermo, che aveva coinvolto nell’attività illecita, oltre 50 lavoratori e una decina di aziende agricole operanti nell’area sud della Regione. Nello specifico il cittadino pakistano, al fine di fornire manodopera a basso costo alle imprese agricole coinvolte, assoldava connazionali in evidente stato di bisogno destinandoli al lavoro presso terreni agricoli di terzi, in condizioni di sfruttamento».

Nel resto del territorio regionale «le attività di polizia hanno confermato come lo spaccio di droga costituisca la principale attività illecita perpetrata sia da sodalizi stranieri, sia dalla criminalità comune presente nel territorio marchigiano». Tra le operazioni citate, quella del 13 gennaio 2023 quando la Polizia di Stato di Pesaro ha tratto in arresto un cittadino liberiano per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e poi quella del 1° febbraio 2023 a Pesaro Urbino quando «i Carabinieri, nell’ambito dell’operazione “Mare d’inverno”, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza custodiale nei confronti di un gruppo criminale composto da soggetti campani ed un calabrese, in parte stanziali in quell’area, ritenuti responsabili di detenzione, cessione e vendita di cospicue partite di cocaina destinate oltre alle province di Pesaro e Urbino, anche ad Ancona, Rimini e Perugia».

Il 6 marzo 2023 i Carabinieri di Fermo, nell’ambito dell’operazione “Uunderground” hanno tratto in arresto 8 persone (di nazionalità italiana, marocchina, albanese e romena) «ritenute responsabili di traffico di stupefacente. Il sodalizio criminale operava perlopiù lungo tutta la fascia costiera Fermana e Maceratese. Per quanto riguarda il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, si richiama l’operazione “Wet shoes” eseguita il 31 gennaio 2023 dalla Polizia di Stato di Macerata e di Roma, nei confronti di un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con l’aggravante della transnazionalità. I 3 tunisini, tratti in arresto, si avvalevano di una rete di complici sul territorio maceratese e di “…contatti con i gruppi criminali organizzati operanti in Tunisia che curavano il trasporto via mare degli stranieri clandestini”. Il sodalizio criminale era in grado di gestire l’approdo clandestino sulle coste siciliane di stranieri, in prevalenza nord africani, mediante il supporto logistico nonché fornendo le coperture necessarie per ottenere la documentazione per tutti i Paesi dell’area Schengen».

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

© riproduzione riservata