Decreto sisma, Morani: «Mantenuto l’impegno sul terremoto del centro Italia»

Dopo il via libera al pacchetto di misure per il post terremoto, il sottosegretario al Mise si è detta pronta ad accogliere i suggerimenti di enti e associazioni. Soddisfatto anche il senatore dem Verducci

ANCONA – «Il decreto sisma è uno dei provvedimenti più importanti di questo governo che solo dopo un mese e mezzo dal suo insediamento ha mantenuto l’impegno sul terremoto del centro Italia». Così il sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico Alessia Morani sulle misure varate dal Consiglio dei Ministri lunedì 21 ottobre.

«Taglio del 60% della busta paga pensante, finanziamenti a fondo perduto per imprese under 46 e agricole, sburocratizzazione delle pratiche di ricostruzione e autocertificazione dei professionisti. Misure che danno una mano concreta» sottolinea Morani.

«Mancano norme sulla ricostruzione pubblica – conclude – che abbiamo intenzione di inserire nel decreto di riconversione. Siamo pronti ad accogliere tutti i suggerimenti e le modifiche che ci arriveranno dagli enti e dalle associazioni».

Alessia Morani, sottosegretaria al Mise

Nel pacchetto di misure sono previste anche agevolazioni per gli imprenditori under 46: chi avvia un’attività potrà beneficiare di incentivi pari al 35% a fondo perduto sull’investimento complessivo sostenuto e del 65% tramite finanziamento bancario con interessi agevolati. Inoltre prevede il prolungamento dello stato di emergenza al 31 dicembre 2020 e uno stanziamento complessivo di 725 milioni di euro dei quali 380 milioni per il 2019 e 345 milioni per il 2020.

«Il decreto sisma segna un cambio di passo importantissimo rispetto alla prima fase della legislatura, quella dominata dalla Lega – dichiara il senatore marchigiano del Pd Francesco Verducci – . Questo decreto segna una prima forte discontinuità, ed è quello che abbiamo chiesto con forza. Ci sono nuovi investimenti, a fronte del nulla precedente».

Un provvedimento che secondo il senatore recepisce questioni rimaste come le agevolazioni fiscali: «tutti gli emendamenti che presentammo nell’anno passato furono bocciati dalla scorsa maggioranza. Oggi invece, finalmente, viene recepito l’abbattimento del 60% della busta paga pesante (lungamente richiesto) e la dilazione del residuo in dieci anni». Verducci ricorda anche che sono state approvate «importanti misure per l’accelerazione della ricostruzione privata, dall’autocertificazione all’anticipazione del 50% ai tecnici e professionisti dei compensi dovuti relativamente alla presentazione dei progetti».

Francesco Verducci, senatore Pd

Un altro punto importante del decreto sisma è quello delle misure di sostegno rivolte ai giovani imprenditori del cratere con la proroga dei mutui degli enti locali. «Entrambe le misure saranno decisive per ridare ‘vita’, attraverso lavoro e servizi, alle comunità colpite. Ora è importante che il Parlamento, in fase di conversione, possa rafforzare ulteriormente il provvedimento». Il senatore dem annuncia che sta lavorando a «ulteriori strumenti di semplificazione, accelerazione e snellimento delle procedure per la ricostruzione pubblica e privata, per rafforzare il reclutamento di personale negli Uffici Speciali per la Ricostruzione, per la tutela dei lavoratori impiegati nei cantieri e a sostegno delle imprese del territorio, per ripristinare l’intesa tra Governo e Regioni nell’adozione dei principali provvedimenti, assicurando la concreta leale collaborazione di tutte le istituzioni coinvolte nel processo di ricostruzione». Necessario per Verducci «un progetto strategico per le aree colpite. Un passo importante è stato compiuto e lavoreremo per renderlo il più completo possibile».

Massimo Montesi (in piedi)

Giudizio positivo anche per il coordinatore regionale di Articolo 1, Massimo Montesi per il quale il decreto sisma rappresenta un «passo avanti verso la ricostruzione e i diritti dei terremotati». «Bene anche la conferma della rateizzazione dell’Irpef e dei contributi previdenziali e assistenziali con la preannunciata  riduzione delle somme da restituire», spiega. Sulla questione di rendere prioritaria la ricostruzione pubblica delle scuole, riedificando nelle sedi precedenti Montesi evidenzia la necessità di «tenere conto e non penalizzare le delocalizzazioni già decise e per le quali sono stati compiuti atti progetti o addirittura appalti». Infine giudizio favorevole anche sul fronte della sospensione dei mutui per le amministrazioni e degli stanziamenti di risorse previsti per gli investimenti e per gli incentivi dedicati all’imprenditoria: «daranno slancio all’economia di questi territori flagellati prima dal sisma e poi dallo spopolamento».

Sulla questione è intervenuto anche Valerio Lucciarini, presidente Autonomie Locali Italiane Marche, che ha accolto con favore il decreto sisma anche se ricorda che ci sono «altre questioni da affrontare», come «ad esempio alcuni aspetti della ricostruzione pubblica con le semplificazioni opportune per velocizzare, la questione del personale che già lavora alla ricostruzione nei comuni e all’Usr: tutti professionisti a tempo determinato, ai quali crediamo vada riconosciuta una proroga contrattuale e l’apertura di un tavolo per lo sviluppo».