Ancona-Osimo

Tutto sul Decreto Lavoro, dal taglio del cuneo alle misure per i giovani e per l’inclusione

Tre i provvedimenti: misure urgenti per inclusione sociale e accesso al mondo del lavoro, un disegno di legge e uno schema di decreto legislativo per la riqualificazione dei servizi per inclusione e accessibilità

ANCONA – Il Primo Maggio, giorno della festa dei lavoratori, il governo ha varato il Decreto Lavoro, un provvedimento importante che introduce diverse novità, fra le quali l’assegno di inclusione, che va a rimpiazzare il reddito di cittadinanza. Si tratta di misure importanti per famiglie, lavoratori e imprese. La consulente del lavoro del Centro Studi di Ancona Francesca Donati ci spiega nel dettaglio cosa cambia.

Tre i provvedimenti legislativi disposti dal governo: un decreto-legge con misure urgenti per inclusione sociale e accesso al mondo del lavoro, un disegno di legge in materia di lavoro che dovrà prima passare al vaglio delle Camere e uno schema di decreto legislativo per la riqualificazione dei servizi pubblici per l’inclusione e l’accessibilità dei disabili.

Taglio del cuneo contributivo

«L’intervento più corposo è l’annunciato rafforzamento del taglio del cuneo contributivo per i lavoratori dipendenti con una retribuzione imponibile contributiva fino a 35.000 euro annui – spiega la consulente del Lavoro del Centro Studi di Ancona -. Per i periodi di paga dal 1 luglio al 31 dicembre 2023, l’esonero parziale sulla quota dei contributi previdenziali sarà pari a: 7% se la retribuzione imponibile non eccede l’importo mensile di 1.923 euro; 6% se la retribuzione imponibile supera l’importo mensile di 1.923 euro e non eccede l’importo mensile di 2.692 euro. Da questo esonero parziale è comunque esclusa la tredicesima mensilità».

Solo per i lavoratori dipendenti con figli a carico, prosegue, la soglia dei fringe benefit viene elevata a 3.000 euro per il 2023. Il ricorso a contratti a tempo determinato di durata superiore a 12 mesi, ma non eccedenti i 24 mesi, viene ammesso nei casi previsti dai contratti collettivi, per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, individuata dalle parti, in caso di mancato esercizio da parte della contrattazione collettiva, e in ogni caso entro il termine del 31 dicembre 2024 e in sostituzione di lavoratori assenti.

Giovani, assegno universale e sicurezza sul lavoro

Per favorire l’occupazione giovanile sono stati previsti degli incentivi per le imprese. I datori di lavoro che assumono persone under 30, iscritte a “Iniziativa Occupazione Giovani” è stato previsto un incentivo del 60% della retribuzione erogata per 12 mesi, cumulabile con l’esonero contributivo giovanile del 100%, che spetta per un periodo massimo di 36 mesi, e con altri incentivi previsti dalla legislazione vigente.

Per quanto riguarda invece l’assegno universale che spetta ai genitori con figli a carico, il governo ha previsto l’estensione della maggiorazione anche ai genitori vedovi. Sul fronte della sicurezza del lavoro il governo interviene istituendo presso il Ministero del Lavoro un Fondo per i familiari degli studenti vittime di infortuni in occasione delle attività formative. Tra le misure previste l’obbligo per i datori di lavoro di nominare il medico competente se richiesto dalla valutazione dei rischi, l’estensione ai lavoratori autonomi di alcune misure di tutela previste nei cantieri e, infine, l’obbligo di formazione specifica in capo al datore di lavoro nel caso di utilizzo di attrezzature di lavoro per attività professionali e conseguenti sanzioni in caso di inosservanza.

Assegno di inclusione

La misura di contrasto alla povertà, che entrerà in vigore dal primo gennaio 2024, sarà riservata ai nuclei familiari in cui sono presenti persone con disabilità, minorenni o persone over 60. «Il beneficio mensile, di importo non inferiore a 480 euro all’anno esente dall’Irpef – spiega -, sarà erogato dall’Inps attraverso uno strumento di pagamento elettronico, per un periodo massimo di 18 mesi continuativi, con la possibilità di un rinnovo per ulteriori 12 mesi. Il nucleo beneficiario sarà tenuto a sottoscrivere un patto di attivazione digitale e a presentarsi, con cadenza trimestrale, presso i patronati o i servizi sociali e i centri per l’impiego, al fine di aggiornare la propria posizione».

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«Per i soggetti occupabili, cioè coloro che hanno una età compresa tra i 18 e i 59 anni e non rientrano tra le categorie fragili – prosegue Francesca Donati – , è prevista la decadenza dal beneficio nel caso di rifiuto di un’offerta di lavoro a tempo pieno o parziale, non inferiore a 60 % dell’orario a tempo pieno, alternativamente: a tempo indeterminato, su tutto il territorio nazionale; a tempo determinato, anche in somministrazione, se il luogo di lavoro non dista oltre 80 km dal domicilio. Il richiedente deve essere cittadino UE, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, o, ancora, titolare dello status di protezione internazionale. Inoltre al momento della presentazione della domanda, deve essere residente in Italia per almeno 5 anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo».

Per ottenere il sostegno economico occorre avere un Isee in corso di validità, inferiore a 9.360 euro, valore che è rimodulato nel caso di nuclei familiari con minorenni. Inoltre, il valore del reddito familiare deve essere inferiore ai 6.000 euro annui «moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza». «Nel reddito familiare – prosegue – sono peraltro incluse le pensioni dirette e indirette, in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare; mentre non si computa, invece, quanto percepito a titolo di Assegno di inclusione, di Reddito di Cittadinanza o di altre misure nazionali o regionali di contrasto alla povertà».

Ad ottenere il beneficio è solo chi ha un valore del patrimonio immobiliare che in base all’Isee non supera i 30.000 euro e se diverso dalla casa di abitazione non supera i 150.000 euro (Imu). Il patrimonio mobiliare per ottenere il sussidio non deve superare i 6.000 euro, accresciuto di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo fino ad un massimo di 10.000 euro, incrementato di ulteriori 1.000 euro per ogni minorenne successivo al secondo. Massimali che vengono ulteriormente incrementato per ogni componente familiare in condizione di disabilità o di non autosufficienza.

Nessun componente del nucleo familiare deve essere intestatario o avere piena disponibilità di autoveicoli di cilindrata superiore ai 1600 o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 immatricolati la prima volta nei 36 mesi antecedenti la richiesta, esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale a favore delle persone con disabilità. Inoltre nessun componente deve essere intestatario di navi e imbarcazioni da diporto o di aeromobili di ogni genere.

Giro di vite importante sul fronte delle eventuali irregolarità: è prevista infatti una specifica attività di vigilanza da parte del personale ispettivo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dell’Inps, della Guardia di finanza e dei Carabinieri. «I datori di lavoro privati che intendono assumere i beneficiari dell’assegno di inclusione sociale – spiega Donati – potranno fruire, a determinate condizioni, di incentivi nella forma di un esonero contributivo previdenziale. Ai patronati, alle associazioni senza fini di lucro e agli altri enti di mediazione sarà riconosciuto, per ogni persona con disabilità assunta a seguito dell’attività da loro svolta, un contributo compreso tra il 60 e l’80% di quello riconosciuto ai datori di lavoro. Viene introdotta, inoltre, una nuova misura di accompagnamento al lavoro per i soggetti di età compresa fra i 18 e 59 anni in condizioni di povertà assoluta e facenti parte dei nuclei familiari privi dei requisiti per accedere al sostegno al reddito. E’ un contributo pari a 350 euro mensili erogato per un massimo di 12 mensilità per sostenere l’inserimento lavorativo, attraverso la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive».

Le novità in materia di lavoro

Il disegno di legge varato dal governo con misure relative al mondo del lavoro, spiega Francesca Donati, «propone di abrogare i limiti percentuali relativi alle assunzioni con il contratto di apprendistato in regime di somministrazione di lavoro e quelli quantitativi in caso di somministrazione a tempo indeterminato di specifiche categorie di lavoratori, tra cui i lavoratori in mobilità e soggetti disoccupati non appartenenti al settore agricolo. Inoltre, il Governo torna sugli ammortizzatori sociali per alcuni ritocchi. Ai rapporti di lavoro di durata pari o inferiore ai 6 mesi viene estesa l’applicazione della disciplina già prevista per quelli di durata superiore, che prevede che il lavoratore non abbia diritto all’integrazione salariale soltanto per le giornate di lavoro effettuate. In più, il Consiglio dei Ministri annuncia che verranno effettuate modifiche anche ai fondi di solidarietà bilaterali».

La durata del periodo di prova nei contratti di lavoro a tempo determinato, viene fissata in un giorno di effettiva prestazione per ogni 15 giorni di calendario, e non può essere inferiore a due giorni. Novità anche in tema di ricongiunzione ai fini previdenziali dei periodi assicurativi, la disciplina viene modificata «prevedendo che il rendimento previsto sia uguale al rendimento offerto dal sistema contributivo, pari alla media quinquennale del tasso di crescita del Pil – puntualizza – . Vengono uniformati i tempi di presentazione delle domande di accesso ad Ape sociale e di pensionamento anticipato con il requisito contributivo ridotto. Infine, si propone di riconoscere a enti e organizzazioni, un contributo per ogni persona con disabilità assunta a tempo indeterminato tra il primo agosto 2022 e del 31 dicembre 2023».

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