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Ancona

Covid, via alle cure domiciliari nelle Marche. Saltamartini: «È la prima volta in Italia»

Saranno 84 i medici ospedalieri coinvolti nell'operazione che mette in rete medici di famiglia, Usca e specialisti

La Giunta regionale durante l'approvazione della Delibera che da il via alle cure domiciliari

ANCONA – Via alle cure domiciliari contro il Covid nelle Marche. Ad annunciare la novità nella terapia contro il virus, che mira a ridurre il numero dei pazienti ospedalizzati, è stato l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, a margine della seduta del Consiglio regionale.

L’assessore ha spiegato che la Regione attiverà una task force di 84 medici ospedalieri, pronti sin da subito, i quali verranno inviati al domicilio dei marchigiani che si trovano in isolamento domiciliare perché affetti dal Covid-19. A loro supporto ci saranno anche i dispositivi elettromedicali mobili e la telemedicina.

Le terapie a disposizione sono l’antivirale Remdesivir e gli anticorpi monoclonali, questi ultimi però continueranno ad essere somministrati tramite infusione eseguita direttamente nelle strutture ospedaliere, per poi consentire al paziente il rientro in giornata a domicilio. A decidere quale sia la terapia più adatta per i pazienti saranno i medici.

Filippo Saltamartini, assessore alla Sanità

In pratica verranno coinvolti nell’iter domiciliare, i medici di medicina generale il cui ruolo sarà quello di segnalare i pazienti idonei, le 33 Usca che andranno a domicilio per eseguire una anamnesi del paziente, sulla base della quale, sempre a domicilio, verranno inviati gli specialisti ospedalieri necessari.

Saltamartini intanto ha dato mandato agli enti del Servizio Sanitario Regionale di definire entro il primo ottobre un protocollo di intesa per regolamentare le forme di collaborazione tra medici ospedalieri e medici delle cure primarie, come stabilito nel corso della “Cabina di Regia” regionale del 6 settembre scorso.

«È la prima volta che si mette in campo una iniziativa di questo genere, anche in Italia» afferma l’assessore, che spiega «partiamo per un mese, verifichiamo gli effetti e poi vediamo se proseguire».  La Giunta ha approvato proprio ora la delibera per far partire l’iter per le cure domiciliari nelle Marche.

62 i medici Asur Marche impiegati nella task force, 12 degli Ospedali Riuniti di Ancona (Torrette e Salesi), 4 di Marche Nord e 6 dell’Inrca di Ancona. Tra le figure specialistiche coinvolte, ci sono infettivologi, pneumologi, internisti, neurologi, pediatri, geriatri, fisiatri, nefrologi, cardiologi.

Il governatore Francesco Acquaroli, presente al fianco di Saltamartini, ha sottolineato che le cure domiciliari «sono innanzitutto una richiesta che ci viene rivolta dal territorio e da tutti coloro che vivono con apprensione l’avvicinarsi dell’autunno e dell’inverno. In questo modo potremo evitare l’ospedalizzazione ed essere comunque vicini ai cittadini contagiati nelle loro case.

Inoltre ha evidenziato che «consolidare il legame di cura tra struttura sanitaria e territorio, finalizzato ad una gestione clinica a domicilio sempre più tempestiva, appropriata ed efficace dei pazienti Covid costituisce, inoltre, una strategia molto importante per far sì che i nostri ospedali possano tornare ad occuparsi di tutte le altre patologie».

Un aspetto, quello del trattamento delle patologie non Covid, sul quale si è soffermato anche l’assessore Saltamartini, il quale ha sottolineato che «gestendo efficacemente a casa i pazienti con forme di malattia da lievi a moderate» è «possibile ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere e residenziali territoriali».

Saltamartini ha poi specificato che «non c’è un indirizzo politico sul farmaco da utilizzare» e che l’iniziativa viene presa su «suggerimento dell’azienda sanitaria». «Cerchiamo sulla base dell’esperienza di Usca e medici generici – spiega – , di evitare di ospedalizzare, proviamo a organizzare la cura domiciliare con le migliori professionalità disponibili».