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Ancona

Crisi di governo, è caccia ai responsabili. Le opinioni dei politici marchigiani

Dopo lo strappo di Renzi la sfida si gioca tutta al Senato, dove la maggioranza cerca i numeri per puntare al Conte ter. Abbiamo raccolto l'opinione di esponenti dei partiti, ecco cosa ci hanno detto

Senato della Repubblica (foto da Wikipedia)

ANCONA – Proseguono le grandi manovre al governo per cercare di tenere in piedi la maggioranza e trovare i numeri in Senato dopo lo strappo di Italia Viva che ha ritirato la sua delegazione. Ed è proprio qui, al Senato, che si gioca la sfida principale in vista del voto di martedì prossimo con l’obiettivo di puntare ad un Conte ter.

Il premier starebbe lavorando ad un  gruppo centrista-cattolico, ma dall’Udc è arrivato un no secco, e prosegue la ricerca dei responsabili o costruttori, come li si voglia chiamare, così da rimpiazzare i senatori di Italia Viva e mantenere in vita il governo Conte. A sostegno del premier si è schierato il Maie, ora divenuto Maie-Italia 23.

Il Maie (Movimento associativo italiani all’estero), nato dalla fusione tra il gruppo Maie e l’associazione Italia 2023, era già presente in Parlamento con 3 seggi alla Camera e 4 al Senato, ed è stato fondato nel 2007 dal senatore  Ricardo Antonio Merlo, attuale sottosegretario agli Esteri, per tutelare gli interessi degli italiani residenti all’estero. Ieri (15 gennaio) il cambio di denominazione in Maie-Italia 23.

In tutto questo quadro in costante evoluzione, nel quale sono i numeri a fare la differenza nel decidere quale sarà l’epilogo della crisi, anche la Lega sta facendo una sua campagna: quella per cercare un altro genere di responsabili, senatori che vogliano “mandare a casa” Conte. Cosa potrà succedere?

Mauro Coltorti, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato

«Credo sia difficile valutare i possibili scenari aperti da Italia Viva perché non è possibile stabilire quanti di loro rimarranno con Renzi, che tra l’altro non è ben chiaro cosa voglia fare, quanti andranno al gruppo misto o al Partito Democratico – dichiara il senatore del Movimento 5 Stelle Mauro Coltorti – . Sembra improbabile che, se Renzi decidesse di passare all’opposizione, come alcuni hanno supposto, molti parlamentari lo seguano».

Secondo il senatore «è chiara la necessità che i responsabili-costruttori che decidessero di lasciare Italia Viva aderiscano ad un programma di legislatura, perché altrimenti le problematiche si ripresenteranno tali e quali al primo decreto e l’attività delle Commissione sarebbe paralizzata. Ed il decreto Ristori 5 è in arrivo come tanti altri provvedimenti per continuare a sostenere l’economia del paese primo tra tutti, per importanza, quantità di risorse e ripercussioni sulla vita dei cittadini, il voto parlamentare sul Recovery Fund. Appare evidente anche al più sprovveduto – prosegue – che è questa quantità enorme di denaro che il Presidente Conte, grazie alla sua affidabilità a livello internazionale, ha potuto ottenere, che ha scatenato gli appetiti più reconditi. Quel denaro va gestito bene e rapidamente ed una crisi getta nel buio ogni programmazione. C’è veramente necessità di responsabili-costruttori che pensano al bene del paese e sostengono un governo che ha dimostrato di essere progressista e che ha cercato di non lasciare indietro nessuno».

Piergiorgio Carrescia insieme alla ministra Teresa Bellanova in occasione del confronto con il mondo della pesca ad Ancona (immagine di repertorio)

Piergiorgio Carrescia, componente dell’Assemblea Nazionale di Italia Viva afferma «l’Italia non merita un governo “raccogliticcio”: al di la della guida inadeguata di Conte, al governo prima con la destra e poi con il Pd, sempre con la stampella dei 5 Stelle, serve una maggioranza organica. La maggioranza che si verrebbe a creare con quelli che Conte chiama costruttori, vedrebbe in campo solo persone a caccia di spazi e poltrone: non è questa la soluzione per uscire dalla crisi».

Facendo riferimento al sondaggio illustrato da Noto a Porta a Porta nella puntata di venerdì 14 gennaio, Carrescia pone sul piatto della bilancia due riflessioni: «La prima è che l’attivismo di Conte per dare dignità agli scilipotini di turno saccheggia intanto solo l’elettorato dei suoi attuali sponsor (Pd e M5s), in particolare il Partito Democratico che perde quasi un terzo di consensi (dal 19,5 al 13%)».

«La seconda riflessione è che se il centrodestra viene comunque accreditato intorno al 50% e i partiti del governo Conte-bis sono dieci punti sotto vuol dire che le critiche sull’azione inefficace dell’esecutivo, mosse da Italia Viva, non erano e non sono campate per aria e che occorre cambiare passo». Secondo Carrescia «per erodere il consenso alle destre occorre un Governo forte, autorevole, con una guida capace, idee chiare, che decida bene e non faccia del rinvio il proprio modo di essere, come invece è stato con il Conte-bis».

Emanuele Prisco e Francesco Acquaroli

«Oggi si chiamano costruttori, una volta si chiamavano ribaltoni ma al di là del giudizio su chi è disposto a tutto per salvarsi la poltrona credo che in questa fase complessa per l’Italia non si possa governare con una maggioranza raccattata all’ultimo minuto – dichiara il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco – . Meglio votare e avere un governo chiaro e stabile per guidare l’Italia fuori da questa situazione difficile per imprese e famiglie che non hanno tempo da perdere con i giochi di palazzo di Conte e della sinistra. I veri responsabili siamo noi. Non chi sostiene un governo ancora più debole per salvarsi la poltrona».

Da sinistra Marconi, Saccone, Acquaroli e Solazzi (immagine di repertorio)

«L’Udc non negozia i propri valori e non si presta ad operazioni di palazzo – commenta Antonio Saccone, commissario regionale Udc e senatore – . Non faremo la stampella a Conte. Non auspichiamo le elezioni in una fase troppo delicata con il Paese che è in ginocchio, non solo economicamente ma anche psicologicamente, ma non temiamo le urne. Dopodiché auspichiamo che si faccia presto e confidiamo nella saggezza del presidente della Repubblica».