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Ancona

Crisi Aerdorica, depositata in tribunale la richiesta di concordato preventivo

Ora la società che gestisce l’aeroporto delle Marche avrà 60 giorni di tempo, prorogabili a 120, per presentare il piano economico che scongiuri il fallimento. Ma affinché ciò avvenga, sono necessari i 20milioni di euro di ricapitalizzazione sui quali l’Unione Europea deve ancora pronunciarsi

L'aeroporto delle Marche
L'aeroporto delle Marche

FALCONARA- Aerdorica ha deposito ieri (14 febbraio) presso il Tribunale fallimentare di Ancona, la richiesta di concordato preventivo. Ora la società che gestisce l’aeroporto delle Marche avrà 60 giorni di tempo, prorogabili a 120, per presentare il piano economico che scongiuri il fallimento. Ma affinché ciò avvenga, sono necessari i 20milioni di euro di ricapitalizzazione sui quali l’Unione Europea deve ancora pronunciarsi: si tratta di aiuti di stato oppure no? Con la richiesta di concordato preventivo, l’istanza di fallimento avanzata dal Pm Paolo Gubinelli resta in stand by per almeno due mesi. La mossa giocata da Aerdorica è stata anche in risposta alla denuncia presentata alla Commissione Europea da Airiminum. Secondo la società che gestisce l’aeroporto Fellini di Rimini, i 20milioni di euro del piano di risanamento proposto dalla Regione Marche sarebbero aiuti di stato e andrebbero a determinare un’alterazione del confronto competitivo tra l’aeroporto di Rimini e quello di Ancona. La discussione in Commissione Europea è prevista per il 23 febbraio.

Ma anche la procedura di concordato preventivo ha i suoi rischi e di fronte a questo nuovo scenario, le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, insieme ai lavoratori di Aerdorica, esprimono forte preoccupazione e chiedono un incontro urgente con il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. «Il concordato preventivo potrebbe determinare pesanti ricadute occupazionali su personale dipendente e dell’indotto. Da parte della Regione c’è stata scarsa attenzione e azioni inconcludenti che non hanno realizzato, dopo più di un anno, un’efficace iniziativa tesa a garantire la sopravvivenza di un’infrastruttura strategica per le Marche- spiegano i sindacati-. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente Ceriscioli, in qualità di socio di maggioranza, per conoscere quali soluzioni intenda mettere in atto per garantire la continuità aziendale. Fondamentale è la risposta positiva della Ue alla ricapitalizzazione della società o la ricerca in tempi brevi di un partner privato disposto ad investire sullo scalo».