Ancona-Osimo

Covid, numeri in crescita. Fabiani: «Colpiti anche i bambini piccoli, sotto i due anni»

Il virus ha ricominciato a far sentire la sua presa anche sulle strutture ospedaliere, dove sono 285 (+38 in una settimana) le persone assistite positive al virus. Tornano a crescere i casi tra i bambini

Il pronto soccorso del Salesi di Ancona

ANCONA – Prosegue il trend di crescita dei casi Covid-19 nelle Marche, sia sul fronte dei nuovi contagi che delle ospedalizzazioni. In base ai numeri del bollettino settimanale stilato dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione, il tasso di incidenza registra un lieve calo 71,01 casi su 100mila abitanti (contro 72,94 casi su 100mila abitanti di sette giorni fa). I nuovi casi positivi rilevati in una settimana sono invece in aumento 1.536 (contro 1.514 di una settimana fa). Anche questa settimana è stato registrato un nuovo decesso. Il numero delle vittime dall’inizio della crisi sanitaria ammonta a 4.466 morti.

Il virus ha ricominciato a far sentire la sua presa anche sulle strutture ospedaliere, dove sono 285 (+38 in una settimana) le persone assistite positive al virus: 280 si trovano nei reparti non intensivi, 5 in terapia intensiva. Nei pronto soccorso sono presenti 4 pazienti.

«Abbiamo ripreso a vedere casi Covid-19 – dice la responsabile del pronto soccorso dell’ospedale Salesi di Ancona, Elisabetta Fabiani – si tratta di bambini piccoli, di età inferiore ai due anni, non casi numerosissimi, ma circa 4 a settimana, che però segnalano una piccola risalita». Solitamente la fascia d’età più colpita era quella scolastica, mentre in questa nuova fase sono i bambini più piccoli.

Secondo la dottoressa Fabiani dipende dal fatto che i più piccoli essendo nati nella fase finale dell’emergenza sanitaria non sono stati a contatto con il virus. Il consiglio del medico è quello di evitare affollamenti in occasione delle feste e di fare visita nelle abitazioni in cui sono presenti bambini molto piccoli, tra i 3 mesi e i 6 mesi, se si è raffreddati, o con tosse o mal di gola, perché per i più piccoli questo può comportare anche una bronchiolite. In presenza di febbre alta l’accento va sull’idratazione e sulla vivacità del bambino: «Anche se la temperatura tocca i 39 gradi – spiega – ma il bambino si alimenta, beve ed è vivace non serve correre al pronto soccorso».

© riproduzione riservata