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Ancona

Il Covid alza la testa nelle Marche, il professor Menzo: «Con le scuole più contagi»

Nelle Marche prosegue il trend di crescita della curva dei contagi e anche la percentuale di posti letto occupati è arrivata al valore critico del 10%. Il punto con il primario della Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Ecco cosa ha detto

ANCONA – Prosegue il trend di crescita della curva dei contagi nelle Marche dove nella giornata di ieri (5 novembre) si è registrato il dato più alto dal 14 maggio scorso sul fronte dei nuovi positivi (252). L’incidenza nei casi settimanali ha superato la soglia critica di 50 e anche la percentuale di posti letto occupati è arrivata al valore critico del 10%, quasi il doppio del valore medio nazionale, fermo al 4%.

Sono due dei parametri che insieme all’occupazione in area medica, in caso di sforamento, fanno scattare la zona gialla. Nella nostra regione tuttavia l’area medica si mantiene al 6%, ben al di sotto del 15% la soglia considerata critica, per cui le Marche restano in zona bianca.

«Lo avevamo già detto tempo fa che quando avrebbero riaperto le scuole ci sarebbero stati più contagi» evidenzia il virologo Stefano Menzo. Il primario del Laboratorio di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, aveva preannunciato una risalita della curva dei contagi in funzione della ripresa delle lezioni in presenza.

Il direttore della Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, Stefano Menzo

Una ripresa che tuttavia si è verificata «un po’ più tardi del previsto, forse perché ha funzionato la campagna vaccinale, anche se questa non ha coinvolto tutti gli studenti: alcuni perché sono troppo giovani per essere vaccinati, e altri perché comunque ancora non si vogliono vaccinare e stanno diffondendo il virus al resto della popolazione».

Il virologo pone poi l’accento sul calo di attenzione legato alla situazione più tranquilla sul fronte della pandemia vissuta nell’ultimo periodo, e sul fatto che «in molti hanno abbassato la guardia».

In ogni caso, specifica, si tratta di una ripresa della pandemia che non ha nulla a che vedere con l’arrivo della variante Delta Plus del virus, rilevata «qualche settimana fa» in «un unico caso isolato». La variante dominante resta la Delta, perché come spiega «al momento la Delta Plus non sembra avere dei vantaggi rispetto alla Delta».

L’auspicio del professor Menzo è che la ripresa dei contagi, che ieri hanno registrato un balzo, con 252 casi, «convinca chi ancora non l’ha fatto a vaccinarsi. Siamo un po’ in ritardo, ma si può fare ancora di meglio». Sull’ipotesi di estendere la vaccinazione contro il Covid entro Natale ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, Menzo parla di «una ottima idea» e aggiunge «spero si possa arrivare a vaccinare anche da zero a 4 anni come si fa con tante altre infezioni».

Secondo il virologo vaccinare anche gli under 12 «è la soluzione migliore, perché se una persona viene a contatto da molto giovane con uno stimolo che può essere il vaccino o l’infezione naturale, nel resto della sua vita magari incontrerà di nuovo il virus ma non avrà nessun problema, è il concetto per cui le vaccinazioni vengono fatte il più presto possibile».

Inoltre ricorda l’importanza della terza dose «che dovrebbe diventare obbligatoria per alcune categorie» come i sanitari e anche i docenti, «e proposta e suggerita caldamente per tutti gli altri». Fondamentale poi vaccinare «chi non si è ancora vaccinato».