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Ancona

Covid, contagi in crescita nelle Marche. Clementi: «Attenzione alta, ma no alla proroga dello stato d’emergenza»

Il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano interviene sulla recrudescenza di positività registrate negli ultimi due giorni a causa di un focolaio nel Pesarese. Ecco cosa ci ha detto

ANCONA – «Il virus ancora circola, è necessario tenere ancora alta l’attenzione»: Il professor Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano interviene sulla recrudescenza di positività registrate negli ultimi due giorni nelle Marche a causa di un focolaio nel Pesarese, a Montecopiolo. Il tutto è partito da una cena di ex compagni di scuola, classe 1978, che hanno preso parte al “rendez vous” in un locale del paese.

«Dopo tre mesi chiusi in casa, non possiamo permetterci di vanificare gli sforzi e i sacrifici compiuti, non per leggerezza, sarebbe insopportabile dal punto di vista logico» spiega Massimo Clementi. E in effetti nell’ultimo periodo, complice l’estate, si registra un calo di attenzione alle misure di sicurezza: molti non indossano le mascherine, quando necessario, o le indossano in maniera non corretta, altri invece si ammassano nei locali dimenticandosi che vige ancora il distanziamento sociale.

Il professor Clementi mette in guardia anche dai casi cosiddetti di “importazione”, ovvero in arrivo dai paesi esteri, come dall’area dei Balcani e dall’Africa. Sono circa il 50% i nuovi positivi di importazione, gli altri derivano invece da focolai ai quali spiega «dobbiamo fare l’abitudine. Occorre individuarli e isolarli per gestirli al meglio: un focolaio può diventare una montagna se non si interviene tempestivamente».

Massimo Clementi, direttore Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano

«Condivido il fatto che ci siano ancora misure di sicurezza e che il ministro della Sanità abbia chiuso i voli da numerosi paesi esteri – prosegue -, mentre invece non condivido la proroga dello stato di emergenza, perché al momento non ci sono le condizioni: l’epidemia italiana è sotto controllo a parte alcuni piccoli focolai come quello di Pesaro. Inoltre ci sono già le leggi ordinarie che permettono di prendere provvedimenti».

In ogni caso secondo il virologo, il Paese non può permettersi un altro lockdown, ecco perché si appella alla popolazione chiedendo attenzione e rispetto delle misure di sicurezza. Ricorda anche che durante il periodo di chiusura trascorso molti hanno trascurato, o non hanno potuto curare malattie importantissime, anche oncologiche.

Sulla notizia secondo cui dagli Stati Uniti potrebbe arrivare un vaccino già per l’autunno, invita alla prudenza: «Affinché un vaccino sia davvero efficace e sicuro è necessario che sia testato per un periodo di tempo adeguato, personalmente mi preoccupano i propositi di accorciare questi percorsi».