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Ancona

Covid, Bonaccini: «Regioni soddisfatte per aumento capienza». Centrosinistra: «Sia largo e civico»

Il presidente dell'Emilia Romagna, ad Ancona per la presentazione del suo libro ‘Il paese che vogliamo’, ha parlato delle riaperture e delle alleanze politiche con i 5 Stelle, toccando il tema dei ballottaggi

ANCONA – Le Regioni sono soddisfatte per l’aumento della capienza. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, parlando con i giornalisti ad Ancona, nella sala della Fgci, a margine della presentazione del suo libro ‘Il paese che vogliamo’, insieme alla sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli.

Sollecitato sul tema Green pass, Bonaccini ha sottolineato che «fino ad oggi le cose che il governo ha deciso di mettere in campo sono andate bene e come Regioni siamo state molto soddisfatte che le richieste fatte in relazione all’aumento della capienza dei luoghi della cultura, dello sport, alla riapertura dei locali da ballo, seppur con Green pass e metà capienza, siano state accolte, perché questo è il segno di ciò che sta accadendo: nonostante la riapertura delle scuole si sta tenendo a bada questa pandemia e, anzi, le cose migliorano con un ulteriore calo dei ricoveri ospedalieri».

Ma Bonaccini ha parlato anche di politica e ha affrontato il tema dei rapporti del Pd con il Movimento 5 Stelle, anche in vista dei ballottaggi. In particolare sull’esito del voto per le amministrative di Bologna, ha affermato che è «la dimostrazione che se i 5 Stelle stanno con il centrosinistra guadagnano o quanto meno entrano al governo delle città, se stanno fuori come a Rimini non entrano nemmeno in consiglio comunale e a Cattolica, l’unico comune (dell’Emilia Romagna, ndr.) nel quale governavano, non stando con il centrosinistra rischiano di perderlo al ballottaggio».

Secondo il governatore romagnolo se i pentastellati «confermano l’impostazione recente, convintamente europeista e nel campo progressista, non c’è neanche da discutere: sarà un nostro naturale alleato». Inoltre ha precisato che «quello che però non può bastare è un’alleanza Pd, 5 Stelle, Leu, Mdp, Articolo 1, perché il Paese è una cosa e i comuni sono un’altra». In ogni caso si è detto fiducioso del fatto che con «il Movimento 5 Stelle non ci sarà difficoltà ad allearsi nel momento in cui, con la leadership di Conte, confermeranno questa impostazione».

Allargando il raggio del discorso alle elezioni politiche ha dato la sveglia al centrosinistra, invitandolo a non sedersi sugli allori. Ha sottolineato infatti che la vittoria del centrosinistra al primo turno delle comunali non è sufficiente per le politiche. «Per quanto riguarda il Paese – ha detto – , mi auguro che a Roma non si commetta l’errore di pensare che le elezioni in tanti comuni italiani bastino come risultato per dire che è già vinta la prossima a livello politico». Anche se ha aggiunto che «fino a qualche settimana fa si pensava che la destra avrebbe stravinto».

Ma il governatore dell’Emilia Romagna, ritiene che ci sia «un grande spazio» per il Pd, mentre la destra, fa notare, «sta andando più verso Meloni che Salvini, per cui sarà molto più sovranista, con tratti anti-europeisti». E a tal riguardo ha rimarcato che «ieri Giorgia Meloni è corsa immediatamente, assieme a Le Pen e Orban, a sostenere la Polonia in questa un po’ ridicola richiesta di fare da sola. Se volessero ridarci indietro i miliardi di euro che abbiamo dato, peraltro giustamente per aiutarli a risollevarsi dai periodi di difficoltà dei regimi comunisti, facciano pure».

Bonaccini, incalzando di più sulla questione, evidenzia che in Italia c’è una destra «con dei tratti che non la rendono attrattiva verso tanta gente del nostro Paese che, a differenza mia, non si definirà mai di sinistra e che per andare verso una destra così ci penserà venti volte». «Il centrosinistra – prosegue – dev’essere largo, dev’essere civico e soprattutto in grado di parlare di cose concrete, dei problemi dei cittadini e non solo di alleanze dalla mattina alla sera».

Inoltre ha sottolineato come tre capoluoghi della sua regione «siano andati alla stessa coalizione: a Bologna, Ravenna e persino a Rimini, dove avevamo contro 5 Stelle e diverse liste civiche di centrosinistra. Persino a Cattolica andiamo al ballottaggio con il 49% e, quindi, con grandi aspettative di farcela». Ha infine invitato alla prudenza sui ballottaggi: «Guai a pensare di aver già vinto i ballottaggi – conclude – : si riparte zero-a-zero, ma dopo la prima tornata c’è un vincitore netto, che sono il Pd e il centrosinistra, e una sconfitta, altrettanto netta, di questa destra».