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Ancona

Covid, Acquaroli: «Bisogna dare un messaggio positivo alla cittadinanza»

Il presidente Acquaroli sottolinea che le Marche sono passate in zona arancione anche se il trend dei ricoveri si è invertito. «Bisogna affrontare ogni fase per quella che è»

Italian Green Pass. EU Digital certificate Covid-19. Covid or Coronavirus vaccine certificate. Selective focus

ANCONA – «Un mese fa, dicevamo che si andava in zona arancione, avevamo un trend di ricoveri giornalieri sostenuto; oggi abbiamo visto che il trend si è invertito e siamo arrivati arancione un mese e mezzo dopo». A tornare sull’argomento, che in questi giorni ha acceso il dibattito politico, è il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha colto l’occasione con i giornalisti per sottolineare la propria posizione, dopo il passaggio dal 7 febbraio delle Marche in zona arancione.

La situazione «dovrebbe determinare un cambio di tendenza in cui non si deve dare il messaggio che è tutto finito, un sciogliete le righe, ma un messaggio positivo alla cittadinanza – ha detto -. Il lockdown che si sta determinando rischia di avere conseguenze economiche importantissime».

Una preoccupazione che aveva espresso, oltre che con i giornalisti a margine del Consiglio regionale, anche nel corso di una intervista su Sky Tg24. Il presidente ha spiegato di aver scritto una lettera al presidente della Conferenza delle Regioni e del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, affinché convochi una Conferenza delle Regioni per «affrontare subito questi temi che possono avere delle ripercussioni enormi». I governatori avevano chiesto al governo di superare il sistema di classificazione a colori attualmente in uso.

Il governatore marchigiano ha rimarcato l’importanza di dare alla popolazione «un messaggio adeguato alla fase che viviamo: a tutela di chiarezza e trasparenza della comunicazione è importante trasmettere la situazione reale. Quello che si è discusso in Conferenza delle Regioni, due settimane fa, non era una proposta basata su una visione particolare ma sulla tenuta delle strutture ospedaliere».

Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche

A questo proposito Acquaroli ha fatto notare che «nelle Marche è sotto gli occhi di tutti che la curva pandemica ha raggiunto nelle positività e negli accessi ospedalieri una fortissima riduzione: se prima gli accessi erano 7-8 al giorno oggi siamo 2-3-4». Insomma una fase nuova, come ama sottolineare, caratterizzata da «positivi senza sintomi ricoverati per altre patologie, percentualmente un numero importante che incide sul totale di ricoverati negli ospedali e che rischia di determinare il passaggio da zona gialla a arancione».

Aspetti che secondo Acquaroli «devono essere considerati dal governo o rischia di passare un messaggio sbagliato che crea un distanza tra quello che si vive nei territori e quello che si pensa nelle stanze delle istituzioni». In tal senso è tornato a rimarcare che tra la popolazione c’è «senso di stanchezza» per la burocrazia e per le limitazioni, mentre «non sento parlare di un altro problema enorme che sta emergendo: i rincari energetici che hanno conseguenze enormi sui costi delle materie prime» con «il rischio di un’ondata di inflazione enorme» che può «desertificare alcune attività» e generare problemi occupazionale e una «maggiore discriminazione nelle fasce più deboli».

Il governatore ha rimarcato che «le imprese sono in grande sofferenza» e ci sono «situazioni di crisi per tanti settori che chiedono a noi di intervenire, ma noi non abbiamo più gli strumenti per intervenire in maniera significativa». «Da un mese e mezzo – ha detto – c’è una serie di attività storiche che conoscevo nelle mie frequentazioni e che stanno chiudendo», ma accanto a questo, ha osservato, «bisogna affrontare ogni fase per quella che è, dobbiamo trasmettere la situazione per quella che è, altrimenti in caso di una recrudescenza, di una variante più importante, le misure potrebbero non essere ritenute credibili. Non voglio fare né il virologo né il medico ma bisogna cercare di dare messaggi in base alla situazione che viviamo».