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Ancona

Coronavirus, test a Torrette. Bagnarelli (Virologia): «Ci siamo subito attivati per essere autonomi»

Nell'eventualità di un caso sospetto, l'Unità di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, analizzerà i prelievi eseguiti. A stabilirlo è stato il Gruppo Operativo Regionale per le Emergenze Sanitarie della Regione Marche (Gores)

L'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona

ANCONA – I test per accertare la positività al Coronavirus potranno essere eseguiti direttamente alla Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona e non più solo allo Spallanzani di Roma. A dare il via libera è stato il Gores, Gruppo Operativo Regionale per le Emergenze Sanitarie della Regione Marche. Già da oggi potranno essere eseguiti a Torrette i test molecolari sui campioni che prima venivano eseguiti a Roma per tutta Italia. Una novità che rende Ancona e le Marche autonome da questo punto di vista con il vantaggio di avere risposte in tempi rapidi e nell’eventualità di casi sospetti di poter attuare il più velocemente possibile l’isolamento o altre misure per scongiurare contagi.

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«Stiamo dedicando la massima attenzione e mettendo in campo le più idonee e alte professionalità per affrontare l’evoluzione del nuovo Coronavirus, con particolare attenzione ai punti più sensibili» ha dichiarato il presidente regionale Luca Ceriscioli precisando che da ieri (giovedì 6 febbraio) all’Aeroporto di Falconara sono partite le misurazioni della temperatura corporea. «Un ottimo risultato realizzato in tempi davvero brevi», ha evidenziato Ceriscioli.

Nell’eventualità di un caso sospetto, l’Unità di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, riferimento regionale per la sanità pubblica dove vengono eseguite anche diagnosi dei virus influenzali oltre che delle principali arbovirosi (Dengue, West Nile Virus, Zika Virus), analizzerà i prelievi eseguiti dalle Unità Operative di Malattie Infettive delle Marche.

«Ci siamo subito attivati per essere autonomi nella diagnostica e conseguentemente permettere di gestire con rapidità gli eventuali casi che dovessero presentarsi nella nostra regione» ha spiegato la professoressa Patrizia Bagnarelli, dirigente biologa dell’Unità di Virologia.