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Ancona

Coronavirus, la solidarietà corre sul filo degli ospedali fra Torrette e Cina

La collaborazione fra gli Ospedali Riuniti di Ancona e il Taizhou Enze Medical Center, avviata nel 2013, si è fatta più stretta con l'emergenza sanitaria. Presto un gruppo di 160 tra medici, infermieri e tecnici arriverà nelle Marche

ANCONA – È un filo diretto quello che collega le Marche alla Cina, unite per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Nell’attesa che vengano sbloccate le procedure di autorizzazione per la partenza dei 160 operatori sanitari (50 medici, 80 infermieri e 30 tecnici tutti provenienti dalla Cina) che arriveranno ad Ancona per lavorare in un ospedale da campo a Torrette, è già partito lo scambio di informazioni fra gli Ospedali Riuniti di Ancona e il Taizhou Enze Medical Center. Obiettivo aprire un confronto per contrastare il più tempestivamente possibile l’emergenza sanitaria che ha stravolto l’organizzazione degli ospedali di mezza Italia.

Una collaborazione, quella fra l’azienda ospedaliera di Torrette e i medici cinesi, che era partita nel 2013 per la formazione degli operatori sanitari e che aveva visto arrivare ad Ancona negli anni 81 medici, creando un profondo legame di amicizia con l’ospedale regionale.

Un filo che ora si è fatto sempre più stretto e che vede da un capo gli Ospedali Riuniti di Ancona e dall’altro il Taizhou Enze Medical Center cinese, dove sono riusciti in soli 55 giorni ad uscire dall’emergenza che sta devastando l’Italia e l’Europa dopo aver colpito duramente la Cina.

Ai contatti, che stanno avvenendo in videoconferenza, hanno preso parte  diversi direttori delle strutture organizzative dipartimentali interessate dall’emergenza, fra i quali il professor Marcello D’Errico (direttore Sod Igiene Ospedaliera), il dottor Marcello Tavio (direttore Sod Malattie Infettive), il professor Abele Donati (direttore Sod Clinica Anestesia e Rianimazione, il direttore generale Michele Caporossi, e l’omologo cinese Chen Haixiao, direttore del Gruppo Enze, oltre a Xiaomei Yin presidente dell’International Medical Exchange Center- Italy.

«Adesso è il momento più duro per l’Italia: noi lo abbiamo vissuto 6 settimane fa» ha dichiarato Chen Haixiao, spiegando «ne abbiamo fatto esperienza nell’arco di oltre 50 giorni, dal ricovero del primo caso sospetto alla dismissione di tutti i pazienti. E oggi tutti i nostri esperti combattono in prima linea per eliminare il virus».

«Dopo sei anni di proficua collaborazione grazie alla regia sapiente della signora Xiaomei Yin, pechinese ma naturalizzata marchigiana, ecco una bella sorpresa che in qualche maniera comprova che quando si coltiva l’amicizia si raccoglie l’amicizia, specialmente nel momento delle difficoltà – commenta il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Ancona, Michele Caporossi – . I nostri amici e colleghi cinesi ieri ci hanno fornito tantissime informazioni cliniche scientifiche ed epidemiologiche di grande utilità. E hanno voluto segnare la loro amicizia con una donazione in mascherine e altri dispositivi di protezione che ci stanno arrivando. Tutto ciò ci rende ancora più convinti che il dialogo e l’amicizia superano ogni diffidenza e ogni pregiudizio e che quindi la pandemia sarà anche un’occasione per renderli più solidi».

La videoconferenza si è conclusa con l’augurio rivolto dai medici cinesi ai colleghi di Ancona: «Forza Italia, forza Ancona!». Dalla Cina il 24 marzo sono partite alla volta di Ancona 27 scatole contenenti tute protettive, occhiali di protezione, mascherine mediche e guanti.

Gli scatoloni con le mascherine donate dai cinesi