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Ancona

Coronavirus, indennità infermieri. Nursind: «No, grazie! Ci compriamo mascherine e ventilatori»

Il sindacato proprio non ci sta a prendere la cifra «irrisoria» e preferisce devolverla nell'acquisto di dispositivi di protezione o medici per i pazienti. Una categoria che mostra ancora una volata il suo volto umano

ANCONA – Devolvere nell’acquisto di dispositivi di protezioni, tamponi e ventilatori l’indennità prevista dal decreto Cura Italia per gli infermieri e per i lavoratori della pubblica amministrazione. È  l’appello del Nursind il sindacato degli infermieri che proprio non ci sta a prendere quei 3 euro e poco più giornalieri per il lavoro svolto nel mese di marzo.

Una cifra che definiscono «irrisoria» rispetto all’impegno senza sosta con cui stanno lavorando, fatto di turni massacranti e in alcuni casi anche senza protezioni a sufficienza. Insomma un riconoscimento che suona più come un pugno sullo stomaco per chi ogni giorno è in prima linea nella lotta contro un virus che ha le sembianze del mostro.

Una misura che il governo ha esteso a tutta la pubblica amministrazione. «Gli infermieri molto generosamente quando hanno visto queste cifre hanno deciso di darle in beneficenza – spiega la segretaria territoriale del Nursind di Ancona Elsa Frogioni -. Abbiamo bisogno di dispositivi di protezione, ma negli ospedali servono anche ventilatori».

Insomma una categoria che non si risparmia e mostra ancora una volta il suo volto più generoso e umano, il suo valore importantissimo per tutta la comunità: «Siamo rimasti male nel vedere che tutti gli altri dipendenti della pubblica amministrazione non abbiano reagito allo stesso modo» spiega Elsa Frogioni, ponendo l’accento sul fatto che gli infermieri oltre a voler acquistare dispositivi di protezione individuale, come le mascherine, pensano anche ai tamponi che ritengono necessari per gli asintomatici che lavorano in sanità. Una necessità quella di testare tutto il personale sanitario che è il più esposto al contagio e che rischia di diffonderlo all’esterno.

Infine spiega che stanno giungendo segnalazioni da parte di alcune aree delle Marche, come l’ascolano, che «il reagente per i tamponi inizia a scarseggiare».