Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Coronavirus e fase due, tutto quello che si può e non si può fare

Consentiti gli spostamenti all'interno della regione e per le imprese che riprendono l'attività sono previste rigide norme di sicurezza. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulle riaperture, passeggiate, attività motoria e visite ai congiunti

ANCONA – Si allentano anche se solo in minima parte le maglie delle misure restrittive imposte per limitare la diffusione del Coronavirus. A partire dal 4 maggio saranno consentiti gli spostamenti da un comune all’altro all’interno della stessa regione, ma solo per motivi di lavoro, salute o per necessità e urgenza. Tra gli spostamenti ammessi anche quelli per incontrare i «congiunti», a patto che venga rispettato il distanziamento e il divieto di assembramento e che venga indossata la mascherina. Un termine, quello di congiunti, che ha sollevato una serie di polemiche perché considerato poco chiarificatore e che spingerà Palazzo Chigi a correre ai ripari fornendo alcuni chiarimenti: per congiunti si intendono parenti e affini, coniuge, conviventi, ma anche fidanzati stabili e affetti stabili.

Ancora vietati gli spostamenti tra una regione e l’altra, che sono consentiti solo per lavoro, ragioni di salute e altre necessità e urgenze. Chi era rimasto bloccato lontano da casa in seguito all’introduzione delle misure restrittive ora può tornare a casa solo. Norme più stringenti per chi ha febbre sopra i 37,5 gradi per i quali scatta l’obbligo di rimanere a casa.

Resta in vigore l’obbligo dell’autocertificazione, per il quale oltre alle tre motivazioni che consentivano gli spostamenti (comprovati motivi di lavoro, salute, o di necessità come la spesa) se ne aggiunge una ulteriore e cioè l’incontro con i congiunti (sempre all’interno del territorio regionale). Certificazione da avere con sè anche per passeggiate e attività motoria, considerate necessità di salute. Il modulo a giorni dovrebbe cambiare.

MASCHERINE
Il nuovo Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) introduce su tutto il territorio nazionale l’obbligo di indossare mascherine al chiuso nei luoghi pubblici, compresi i mezzi di trasporto. Dispositivi di protezione che potranno essere «monouso o lavabili», ma «anche auto-prodotte, in materiali multistrati idonei a fornire una barriera adeguata» . Esclusi dall’obbligo delle mascherine i bambini sotto i sei anni e i disabili.

ECCO CHI RIPARTE
Intanto dal 4 maggio a riaprire i battenti oltre a manifattura, cantieri edili e commercio all’ingrosso che rifornisce queste due filiere, saranno anche moda, tessile, auto, mobili e vetro. Fra i cantieri che possono ripartire, quelli per l’edilizia residenziale pubblica, scolastica, penitenziaria e contro il dissesto idrogeologico. I prefetti potranno autorizzare anche altre attività orientate alle esportazioni, ma, condizione imprescindibile per qualunque apertura il fatto che tutti dovranno operare nel rispetto dei protocolli di sicurezza.

LE NORME DI SICUREZZA
Ma quali sono le norme di sicurezza?
Innanzi tutto mantenere a distanza prevista fra un lavoratore e l’altro (almeno un metro), mascherine, guanti e gli altri dispositivi di protezione previsti per la tipologia di lavoro (tute, cuffie, visiere), accessi contingentati, riorganizzazione delle turnazioni, sanificazione degli ambienti, dispenser per la disinfezione delle mani e possibilità di misurare la temperatura corporea all’ingresso di imprese e cantieri.

Nei cantieri e nelle imprese è prevista la sanificazioni periodica anche degli spogliatoi e degli ambienti comuni, inclusi anche i mezzi utilizzati per lo svolgimento del lavoro. Obblighi anche per il lavoratore che oltre a rispettare le distanze e le norme igieniche dovrà informare tempestivamente il datore di lavoro in presenza di qualsiasi sintomo di tipo influenzale. Vietato l’accesso al luogo di lavoro invece per chi negli ultimi 14 giorni abbia avuto contatti con persone positive al Covid-19 o arrivi da zone a rischio.

Negli uffici smart working ancora in primo piano e da privilegiare rispetto alla presenza negli uffici. Anche sul fronte trasporti e logistica va garantita una distanza di almeno un metro, la sanificazione degli ambienti e dispenser per il disinfettante, oltre ai dispositivi di protezione individuale (mascherine e guanti). Su aerei, treni e trasporto pubblico locale entrate e uscite saranno separate e sono obbligatorie le mascherine, oltre alla distanza di sicurezza, così come sui taxi. Previste sanzioni, con la sospensione temporanea, per le imprese che non rispettano le regole.

Un giardino pubblico

APERTURE DI GIARDINI, PARCHI E VILLE E VIA LIBERA ALL’ATTIVITA’ SPORTIVA
Dal 4 maggio riapriranno ville, parchi e giardini, ma restano vietati gli assembramenti e deve essere rispettata la distanza di almeno un metro. Ancora chiuse le aree attrezzate per bambini dove non è possibile garantire l’accesso contingentato.

Attività sportiva e motoria consentite non più solo nei pressi della propria abitazione, ma solo solo in maniera individuale o in compagnia di un minore o di una persona non autosufficiente, in questo caso dovrà essere rispettata la distanza di due metri per l’attività sportiva e di un metro per le altre. Consentite anche le passeggiate e non più solo vicino alla propria abitazione. Possibili anche gli allenamenti individuali a porte chiuse e senza assembramenti per gli atleti, professionisti e non, di ogni disciplina sportiva individuale.

MUSEI E BIBLIOTECHE
Musei e biblioteche potranno riaprire i battenti dal 18 maggio, mentre cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi e scommesse, discoteche e locali e impianti sciistici resteranno chiusi, così come le scuole che riapriranno a partire da settembre.

CHIESE APERTE MA NIENTE MESSA
Chiese aperte ma niente messa, l’unica cerimonia consentita sono i funerali ristretti con al massimo 15 partecipanti in mascherina e a patto che venga rispettata la distanza di sicurezza.

DAL 18 MAGGIO E DAL 1 GIUGNO VIA LIBERA AD ALTRE ATTIVITÀ
Il commercio al dettaglio potrà riaprire i battenti solo a partire dal 18 maggio, ma i ristoranti resteranno ancora chiusi anche se potranno fornire pasti da asporto, ristoranti chiusi, ma via libera all’asporto. Dal 1 giugno potranno riaprire al pubblico ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie, parrucchieri, barbieri ed estetiste.