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Ancona

Coronavirus, terapia intensiva al Palaindoor o nave traghetto. Bertolaso: «Gioco di squadra» – VIDEO

L'ex capo della Protezione civile e il presidente regionale Luca Ceriscioli hanno visitato il Palaindoor ad Ancona. La struttura è stata individuata come possibile sede dei 100 posti letto insieme ad una nave traghetto dell'Adria Ferries

Da sinistra il presidente Antonio Mastrovincenzo, Guido Bertolaso e Luca Ceriscioli al Palaindoor ad Ancona

ANCONA –Il Palaindoor di Ancona, una delle strutture sportive coperte più grandi della Regione, oppure una nave dell’Adria Ferries. Sono queste le due possibilità individuate questa mattina, 23 marzo, dal presidente regionale Luca Ceriscioli e dall’ex capo delle Protezione civile Guido Bertolaso, dove allestire i 100 posti letto di terapia intensiva destinati a sgravare le strutture ospedaliere della regione alle prese con l’emergenza Coronavirus che conta 2.569 persone positive 1030 ricoverati dei quali 148 in terapia intensiva.

«Abbiamo individuato la location giusta e dato le indicazioni per attivare subito il progetto di questo centro – ha dichiarato Bertolaso -. Adesso i nostri tecnici faranno tutti i rilevamenti per avere la certezza che la struttura sia idonea ad ospitare una struttura così complessa e articolata com’è un grande centro di rianimazione».

Accompagnato dal suo staff, fra i quali il primario di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Lodi che ha creato una rete con i colleghi dell’ospedale Le Molinette, l’ex capo della Protezione civile ha sottolineato il lavoro di squadra con la Regione Marche e ha spiegato che «si sono scambiati informazioni».

Una lotta, quella al virus, che Bertolaso ha definito come «una guerra nuova, diversa, difficile. Chi è stato in prima linea dal primo istante oggi trasferisce le esperienze a chi sta incominciando ad affrontare questo problema. Questo si chiama gioco di squadra, speriamo che in Italia tutti lo capiscano e tutti lo facciano».

Guido Bertolaso al suo arrivo al porto di Ancona

La struttura costerà 12 milioni di euro, ha spiegato il presidente regionale Luca Ceriscioli, evidenziando che per realizzarla in tempi rapidi lo si potrà fare «solo attraverso le donazioni». Per questo ha rivolto un appello «alle grandi imprese della nostra regione. La scelta di impegnarsi in questa direzione permetterà di realizzare qualcosa in grado di salvare la vita di molti marchigiani».

«Appena domani o dopo domani avremo luce verde – ha dichiarato Guido Bertolaso -, partiremo con l’acquisto dei materiali, la predisposizione delle strutture. È un programma molto complesso: stiamo replicando quello che si sta facendo a Milano».

Bertolaso ha auspicato che «se non ci saranno ostacoli e se tutto quello che ci sembra fattibile lo sarà davvero, immagino che fra una decina di giorni potremo essere pronti, il tempo necessario a questa regione. Certo, è una corsa contro il tempo – ha concluso l’ex capo della Protezione civile – , se la rispettiamo potremo essere in grado di fare in modo che tutti i marchigiani che hanno bisogno di questo genere di assistenza così importante sofisticata e delicata possano averla».