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Ancona

Coronavirus, appello Nursind a Regione: «Stabilisca un riconoscimento per gli operatori sanitari»

Ad un mese dallo scoppio dell'emergenza sanitaria legata al Covid-19, il sindacato delle professioni infermieristiche chiede un contributo di almeno mille euro per i professionisti della salute impegnati nei reparti

Gli infermieri del Covid 8 dell'Ospedalie Riuniti di Ancona

ANCONA – Un contributo di almeno 1.000 euro per gli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Coronavirus. La richiesta arriva dal Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, che da quando è iniziata l’emergenza Covi-19 ha iniziato una battaglia per tutelare gli operatori sanitari alle prese con il Coronavirus. In una lettera inviata alla Regione e siglata dalle segreterie territoriali di Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata e Ascoli Piceno-Fermo, il sindacato sollecita il governo regionale a riconoscere il contributo. «Un gesto crediamo meritato benché simbolico – si legge nella missiva -, perché solo minimamente compensa i rischi ed i disagi sostenuti dagli operatori sanitari in questa pandemia».

Un riconoscimento che il Nursind ritiene «giusto e doveroso» anche sulla scorta di quanto «deciso in altre Regioni come Lazio, Emilia Romagna e Toscana» dove gli operatori sono stati “premiati” con un contributo aggiuntivo. A un mese dall’inizio dell’emergenza, evidenziano i segretari «la maggioranza dei sanitari marchigiani impegnati in prima linea, ha finora ricevuto solo ringraziamenti e lodi per l’abnegazione, impegno e professionalità dimostrata». Ma ora Nursind chiede che alle parole seguano gesti e azioni concrete.

«La Regione Marche con gli operatori sanitari è quella che ha agito con maggior parsimonia – lamentano le segreterie territoriali -, la Regione che durante l’emergenza da Coronavirus ha assunto meno infermieri e sanitari e solo ora, dopo che il NurSind ha protestato in ogni sede e perfino in Procura, ha iniziato ad effettuare i tamponi sugli operatori coinvolti nell’assistenza Covid-19».

Fra turni massacranti e «ferite al volto per l’uso prolungato dei dispositivi di protezione»,  il contributo esprimerebbe concretamente «gratitudine, valore e dignità» verso l’operato degli infermieri impegnati nei reparti Covid che «in altre regioni ad uguale lavoro, hanno ricevuto compensi migliori».

A firmare la lettera sono stati la segretaria territoriale di Ancona Elsa Frogioni, di Macerata Elisabetta Guglielmi, di Ascoli Piceno – Fermo Maurizio Pelosi e di Pesaro – Urbino Alessandro Samanna.